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n° 17 Sabato 5 Maggio 2018

EDITORIALE

 Primo maggio: festa del lavoro

SAN-GIUSEPPE-05052018La festa del lavoro, il primo di maggio, si è celebrata in molte città con un velo di mestizia pensando a tanti disoccupati, a tanti precari, a tante donne sottopagate o offese nella loro dignità, e alle tante vittime di incidenti sul lavoro.

 Dispiace che tanti giovani, siano costretti a lasciare la nostra terra per cercare lavoro in Inghilterra, in Belgio, in Germania, in Australia e altrove. Alla festa la Chiesa partecipa celebrando la memoria di san Giuseppe lavoratore e immettendo nel sociale il contributo originale che le viene dal suo fondatore Gesù Cristo. Egli, l’uomo-Dio, ha dato dignità al lavoro, dedicando la maggior parte degli anni della sua vita sulla terra al lavoro manuale, presso un banco di carpentiere, nella bottega di Giuseppe. Il cristiano ha un’idea alta del lavoro; sa che esercitando il suo lavoro con competenza e fedeltà prolunga l’opera del Creatore, provvede al benessere della sua famiglia e della società, sviluppa le doti e i talenti che Dio gli ha dato. La Chiesa considera il lavoro come un diritto fondamentale, necessario per formare e mantenere una famiglia. Considera la disoccupazione come una vera calamità sociale soprattutto in relazione alle giovani generazioni. I diritti dei lavoratori si basano sulla dignità della persona umana, non sul danaro, sulla visibilità, sul potere: il diritto ad una giusta retribuzione (non sottopagati); il diritto al riposo (le proteste nei giorni scorsi per avere il riposo domenicale, baluardo contro l’asservimento al lavoro); il diritto ad ambienti di lavoro che non rechino pregiudizio alla sanità fisica dei lavoratori; il diritto a non essere violati nella propria coscienza e nelle propria dignità; i diritti legati alla maternità. Naturalmente ci sono anche i doveri del lavoratore: preparazione, fedeltà, onestà, responsabilità, spirito di collaborazione.

D.D.

 

RAGGI DI SOLE

 LA TARTARUGA SCIOCCA

 BOCCACCIA-05052018Un giorno, in una valle lontana, cominciò a piovere, e piovve tanto che tutta la campagna fu inondata. Ancora un po’ e solo le montagne sarebbero spuntate dall’acqua, che saliva, saliva sempre... A un tratto si udì qualcuno che piangeva. Era una tartaruga: la più lenta, la più sciocca del mondo, «Perché piangi?», gracchiò un’oca che volava sopra di lei.

«Affogherò!», singhiozzò la tartaruga. «Per te è facile, tu puoi volare. Ma le mie gambe son così corte, che mi ci vorrà un mese per arrivare sulle montagne!».«Quante storie!», tagliò corto l’oca. «Vado a chiamare mia sorella e ti porteremo noi sulle montagne».

Quando le due oche tornarono, l’acqua arrivava già al collo della tartaruga. Si abbassarono, portando nel becco un ramo. La tartaruga vi si afferrò con la bocca e le oche la sollevarono con un gran sbattere d’ali. Volarono così sopra le acque, in direzione delle montagne, dove la tribù delle tartarughe si era già radunata. Infatti, le altre tartarughe, meno sciocche, si erano subito dirette sui monti non appena avevano visto l’acqua salire. Ma erano comunque molto felici nel vedere i due uccelli portare in salvo la più lenta, la più sciocca tra loro. Lanciarono alte grida di evviva e cantarono in coro per festeggiare i due volatili.

«Viva viva e poi urrà. Su cantiamo tutte in coro. Per le oche salvatrici…».

Ma mentre era ancora in volo, la più lenta, la più sciocca delle tartarughe non poté fare a meno di unirsi al coro.

Apri la bocca e cantò: «... Hip hip hip e poi urrà...AAAAAAH!!!».

Saper tacere, anche quando è necessario, non sempre è facile. Come non è facile saper dire le parole giuste al momento opportuno. Si ha l’impressione che alcune persone non riescano proprio a tener la bocca chiusa. La loro lingua soffre di claustrofobia. Dentro la bocca si sente come un passerotto in gabbia e fa di tutto per evadere. Ma, se adopera male la sua libertà, si lascia sfuggire parole che sarebbe meglio non pronunciare mai: parole volgari, o blasfeme, oppure semplicemente inutili e controproducenti. Quando si parla solo per parlare, senza criterio di buon senso, può capitare come alla tartaruga sciocca……aaaaaah!!!!

Don Paolo Piras

 

 I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Salta il primo maggio alla Madonnetta.

CAPPELLA-MADONNNETTA-2018La tradizione di iniziare il mese di maggio, consacrato alla Beatissima Vergine, con la Messa alla Madonnetta, quest’anno è stata turbata dalla pioggia. Il Comitato del 250°, dopo aver studiato attentamente le previsioni del tempo che dava pioggia per molti giorni, giustamente ha annullato i festeggiamenti, pranzo, concerti ed altro. La Messa è stata celebrata ugualmente per rendere comunque omaggio alla Madonna, ma mancava la folla. C’erano pochissime persone ed tanta pioggia. Il Comitato aveva provveduto a far aggiustare la strada, aveva rinfrescato la cappelletta, aveva rimediato una ringhiera perché qualche incauto non cadesse nel burrone sottostante. Si era anche pensato di rinviare la festa ad una domenica successiva, ma il tempo era dato incerto fino a domenica 6; domenica 13 ci saranno le Prime Comunioni della parrocchia dell’Agonia, il 20 quelle di Santa Maria Maddalena, il 27 è la festa della Trinita, per cui era praticamente impossibile. Ci sarà qualche altra occasione e magari ci sarà un parapetto più sicuro, forse anche il piazzale un tantino più largo. Importante che non diminuisca l’amore e la devozione alla santissima Vergine come potrebbe sembrare guardando le poche persone che in questi giorni partecipano alla recita comunitaria del santo rosario.                                        

                  D.D.

 

■ Maddalenini chiamati all’ospitalità

Il primo, il due e il tre giugno arriveranno a La Maddalena circa 250 “terremotati” da Cascia e dintorni. Vengono per dire grazie ai pastori sardi, anche di La Maddalena, per la “paradura”, la bella usanza di donare una pecora a chi ha avuto il gregge distrutto per furto, o per incendio, oppure, come in questo caso, per il terremoto. Venendo a La Maddalena ci portano in segno di gratitudine, le reliquie di santa Rita da Cascia per le mani del rettore del santuario.

Portano in dono anche degli agnelli partoriti dalle pecore donate. Gli organizzatori della rassegna “Voci di maggio” uniranno un concerto dei “Nomadi” e degli “Stentales” con altre manifestazioni. Tra le 250 persone, chi potrà, andrà in albergo oppure nei B&B, nei campings, altri che già spendono per il viaggio non possono permettersi ulteriori spese e chiedono la nostra ospitalità. Alcuni verranno ospitati all’Oasi di Moneta, altri dovranno accontentarsi di cameroni all’oratorio di Moneta o in quello di San Giovanni Bosco, o a Tegge con letti a castello o brande. Il Parco offre 24 posti. La Scuola Sottufficiali 40. Il Comune collaborerà per i trasporti. Si fa un appello anche alle famiglie che possono accogliere in casa, per tre notti, due o tre persone, specialmente per chi non può stare nei cameroni; al vitto ci penserà la Protezione Civile.

L’organizzazione mette a disposizione 10 euro a persona per notte. Alcune persone hanno già risposto all’appello, altre lo faranno nei prossimi giorni. È un bel segno di apertura, di solidarietà, di interscambio culturale. Una occasione particolare che chiama molti maddalenini all’ospitalità, dimostrata anche altre volte nella storia. Anche l’ammiraglio Nelson in una sua lettera conservata nel nostro museo diocesano lodava “I degni abitanti di La Maddalena per l’ospitalità dimostrata alla flotta di sua maestà la Regina posta sotto il mio comando”.        

D.D.

 

■ Veglia di preghiera per Alfie Evans.

ABBRACCIO-DI-MAMMA-05052018La scorsa settimana abbiamo tutti pregato per il piccolo Alfie Evans e nella chiesa di Moneta, venerdì 27 aprile, per volere del parroco Don Andrea Domanski sulla proposta del maestro del coro S. Giovanni Paolo II Davide Avolio, è stata fatta una veglia di preghiera per inneggiare alla vita. Una giornata particolare, perché proprio il 27 aprile di quattro anni fa, avveniva la canonizzazione di Giovanni Paolo II e di Giovanni XXIII, due Papi che amavano tanto i bambini. Così, chiedendo la loro intercessione, la veglia è iniziata con l'ascolto della Parola di Dio e con le parole dei Papi e dei Vescovi, leggendo i loro messaggi per la giornata della vita. È seguita poi l'esposizione e l'adorazione del SS Sacramento per pregare insieme per il piccolo Alfie e per i suoi genitori, così giovani, ma che con grande coraggio e tenacia, hanno difeso il loro bambino. Le preghiere erano intercalate dai canti del coro, al quale si sono uniti tutti i presenti che, con grande emozione non sono voluti mancare a questa veglia. Nonostante tutti gli appelli internazionali e le preghiere nelle piazze, dove tante persone si sono unite per chiedere la vita del piccolo, i giudici inglesi, come nuovi Erodi, hanno deciso che la sua vita non era degna di essere vissuta. La morte è stata ritenuta "nel miglior interesse" del bambino. Le stragi degli innocenti, dei bambini di cui l’unica colpa è quella di essere malati, purtroppo continuano. Il merito di Alfie è quello di aver svegliato molte coscienze. La battaglia per la difesa della vita deve continuare.

Maria Vitiello

 

Sovvenire alle necessità della Chiesa.

Domenica prossima è la Giornata di sensibilizzazione per il sostentamento del clero. Sovvenire alle necessità della Chiesa è uno dei cinque precetti. Ricorda che i fedeli sono tenuti a venire incontro alle necessità materiali della Chiesa, ciascuno secondo le proprie possibilità. Alle necessità materiali dei sacerdoti non provvedono né lo Stato né il Vaticano. Dal 1984, anno della revisione del concordato tra Stato e Chiesa cattolica, sono i fedeli ad avere la piena responsabilità del sostegno economico dei sacerdoti attraverso due strumenti: l’8xmille e le offerte libere. L’8xmille è una forma di collaborazione con lo Stato per cui il cittadino, nella dichiarazione dei redditi può destinare quella tassa per la cultura (es. per i musei) o per il culto, in particolare per chiese, oratori e per opere caritative sia della Chiesa cattolica o di altre denominazioni religiose riconosciute dallo Stato). Le offerte libere sono destinate al sostentamento del clero. Queste oggi coprono solo il 2% del fabbisogno, dunque per rimunerare i sacerdoti bisogna ricorrere all’8xmille. Le offerte vanno a finire all’Istituto Centrale Sostentamento del clero che le distribuisce equamente tra i circa 35.000 preti diocesani, tra cui 3.000 preti già anziani o malati, e circa 500 missionari nel Terzo mondo. Le offerte invece raccolte durante le Messe vanno alla cassa parrocchiale dalla quale ogni parroco può trattenere 7 centesimi al mese per abitante. Quasi la metà delle parrocchie italiane però ha solo mille abitanti e in queste i parroci disporrebbero solo di 70 euro. Le offerte raccolte dall’Istituto Centrale vengono allora in aiuto ad integrazione della quota di ciascuno. A S. Maria Maddalena il parroco riceve dalla parrocchia 305 euro al mese, i vice parroci 150. Il resto dello stipendio è integrato dall’Istituto Centrale Sostentamento del Clero. Quest’anno dall’Istituto Centrale ci sono venuti anche 10.000 euro per sostituire le finestre della chiesa, nonché un buon quantitativo di generi alimentari che distribuisce la Caritas.  

       D.D.

 

■ Maggio 1768: c’è da costruire la chiesa

Abbiamo scritto, nella scorsa puntata, che il vescovo di Ampurias e Civita Pietro Paolo Carta si sarebbe recato volentieri a La Maddalena, per rendersi conto che cosa vi stesse succedendo. Nell’immobile o quasi società contadina dell’epoca, un duplice e pressoché contemporaneo avvenimento nella stessa località, quale erano stati un’occupazione militare (ottobre 1767) e l’erezione di una parrocchia (gennaio 1768), non erano cosa da poco. Eletto vescovo pochi anni prima, il 26 novembre 1764, mons. Carta aveva aperto a Castelsardo (che allora si chiamava Castellaragonese) il Seminario, e istituito la Parrocchia di Santa Maria Magdalena, che fu epocale perché da molto tempo non se istituivano, e fu l’unica da lui “fondata”. Fece anche una serie di visite pastorali nelle diverse parrocchie della diocesi, escluse quelle di Aggius, Bortigiadas (perché molti degli abitanti, essendo pastori, vivono nelle montagne in luoghi inaccessibili e rientrano in autunno, scrisse lo stesso vescovo) e La Magdalena, perché non c’era ancora la chiesa, alla cui costruzione tuttavia si pensava già in maniera concreta. Gli isolani la chiedevano ai comandanti militari, questi giravano la richiesta alla corte Viceregia di Cagliari la quale a sua volta la inviava al vescovo Carta. Ma a lui giungevano anche le richieste del canonico-parroco Virgilio Mannu, il quale, sicuramente era colui che più ne soffriva della mancanza. Gli isolani si dichiaravano disposti a raccogliere le pietre, la terra grassa, portare l'acqua, come anche di fornire ogni giorno donne e bambini (e qualche adulto) da supporto ai muratori. Ma questi ed il resto del materiale doveva fornirlo da Diocesi. Mons. Pietro Paolo Carta si rendeva conto che una parrocchia, la “sua” parrocchia senza chiesa non poteva esistere a lungo, e già dall’aprile del 1768 aveva fatto stanziare una certa somma di denaro a questo destinata. La corte Viceregia, dal canto suo, in clima di collaborazione, incaricò un certo tenente ingegnere Buzzolino, già impegnato nella realizzazione in loco di alcune opere militari, di preparare il progetto con i calcoli della chiesa. Sempre ad aprile del 1768, mons, Pietro Paolo Carta contattò il mastro muratore Agostino Pisano, di Tempio, per iniziare, a maggio, la costruzione della chiesa.   

          Claudio Ronchi

 

Processione del Corpus Domini: tutto Ok.

La processione del Corpus Domini non cambierà il tradizionale itinerario. Lo ha assicurato l’amministrazione comunale dopo un incontro con i sacerdoti. Lo si era temuto dovendosi svolgere il prossimo 3 giugno, in concomitanza con la manifestazione, organizzata dal Comune, “Voci di Maggio” (che proprio quella domenica, in Piazza Comando, presenterà oltre a 50 stand, la Sagra del Vitello, un pomeriggio folk con balli e canti regionali), il concerto del conosciutissimo e popolare complesso dei “Nomadi”. Per motivi soprattutto d’opportunità i sacerdoti dell’isola stavano valutando di modificare l’itinerario. Sabato 28 aprile invece, don Domenico Degortes, don Andrea Domanski e don Davide Mela si sono recati in Comune, per parlare col vice sindaco Massimiliano Guccini, la delegata al demanio Emilia Malleo e il capo gruppo di maggioranza Alberto Mureddu, e costoro hanno assicurato che il tradizionale itinerario non dovrà subire variazioni. Saranno garantite dal Comune e dagli organizzatori le condizioni necessarie per il regolare svolgimento della Processione del Corpus Domini che proprio in Piazza Comando ha la sua prima stazione. La Messa solenne sarà celebrata alle ore 17:30 mentre la Processione partirà alle ore 18:30.    

             Claudio Ronchi

 

Ultimo incontro di pastorale familiare.

DON-VALERIO-BARESI-2018Carissimi, Domenica 06 Maggio 2018, alle h 17.00 c/o l’Oratorio San Giovanni Bosco a La Maddalena, ci sarà l’ultimo incontro tra don Valerio Baresi, prete salesiano, esperto in pastorale familiare, e le famiglie sposate sacramentalmente e civilmente, conviventi, fidanzati, educatori, catechisti, animatori… Il tema che presenterà sarà: “Il Cantico Dei Cantici, inno all’amore sessuale”, il poema d’amore di Dio per l’umanità. La commissione interparrocchiale “Ciao Famiglia Insieme” è grata a don Valerio per la sua grande disponibilità e magistrale preparazione sulle tematiche familiari, la sua chiarezza nell’esporle ,tematiche accolte con molto interesse e partecipazione da parte dei convenuti. Don Valerio è stato un padre spirituale che ha saputo trasmettere con empatia, allegria, serenità... Ha provocato discussione, confronto, presa di coscienza…Ha dato suggerimenti, ha chiarito… Ha incoraggiato alla fiducia, all’abbandono filiale verso Dio, a vivere questo amore tra noi… Ha profuso speranza, temperanza, libertà… Ha costruito un grande mosaico della famiglia umana sul modello della Famiglia di Nazaret… Ha catalizzato tutti, spezzando la Parola di Dio, rendendola comprensibile e affascinante… È entrato nell’intimità della coppia non per condannare o rimproverare, ma per togliere il giogo delle paure, dei tabù, delle incomprensioni, delle difficoltà, dei pregiudizi… Siamo consapevoli di aver incontrato una persona valida e sicuramente propensa a spendersi per il compito a lui affidato. Don Valerio ha dato alla nostra comunità una carica positiva. Ci ha aiutato a comprendere quanto sia importante e urgente, proseguire il cammino con lui intrapreso per la salvezza della famiglia, oggi così tanto messa in pericolo da altre possibili scelte, figlie di una cultura portatrice di idee che non hanno niente a che vedere con la famiglia costituita da un uomo e una donna e dai figli procreati dal loro amore. Siamo consapevoli che il suo intervento è stata solo una goccia , ma certamente, una goccia fresca nel nostro mare quotidiano, inquinato da mille difficoltà, dal nostro assopimento cristiano, dal nostro accettare con rassegnazione le proposte contrarie ai valori cristiani. Grazie don Valerio.

Per la commissione “Ciao Famiglia Insieme” Agostino Canu e Simonetta Colonna. PS, si raccomanda di portare la Bibbia o il Cantico Dei Cantici.

 

■ Per il servizio di nettezza urbana si pensa ad una società comunale.

È intenzione dell’Amministrazione comunale, per quanto riguarda il nuovo servizio di nettezza urbana, non bandire una gara a ditte private ma di provvedere in proprio. “Il 2 agosto questa ditta andrà via. Come intendiamo risolvere il problema? Creando una società comunale, controllata totalmente dal Comune. Su questo stiamo lavorando da tempo, perché siamo convinti che un nuovo appalto privato non migliorerà la situazione” ha dichiarato l’assessore Gianluca Cataldi. Nell’ultimo Consiglio comunale l’argomento è stato trattato e non sono mancate le polemiche specialmente col consigliere di minoranza Mauro Bittu. A breve la giunta conferirà l'incarico al dirigente perché provveda alla redazione degli atti necessari alla costituzione della società in house. Seguirà poi una pubblica assemblea nel corso della quale sarà presentata questa soluzione e le motivazioni che spingono l’amministrazione comunale a questa scelta. Si provvederà poi alla formalizzazione dell'atto pubblico in una seduta di consiglio comunale. “Non si tratterà di un poltronificio” ha precisato l’assessore Cataldi. Ci sarà un amministratore unico “che dovrà rispondere solo al dirigente”. E sarà istituita una commissione di vigilanza composta da consiglieri comunali, “senza gettone di presenza”. I tempi tuttavia sono piuttosto stretti, più o meno tre mesi. Nel caso la società comunale non possa iniziare ad agosto l’assessore Cataldi ha affermato che ci potrebbe essere “l'affidamento di una gestione temporanea a terzi del servizio”.

Claudio Ronchi

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Domenica 6 maggio ore 17.00 nell’oratorio San Giovanni Bosco incontro delle famiglie con don Valerio Baresi con il tema: "Il Cantico Dei Cantici, inno all'amore sessuale”.

2. Martedì 8 maggio ore 12.00 supplica alla Madonna di Pompei.

3. Sabato 12 maggio alle ore 18.00 nella chiesa di S. Maria Maddalena la Prima Comunione dei bambini della nostra parrocchia. La S. Messa a Moneta alle ore 17.00.

4. Domenica 13 maggio ore 16.00 Prima Confessione.

5. Sabato 19 maggio – Festa dell’Oratorio “San Domenico Savio”. La S. Messa alle ore 16.00 nel giardino dell’Oasi Serena.

 

Avvisi

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

 1) Sabato 12 maggio

* Ore 16,30: Prime Confessioni.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 6 maggio

* Giornata di sensibilizzazione per il sostegno economico della Chiesa cattolica.

* Ore 17.00 presso l’oratorio San Giovanni Bosco: incontro per le famiglie con don Valerio.

2) Martedì 8 maggio

* Ore 12.00: Supplica alla Madonna di Pompei.

3) Venerdì 11 maggio

* Memoria di sant’Ignazio da Laconi, religioso.

4) Domenica 13 maggio

* Solennità dell’Ascensione del Signore.

* Giornata per le comunicazioni sociali.

* Ore 16.30, presso la cappella della Madonna di Fatima (regione Domus): recita del santo rosario.

* Festa della mamma.

5) Martedì 15 maggio

* Solennità di san Simplicio, vescovo e martire, patrono della diocesi.

 

 

Orari delle Messe nelle Chiese dell’Isola

 

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Domenica ore 9.00 Moneta

Ore 10.30 Stagnali

Sabato e prefestivi ore 17.30

Feriali: lunedì ore 8.00

Martedì – venerdì ore 18.30.

 

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

Sabato ore 18.30

 

Parrocchia Santa Maria Maddalena

Sante Messe Nei Giorni Festivi

 Ore 08,00 Chiesa S.Bambino Gesù Di Praga - Due Strade

Ore 09,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 11,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 17,30 Sala Sacra Famiglia- Padule

 Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Prefestivi

Ore 17,30 Sabato: Cappella Ospedale Civile

Ore 19,00 Sabato Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Feriali

Ore 08,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

 

 

 

M A G I S T E R O

 

 GESÙ È LA VITE DA CUI ASSORBIAMO LA LINFA

VITE-E-UVA-05052018 In Gv 15,1-8, Gesù si presenta come la vera vite e ci invita a rimanere uniti a Lui per portare molto frutto. La vite è una pianta che forma un tutt’uno con i tralci; e i tralci sono fecondi unicamente in quanto uniti alla vite. Questa relazione è il segreto della vita cristiana e l’evangelista Giovanni la esprime col verbo “rimanere”. “Rimanere in me”, dice il Signore; rimanere nel Signore.

Si tratta di rimanere con il Signore per trovare il coraggio di uscire da noi stessi, dalle nostre comodità, dai nostri spazi ristretti e protetti, per inoltrarci nel mare aperto delle necessità degli altri e dare ampio respiro alla nostra testimonianza cristiana nel mondo. Questo coraggio nasce dalla fede nel Signore Risorto e dalla certezza che il suo Spirito accompagna la nostra storia. Uno dei frutti più maturi che scaturisce dalla comunione con Cristo è, infatti, l’impegno di carità verso il prossimo, amando i fratelli con abnegazione di sé, fino alle ultime conseguenze, come Gesù ci ha amato. Egli per noi è la vite dalla quale assorbiamo la linfa, cioè la “vita” per portare nella società un modo diverso di vivere e di spendersi, che mette al primo posto gli ultimi. Quando si è intimi con il Signore, come sono intimi e uniti tra loro la vite e i tralci, si è capaci di portare frutti di vita nuova, di misericordia, di giustizia e di pace, derivanti dalla Risurrezione del Signore. È quanto hanno fatto i Santi, coloro che hanno vissuto in pienezza la vita cristiana e la testimonianza della carità, perché sono stati veri tralci della vite del Signore. Ma per essere santi «non è necessario essere vescovi, sacerdoti o religiosi. Tutti noi siamo chiamati ad essere santi; dobbiamo essere santi con questa ricchezza che noi riceviamo dal Signore risorto.

Ci sia di aiuto Maria, Regina dei Santi e modello di perfetta comunione con il suo Figlio divino. Ci insegni Lei a rimanere in Gesù, come tralci alla vite, e a non separarci mai dal suo amore. Nulla, infatti, possiamo senza di Lui, perché la nostra vita è Cristo vivo, presente nella Chiesa e nel mondo.

 

(Regina Coeli - V Domenica di Pasqua, 29 aprile 2018 )

 

 

 CONTRO LE CURIOSITÀ CATTIVE

ARCA-05052018I bambini sono particolarmente curiosi e nei telefonini, come in tutto il mondo virtuale, trovano anche tante cose brutte rischiando di finire prigionieri di queste curiosità non buone. E chiedendo di aiutare i giovani a saper discernere tra le tante proposte della quotidianità, il Papa ha indicato nello Spirito Santo la grande certezza che risolve tutte le nostre curiosità: e lo fa come compagno di viaggio, compagno della memoria e compagno maestro, non certo presentandosi a noi con un pacco di risposte già pronte.

Per la sua riflessione il Papa ha preso le mosse dal Vangelo di Giovanni. In questo lungo discorso di congedo, a tavola con i discepoli, ci sono passi che possiamo chiamare il “dialogo fra le curiosità e la certezza”. I discepoli non si sentono sicuri, non sapevano cosa sarebbe accaduto e domandavano cosa ne sarà di questo, di quell’altro. E Gesù spiega ma loro si sentono più insicuri: “No, ma te ne vai, ci lasci da soli e che cosa faremo?”. Così Gesù spiega “tornerò, vado a prepararvi un posto, poi vi porterò con me”. Insomma dà certezze alle curiosità dei discepoli.

Del resto, la vita, la nostra vita è piena di curiosità. E così da bambini, l’età del perché domandiamo «papà, perché questo? Mamma, perché, perché, perché?». Questo accade proprio perché il bambino cresce, si accorge di cose che non capisce, e domanda: è curioso, cerca una spiegazione. Ma questa è una curiosità buona, perché è una curiosità per crescere, per svilupparsi, per avere più autonomia. E anche è una curiosità contemplativa, perché i bambini vedono, contemplano, non capiscono e domandano.

e curiosità che non sono tanto buone. Per esempio, quella di “annusare” nella vita di altre persone. Magari qualcuno dice “ma è cosa da donne”. No, il chiacchiericcio è un patrimonio di donne e di uomini. Tanto che qualcuno dice che gli uomini sono più chiacchieroni delle donne: non so, ma è un patrimonio di tutti, è una cosa brutta perché è cercare che la curiosità non vada al posto sicuro di una risposta che sia la verità. Invece è cercare di andare ai posti che alla fine sporcano le altre persone.

Dunque ci sono curiosità cattive. O curiosità che, alla fine, mi fanno capire una cosa che io non ho diritto di sapere. Il Papa ha suggerito l’esempio di quanto avvenuto a Tiberiade: già Gesù sta per andarsene, dopo la risurrezione, e dice a Pietro tre volte se lo ama, e Pietro dice che lo ama; e gli dà tutto il potere, e Pietro, quando è finito questo, domanda “e a questo cosa succederà?” domandando per Giovanni. E questo è “annusare” la vita altrui: Questa non è una curiosità buona, ma ci accompagna tutta la vita, è una tentazione che avremo sempre.

Ma torniamo a queste buone curiosità degli Apostoli. In fondo vogliono sapere di Gesù, cosa accadrà, succederà. E così anche all’ultimo momento, Gesù stava per andarsene in cielo, dicono “adesso viene la rivoluzione, adesso tu farai il regno”. È la curiosità di conoscere e la certezza: il dialogo fra curiosità e certezze. Ecco infatti che Gesù risponde dando certezze: “No guardate, questo è così, io vado là”. Ci sono tante risposte in questo lungo discorso a tavola, e non è solo un discorso: è una conversazione fra loro. Ma Gesù risponde sempre con certezze: mai, mai inganna. Mai!.

Piccole certezze, ma certezze. Infatti, riferisce Giovanni, Gesù dice: Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. E così, la certezza ce la darà lo Spirito Santo nella vita.

Certo, lo Spirito Santo non viene con un pacco di certezze e ti dice «prendi». Piuttosto noi andiamo nella vita e domandiamo allo Spirito Santo, apriamo il cuore, e lui ci dà la certezza per quel momento, la risposta per quel momento.

Andiamo dove c’è la gioia vera, quella che è radicata proprio in Dio, ma con lo Spirito Santo per non sbagliare. E per questa ragione chiediamo al Signore due cose oggi. Anzitutto di purificarci nell’accettare le curiosità — ci sono curiosità buone e non tanto buone — e saper discernere dicendo a se stessi no, questo non devo vederlo, questo non devo domandarlo. E la seconda grazia da chiedere al Signore è quella di saper aprire il cuore allo Spirito Santo, perché lui è la certezza: ci dà la certezza, come compagno di cammino, delle cose che Gesù ci ha insegnato, e ci ricorda tutto.

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - Lunedì 30/04/2018)

 

 

 

CATECHESI SUL BATTESIMO: SORGENTE DI VITA

 Vorrei soffermarmi sui riti centrali, che si svolgono presso il fonte battesimale.

Consideriamo anzitutto l’acqua, sulla quale viene invocata la potenza dello Spirito affinché abbia la forza di rigenerare e rinnovare (cfr Gv 3,5 e Tt 3,5). L’acqua è matrice di vita e di benessere, mentre la sua mancanza provoca lo spegnersi di ogni fecondità, come capita nel deserto .

A partire da questo simbolismo naturale, la Bibbia descrive gli interventi e le promesse di Dio attraverso il segno dell’acqua. Tuttavia, il potere di rimettere i peccati non sta nell’acqua in sé, come spiegava Sant’Ambrogio ai neobattezzati: «Hai visto l’acqua, ma non ogni acqua risana: risana l’acqua che ha la grazia di Cristo. […] L’azione è dell’acqua, l’efficacia è dello Spirito Santo».

Perciò la Chiesa invoca l’azione dello Spirito sull’acqua «perché coloro che in essa riceveranno il Battesimo, siano sepolti con Cristo nella morte e con lui risorgano alla vita immortale». La preghiera di benedizione dice che Dio ha preparato l’acqua «ad essere segno del Battesimo» e ricorda le principali prefigurazioni bibliche: sulle acque delle origini si librava lo Spirito per renderle germe di vita; l’acqua del diluvio segnò la fine del peccato e l’inizio della vita nuova; attraverso l’acqua del Mar Rosso furono liberati dalla schiavitù d’Egitto i figli di Abramo. In relazione con Gesù, si ricorda il battesimo nel Giordano, il sangue e l’acqua versati dal suo fianco, e il mandato ai discepoli di battezzare tutti i popoli nel nome della Trinità. Forti di tale memoria, si chiede a Dio di infondere nell’acqua del fonte la grazia di Cristo morto e risorto. E con quest’acqua con la forza dello Spirito Santo, battezziamo la gente, battezziamo gli adulti, i bambini, tutti.

Santificata l’acqua del fonte, bisogna disporre il cuore per accedere al Battesimo. Ciò avviene con la rinuncia a Satana e la professione di fede, due atti strettamente connessi tra loro. Nella misura in cui dico “no” alle suggestioni del diavolo – colui che divide – sono in grado di dire “sì” a Dio che mi chiama a conformarmi a Lui nei pensieri e nelle opere. Il diavolo divide; Dio unisce sempre la comunità, la gente in un solo popolo. Non è possibile aderire a Cristo ponendo condizioni. Occorre distaccarsi da certi legami per poterne abbracciare davvero altri; o stai bene con Dio o stai bene con il diavolo. Per questo la rinuncia e l’atto di fede vanno insieme. Occorre tagliare dei ponti, lasciandoli alle spalle, per intraprendere la nuova Via che è Cristo.

La risposta alle domande – «Rinunciate a Satana, a tutte le sue opere, e a tutte le sue seduzioni?» – è formulata alla prima persona singolare: «Rinuncio». E allo stesso modo viene professata la fede della Chiesa, dicendo: «Credo». Io rinuncio e io credo: questo è alla base del Battesimo. È una scelta responsabile, che esige di essere tradotta in gesti concreti di fiducia in Dio. L’atto di fede suppone un impegno che lo stesso Battesimo aiuterà a mantenere con perseveranza nelle diverse situazioni e prove della vita.

Quando intingiamo la mano nell’acqua benedetta - entrando in una chiesa tocchiamo l’acqua benedetta - e facciamo il segno della Croce, pensiamo con gioia e gratitudine al Battesimo che abbiamo ricevuto - quest’acqua benedetta ci ricorda il Battesimo - e rinnoviamo il nostro “Amen” – “Sono contento” -, per vivere immersi nell’amore della Santissima Trinità.

 

(Udienza Generale - Mercoledì 02/05/2018)

 

 
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