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n° 16 Sabato 28 Aprile 2018

EDITORIALE

 Maggio con Maria

 MAGGIO-MESE-MARIA-2018È una bella tradizione cattolica dedicare il mese di maggio, considerato il più bello dell’anno, a Maria, la madre di Gesù. A La Maddalena siamo soliti cominciarlo alla Madonnetta, un posto incantevole, dove prima pescatori, poi militari e infine turisti, onorando la Beatissima Vergine in quella cappelletta, hanno attirato molti a celebrare le sue lodi. Continueremo poi per tutto il mese di maggio, con la recita del santo rosario a meditare con Maria le meraviglie dell’opera della salvezza operata da Cristo per imitare ciò che esse contengono ed ottenere ciò che esse promettono. Concluderemo poi il mese di maggio con una bella celebrazione mariana alla Madonnina della Panoramica. Perché tutto questo onore reso alla Madre di Gesù? Perché oltre ad essere la madre sua è la madre di ogni cristiano. Lo ha dichiarato Gesù sulla croce, nel momento più drammatico, dicendo al discepolo Giovanni che rappresentava tutti i discepoli: “Ecco la tua Madre”. Maria è Madre della Chiesa perché ha generato Cristo, la vita del mondo, comunicata ad ogni cristiano. Col Battesimo il cristiano diventa fratello di Cristo e Maria è la sua madre spirituale. E come la madre custodisce la vita nascente, la nutre e la cura, così fa Maria con la Chiesa nascente in attesa della Pentecoste. E come una madre accompagna con amore un figlio maturo, incoraggiandolo, consigliandolo, ammonendolo, così fa Maria con i discepoli di Cristo specialmente nelle numerose apparizioni degli ultimi duecento anni. Lei è nel mondo segno di sicura speranza. Si prende cura dei suoi figli ancora peregrinanti sulla terra. 

  D.D.

 

 RAGGI DI SOLE

 LA MANICA DI DIO

 RAGAZZO-28042018Quando l’arcangelo suonò la tromba, una moltitudine che nessuno poteva contare, nazioni, lingue, regni, popoli si ritrovarono in uno spazio vasto come il cielo. Seduto su un trono di nuvole abbaglianti, il Signore Dio, circondato da tutti i suoi angeli, fece un segno a Michele e disse: «Cominciamo». Un angelo aprì un grande libro e lesse un nome: «Acab». Una piccola ombra nera apparve su una nuvoletta bianca. «Mi dichiaro colpevole», disse la piccola figura. «Ero un re, un grande re, lussurioso, orgoglioso e crudele. Ho provocato guerre, ho devastato nazioni, ho costruito palazzi con il sangue degli uomini. E quel che è peggio, me la sono presa con un profeta, uno dei vostri profeti». «Elia, il mio profeta preferito», disse il Signore Iddio. Poi, all’improvviso, Dio si chinò in avanti e prese quest’uomo in mano, e lo tenne sul palmo della mano, come per vedere meglio. «Ha fatto tutto questo?», chiese il Signore. L’angelo guardò il suo libro: «E anche di peggio», aggiunse con noncuranza. «Leggi», disse il Signore. E l’angelo riferì con molta precisione tutte le malvagità del re Acab. Era presente anche Elia, la sua vittima. E aveva un sorrisetto di soddisfazione. L’angelo continuò a leggere implacabile. Il re si dimenava a disagio finché la vergogna lo vinse e spiccò una corsa per sfuggire dalla mano di Dio. Ma con un abile movimento, Dio chiuse le dita. Il malvagio re fece un rapido dietrofront e si infilò nella manica di Dio. «Passiamo a un altro», disse Dio. «Profeta Elia», fece l’angelo. Anche il profeta si sedette sulla mano di Dio e cominciò ad ascoltare il resoconto della sua vita. Ma la sua tranquillità durò poco. Anche lui aveva al suo attivo parecchie malefatte e dopo un paio di minuti partì di corsa a rifugiarsi nella manica di Dio. La manica era molto larga e così fu possibile a tutti vedere i due irriducibili nemici sedere all’ombra della misericordia di Dio nell’ampia manica, fianco a fianco, come fratelli. Ne sono certo, in quella manica ci sarà spazio anche per voi. E anche per me.  

Don Paolo Piras

 I FATTI DELLA SETTIMANA

 Festa per l'ottantacinquesimo anniversario dell'inaugurazione della Chiesa del Santo Bambino Gesù di Praga.

PROCESSIONE-28042018ARicorre quest'anno l'ottantacinquesimo anniversario dell' inaugurazione della Chiesa del Bambino Gesù di Praga (inaugurata nell'anno Santo 1933, il 17 di aprile) e la Festa , che ogni anno si fa in questo mese, si è celebrata domenica 22, preceduta dal triduo di preghiere. Come nel lontano 1933 la processione molto bella, devozionale, è nuovamente partita dalla Parrocchia di Santa Maria Maddalena con la statua del Bambino Gesù trasportata a braccia su di un baldacchino per le vie del centro fino alla Chiesa del Quartiere Due Strade, seguita da una folla di devoti e preceduta dalla banda San Domenico Savio di Moneta e dallo stendardo del Santo Bambino Gesù. La Santa messa solenne è stata officiata da Don Domenico Degortes ed hanno concelebrato Don Alberto Guevara e Don Davide Mela. Erano presenti tantissimi bambini che hanno ricevuto la prima Confessione in Parrocchia.

 

 

MESSA-BAMBINO-GESU'-2018Nell'omelia Don Alberto, che da quattro anni è parroco della nuova chiesa Santa Maria del mare di Pittulongu, ha ringraziato il Bambino Gesù e Don Domenico di averlo invitato a partecipare alla Festa, ricordando i bellissimi anni trascorsi in questa Chiesa, la cui devozione al Bambino Gesù è molto viva e partecipata anche nel suo paese di origine, le Filippine. In quel tempo Gesù disse "Io sono il buon Pastore" che ha cura delle sue pecore, ha proseguito Don Alberto e così Gesù vuole dirci il suo segreto: perché ognuno di noi diventi un buon Pastore bisogna dare la propria vita con amore. Alla fine della Santa Messa Don Domenico ha invitato il Dott. Claudio Ronchi a fare una breve cronistoria della nascita della chiesa: la devozione al Bambino Gesù risale al 1670 nel periodo della lotta a Praga tra protestanti e cattolici; questa devozione dispensò molte grazie e si diffuse in tutto il mondo. Così anche a La Maddalena, dove esisteva già da fine ottocento e primi del 900 una crescente comunità protestante valdese, si pensò di intitolare al Bambino Gesù di Praga la nuova Chiesa, sorta per rispondere alle esigenze religiose del nuovo quartiere, per arginare l'espansionismo protestante, tanto che il vescovo inviò nell'isola, come viceparroco, Don Salvatore Capula anche per arginare questa recrudescenza protestante. Per molti anni quella di Due Strade fu anche la Chiesa ‘della Marina’, ai cui cappellani il Vescovo concesse di compiere "le funzioni sacre"; era la chiesa dei marinai come indicano d'altronde gli affreschi dell'abside del 1936 del pittore militare Armocita: al centro due angeli affiancano il simulacro del Santo Bambino di Praga, posto in una nicchia, a sinistra la Madonna del Mare e a destra Santa Barbara, patrona della Marina Militare. Nel 1934 furono celebrate le prime nozze nella nuova Chiesa tra Romolo Impagliazzo e Giovanna Pedroni e Giovannino Delogu e Amelia Pedroni. La liturgia è stata animata dal Coro del Bambino Gesù di Praga. Terminata la funzione religiosa infine c'è stato un fraterno momento conviviale, molto gradito.

Dott. Antonio Impagliazzo

 

Giornata Diocesana Ministranti.

MINISTRANTI-PMM-28042018Il 25 aprile si è svolto a Tempio, in seminario, il convegno dei ministranti, “piccoli servitori di Gesù”, presenti circa 120 ragazzi provenienti da una ventina di parrocchie. Tanti anche gli accompagnatori: genitori, formatori e anche i sacerdoti che hanno concelebrato in cattedrale con il vescovo Monsignor Sanguinetti. Presente la parrocchia della M.M. Madonna Medaglia Miracolosa. È stata una gran bella festa suddivisa in due momenti: al mattino arrivi, accoglienza, processione e S.Messa. nel pomeriggio tanto divertimento. Questa giornata è stata preceduta da un momento formativo che ha visto coinvolti 15 ministranti più grandi. Questo incontro bello e importante si è svolto in seminario, punto di riferimento per le vocazioni, dal giorno prima. Ma ecco la testimonianza dei ragazzi: Francesca, Sirya, Salvatore e Mirco: “Maestra Angela ci ha accompagnato, insieme ai nostri genitori, per la "Giornata dei ministranti". Prima il traghetto poi numerose curve ma alla fine siamo arrivati: c'erano bambini e bambine di tutte le età! Una volta vestiti abbiamo iniziato la processione (ammetto che era un pochino lunga). Successivamente siamo arrivati alla "Cattedrale" dove abbiamo potuto vedere il vescovo Sebastiano, il quale, durante l'omelia ci ha spiegato il nostro ruolo di chierichetti cioè che a Gesù piaceva avere i bambini intorno e diceva che per entrare nel regno dei cieli bisogna essere come i bambini. Per questo i bambini stanno sull'altare a servire la messa vicino al sacerdote. Celebrata la messa siamo tornati in Seminario per pranzare. Il pomeriggio era dedicato ai giochi: il ballo, la corsa coi sacchi, il campetto da calcio, il gioco delle mele, ma l'attività più bella era "Colora la primavera" un' attività aperta dalla mia catechista (m.Angela), qui potevi colorare degli smile scriverci il tuo nome oppure colorare dei fiori per vestire la fata della primavera e abbiamo attirato l'attenzione di molti bambini. Questa è stata veramente una bella esperienza che speriamo di rivivere un'altra volta”. Questa giornata viene riproposta da parecchi anni e viene preparata scrupolosamente dall’Ufficio Catechistico e dal Centro Vocazionale Diocesano con il rettore del Seminario, quest’anno don Rinaldo Alias, e i seminaristi. È bello e consolante vedere la partecipazione e la gioia di tanti ministranti di ogni età che con amore servono il Signore.        

Angela Canu

 

■ Il 25 aprile all’Isola.

Le corone, la mattina del 25 aprile, anniversario della Liberazione, sono state benedette da don Domenico. C’erano in Piazza Garibaldi, col sindaco Montella e il comandante del presidio militare Usai, un picchetto della Marina, militari di altre armi, i vigili urbani, la compagnia barracellare, le associazioni d’arma e combattentistiche. E dopo il concerto, sempre in piazza, ci sono stati i canti della Liberazione da parte del coro dell'associazione Insieme per il Domani. Successivamente, nel salone consiliare si è svolto, organizzato dall’ANPI La Maddalena-Palau, un reading dedicato alla partigiana maddalenina Fiamma Culiolo, con Gessica Rigoli, Andrea Bebbu e Sara La Cava, accompagnati alla chitarra e all'armonica da Alessandro Cercignani. La manifestazione ha fatto vibrare le corde del sentimento e della solidarietà nazionale, della libertà e della giustizia, di quei valori cioè che sono stati alla base della scelta fatta a suo tempo, da parte di molti italiani, comunisti, socialisti, cattolici, protestanti, azionisti ecc., in buona parte giovani, di lottare, anche a costo della vita, per un’Italia migliore. È stata anche ricordata l’originale e tragica esperienza della Repubblica dell’Ossola, nel 1944.                 

  Claudio Ronchi

 

Nella cappella di S. Giorgio ricordando il Barone. Il barone Desgeneys, U Barò come famigliarmente veniva chiamato, fu un grande protettore dei maddalenini non solo nel periodo in cui visse all’isola (dal 1799 al 1814), ma anche quando, trasferitosi a Genova, continuò a seguirne le vicende. Sappiamo quanto importante fu la sua opera nella costruzione della chiesa, nel fornirla degli arredi necessari, nell’abbellirla con la sua preziosa cappella, nel dotarla di una rendita annua, ma conserviamo anche molte tracce di interventi apparentemente poco significativi che testimoniano del suo grande affetto nei confronti della gente con la quale aveva vissuto e condiviso i pericoli della guerra contro i francesi e delle continue incursioni dei barbareschi. Fra questi interventi per così dire personali ricordiamo quello in favore di due ragazzi arruolati nella Regia Marina, Domenico Cogliolo e Pietro Zucchitta che, forse impreparati alla difficile vita del mare e presi da nostalgia per le loro famiglie, o, come diceva uno di loro in una bella lettera, “spinti da un colpo di malinconico amore”, avevano disertato. La condanna, in questi casi era dura: sarebbero stati obbligati per cinque anni al remo nelle galere in condizioni di vita difficilissime, privi di qualsiasi diritto, con una alimentazione di sola sussistenza e sottoposti ai rigori degli aguzzini. Desgeneys era intervenuto decisamente per ottenere la commutazione della pena in altrettanti anni di servizio come normali e liberi marinai. Colpiscono le motivazioni della sua azione: ricordava, infatti, il valore e la fedeltà dimostrati dai genitori dei ragazzi, entrambi marinai di Sua Maestà, per dimostrare, come già più volte aveva fatto, che La Maddalena era in qualche modo creditrice nei confronti del Regno per la tante vite messe a disposizione della sua difesa.                  

Prof. ssa Giovanna Sotgiu

 

■ Fu 85 anni la benedizione della Chiesa di Due Strade.

PROCESSIONE-28042018BIl 17 aprile 1933, era il lunedì di Pasqua dell'Anno Santo indetto da Papa Pio XI, alla presenza del vescovo mons. Albino Morera e del Servo di Dio padre Salvatore Vico, ci fu la solenne benedizione della nuova chiesa di Due Strade. "La funzione si svolse nel pomeriggio, partendo processionalmente dalla chiesa parrocchiale. Giunta la processione nel luogo, monsignor vescovo, assistito dal parroco canonico cavalier Antonio Vico, dal canonico Tommaso Columbano, dal canonico Salvatore Vico, dal canonico e cappellano militare Pilade Vattancoli, dal viceparroco sacerdote don Pietro Macciocco, in presenza del signor ammiraglio Vincenzo De Feo, del podestà Giacomo Pala, del comitato e delle altre autorità civili e militari dell'Isola e di numeroso popolo, compì il sacro rito secondo le prescrizioni del rituale romano". La chiesa fu dedicata al Santo Bambino di Praga, "il cui simulacro, portato processionalmente, fu collocato nell'abside dietro l'Altare Maggiore". Questa chiesa fu costruita a tempo di record in appena un anno, esattamente in 13 mesi. Infatti, il 20 marzo 1932 ci fu la solenne benedizione della prima pietra e il 17 aprile 1933 la benedizione e la sua apertura al culto. In entrambi i casi fu presente il vescovo monsignor Albino Morera e il Servo di Dio padre Salvatore Vico e in entrambi i casi ci fu una solenne processione che partì dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena. La chiesa di Due Strade fu costruita su un terreno donato dalla famiglia Marchioni. Il progetto fu realizzato dal prof. Salvatore Chiaese. A realizzarla fu la ditta Pisano che lavorò a cottimo. Ma vi lavorarono anche numerosi fedeli, gratuitamente. Fu molto importante, per la realizzazione di questa chiesa, il contributo che dette in soldi, materiali e uomini, la Regia Marina. All'epoca c'era la moglie dell'ammiraglio Olga De Feo, che era molto devota e che fu presidente del comitato che si occupò di raccogliere i fondi e c'era il cappellano, don Pilade Vattancoli, che seguì poi il tutto insieme al viceparroco don Pietrino Macciocco. Questa di Due Strade è stata la quarta chiesa costruita alla Maddalena: preceduta nel 1770 era stata edificata quella che oggi è intitolata alla SS. Trinità, dopo il 1790 quella parrocchiale di Santa Maria Maddalena, nel 1906 la chiesa di Moneta.

Claudio Ronchi

 

■ Bocche di Bonifacio; dobbiamo pensarci soprattutto noi

Che cosa succederebbe se una nave in transito nelle Bocche di Bonifacio avesse un incidente e sversasse in mare quantitativi rilevanti di materiali inquinanti? Sicuramente diventerebbe la notizia del giorno (e di quelli successivi, fino ad un altro evento mediaticamente interessante) con servizi ed interviste accorate a politici, ambientalisti e tecnici (italiani e francesi), agli immancabili esperti, ai magistrati in indagine, con la ricerca di eventuali responsabilità e con le scontate promesse di rapidi finanziamenti e disinquinamenti. Il tutto, ovviamente, accompagnato immagini toccanti di gabbiani morenti, spiagge annerite e banchi di posidonie devastati. Poi, piano piano scemerebbe inevitabilmente l'attenzione e gli unici a rendersi conto del danno alla preziosa “risorsa ambiente” sarebbero le popolazioni che s'affacciano proprio su queste Bocche. Cioè noi, il resto della costa gallurese, la Corsica del Sud. Cosa sarebbe del turismo se le nostre spiagge o parte di esse fossero inquinate dal petrolio? Se le scogliere di granito fossero deturpate da chiazze e grumi di catrame? Se non fosse possibile accedere alle Isole perché interessate da lunghi (e magari interminabili) interventi di bonifica? Ipotesi certamente catastrofiche ma purtroppo possibili. Ecco perché è importante prevenire, e bisognerebbe farlo non più e solo con azioni di vertice (stato, regione, parco, ecc.) ma con iniziative da parte delle popolazioni interessate. C'è un sistema di monitoraggio continuo da parte italiana e francese delle Bocche (che ha già evitato alcune catastrofi); C’è il divieto di transito di navi con materiali pericolosi ed inquinanti limitato però solo alle nostre navi e a quelle transalpine; e c’è la “raccomandazione” di pilotaggio. Il tutto, sebbene importante, non è però sufficiente per ridurre considerevolmente i rischi, considerato soprattutto che dai divieti di passaggio dello Stretto sono esentate, essendo acque internazionali, e quindi di libero transito, le “carrette del mare” battenti le bandiere più disparate. È pertanto importante che certi divieti e certe imposizioni abbiano efficacia “erga omnes” cioè per tutti. E che questo venga prescritto dagli organismi internazionali, debitamente sollecitati dalle istituzioni. Però, facciamoci una domanda: Se non ci pensiamo soprattutto noi, che siamo i diretti interessati alla conservazione del nostro mare e delle nostre coste, chi ci deve pensare?                      

Claudio Ronchi

 

■ Nasce il primo settimanale dedicato alla Madonna. Sarà in edicola, a partire dal 10 maggio, “Maria con te”, un settimanale, il primo interamente dedicato alla Madonna e alla sua presenza nella vita di ogni giorno, a sostegno e conforto di ogni credente. La nuova testata giornalistica è del Gruppo Editoriale San Paolo, quello che pubblica Famiglia Cristiana. Con i primi quattro numeri è prevista una tiratura di due milioni di copie. La rivista, di 68 pagine, va in edicola al prezzo fisso di 1 euro e, per il primo numero, sarà allegato in regalo un volume con i più bei pensieri e le preghiere dedicate da Papa Francesco alla Madonna.

 ■ Circondati dal bellissimo mare dell'Arcipelago e dalle sue caratteristiche rocce, anche quest’anno si rispetterà il tradizionale appuntamento campestre a "La Madonnetta", nella nota Cala Carlotto. L’organizzazione della giornata è affidata al “Comitato Festeggiamenti 250 anni” che, tempo permettendo e al costo di 10 euro, preparerà il pranzo a base di: mezze penne al sugo “di primavera”, carne arrosto, crudités di stagione, vino/acqua, dolce. Alle ore 16:00 sarà celebrata la S. Messa presso la storica cappella, alla quale seguirà la piccola processione e, successivamente, intorno alle 17:30, i convenuti potranno intrattenersi ad ascoltare musica live, ballare e degustare le dolci frittelle cucinate in loco dal ricercato Staff dei “frisjiolai” maddalenini. Come consuetudine, il ricavato della giornata servirà a realizzare gli eventi religiosi e civili del Comitato, in occasione della Festa patronale di S. Maria Maddalena, il 22 luglio, e della successiva Festa dedicata alla Natività di Maria, l’8 di settembre.

...INsieme, IN Allegria: Buon divertimento a tutti!

 

 

Calcio Csi. Ottimo risultato è stato conseguito dalla squadra Santo Stefano nell’incontro di andata della semifinale della “Coppa Disciplina”. Sabato 21, infatti, il Santo Stefano ha battuto 4 – 0 l’Arzachena e sabato prossimo 28 aprile, alle ore 18,00, disputerà l’incontro di ritorno ad Arzachena. In caso di superamento della semifinale, ed il risultato dell’andata fa ben sperare, anche se nel calcio non c’è mai niente di sicuro, il Santo Stefano disputerà la finale a Tempio, campo sportivo “Manconi”, alle ore 15, dove incontrerà la vincente dell’altra semifinale San Pantaleo – Isola Rossa. Nella gara di andata il San Pantaleo, giocando a casa, ha superato l’avversario.      

Tore D’Apice

 

■ Condoglianze ai familiari di Anna Maria Rinaldi ved. Conti, Maria Teresa Sannino ved. Mandras e Fedele (noto Lucio) Nusdeo che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Martedì 1 maggio – festa di San Giuseppe Lavoratore. Inizio del mese mariano. Festa della Madonnetta – vedi programma a parte. A Moneta non ci sarà la S. Messa.

2. Venerdì 4 maggio- primo venerdì del mese. Adorazione del Santissimo Sacramento dalle ore 17.00.

3. Sabato 5 maggio – ritiro dei bambini in preparazione della Prima Comunione.

4. Domenica 6 maggio ore 17.00 nell’oratorio San Giovanni Bosco incontro delle famiglie con don Valerio Baresi.

 

Avvisi

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

 1. Domenica 6 maggio ore 17.00 nell’oratorio San Giovanni Bosco incontro delle famiglie con don Valerio Baresi.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Lunedì 30 aprile

* Ore 17.00 all’Oasi san Francesco sulla panoramica: Messa in onore di Santa Caterina da Siena, vergine, dottore della Chiesa, patrona d’Italia.(non c’è la Messa delle 19.00 in parrocchia).

2) Martedì primo maggio

* Memoria di san Giuseppe lavoratore.

* Ore 16.00: Messa alla Madonnetta per l’inizio del mese di maggio.

* Ore 18.00 tutti i giorni del mese di maggio in parrocchia recita del santo rosario meditato.

3) Dal 2 al 10 maggio pellegrinaggio parrocchiale a San Giovanni Rotondo ed Assisi. Per informazioni rivolgersi a Paolo Provenzano al 3403596991.

4) Giovedì 3 maggio (primo giovedì)

* Festa dei santi Filippo e Giacomo apostoli.

* Ore 15,45: Messa in cimitero.

* Ore 16.00: esposizione solenne del Santissimo Sacramento.

* Ore 18.00: preghiera per le vocazioni.

5) Venerdì 4 maggio (primo venerdì)

* Ore 16.00, nella chiesa del Bambino Gesù alle Due Strade: esposizione solenne del Santissimo Sacramento e santa Messa. (Non c’è esposizione nella chiesa parrocchiale).

6) Domenica 6 maggio

* Giornata di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica.

* Ore 17.00 nell’oratorio San Giovanni Bosco incontro delle famiglie con don Valerio Baresi.

 

Orari delle Messe nelle Chiese dell’Isola

 Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Domenica ore 9.00 Moneta

Ore 10.30 Stagnali

Sabato e prefestivi ore 17.30

Feriali: lunedì ore 8.00

Martedì – venerdì ore 18.30.

 

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

Sabato ore 18.30

 

Parrocchia Santa Maria Maddalena

Sante Messe Nei Giorni Festivi

 Ore 08,00 Chiesa S.Bambino Gesù Di Praga - Due Strade

Ore 09,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 11,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 17,30 Sala Sacra Famiglia- Padule

 Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Prefestivi

Ore 17,30 Sabato: Cappella Ospedale Civile

Ore 19,00 Sabato Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Feriali

Ore 08,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

 

M A G I S T E R O

 GESÙ CI ACCETTA COSÌ COME SIAMO , PER GUIDARCI CON AMORE

 Negli Atti degli Apostoli, Pietro dichiara apertamente che la guarigione dello storpio, operata da lui e di cui parla tutta Gerusalemme, è avvenuta nel nome di Gesù, perché «in nessun altro c’è salvezza».

 In quell’uomo guarito c’è ognuno di noi – quell’uomo è la figura di noi: noi siamo tutti lì –, ci sono le nostre comunità: ciascuno può guarire dalle tante forme di infermità spirituale che ha – ambizione, pigrizia, orgoglio – se accetta di mettere con fiducia la propria esistenza nelle mani del Signore Risorto. «Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno – afferma Pietro – costui vi sta innanzi risanato». Ma chi è il Cristo che risana? In che cosa consiste l’essere risanati da Lui? Da che cosa ci guarisce? E attraverso quali atteggiamenti?

La risposta a tutte queste domande la troviamo nel Vangelo di oggi, dove Gesù dice: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore» (Gv 10,11). Gesù risana attraverso il suo essere pastore che dà la vita. Dando la sua vita per noi, Gesù dice a ciascuno: “La tua vita vale così tanto per me, che per salvarla do tutto me stesso”. È proprio questo offrire la sua vita che lo rende Pastore buono per eccellenza, Colui che risana, Colui che permette a noi di vivere una vita bella e feconda.

La seconda parte della stessa pagina evangelica ci dice a quali condizioni Gesù può risanarci e può rendere la nostra vita gioiosa e feconda: «Io sono il buon pastore – dice Gesù – conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre». Gesù non parla di una conoscenza intellettiva, no, ma di una relazione personale, di predilezione, di tenerezza reciproca, riflesso della stessa relazione intima di amore tra Lui e il Padre. È questo l’atteggiamento attraverso il quale si realizza un rapporto vivo con Gesù: lasciarci conoscere da Lui. Non chiudersi in sé stessi, aprirsi al Signore, perché Lui mi conosca. Egli è attento a ciascuno di noi, conosce in profondità il nostro cuore: conosce i nostri pregi e i nostri difetti, i progetti che abbiamo realizzato e le speranze che sono andate deluse. Ma ci accetta così come siamo, anche con i nostri peccati, per guarirci, per perdonarci, ci guida con amore, perché possiamo attraversare sentieri anche impervi senza smarrire la via. Ci accompagna Lui.

A nostra volta, noi siamo chiamati a conoscere Gesù. Quando nelle nostre comunità si raffredda il desiderio di vivere il rapporto con Gesù, di ascoltare la sua voce e di seguirlo fedelmente, è inevitabile che prevalgano altri modi di pensare e di vivere che non sono coerenti col Vangelo.

(Regina Coeli - IV Domenica di Pasqua, 14 aprile 2018 )

 

APRIRSI ALLO SPIRITO, PER ESSERE UNA CHIESA IN MOVIMENTO

 L’equilibrio della Chiesa ricorda quello della bicicletta che cade se sta ferma ma va bene se è in movimento. Ed è proprio dall’immobilismo, dalla rigidità del si è sempre fatto così che rende prigionieri delle idee, dalle resistenze ideologiche a ogni cambiamento suggerito dallo Spirito, che Papa Francesco ha messo in guardia. Quando a causa della persecuzione scoppiata a Gerusalemme i discepoli si sono dispersi e seminarono la parola di Dio incominciò il dialogo fra loro e la gente che non era del loro popolo, gente con un’altra cultura, un altro pensiero, un’altra filosofia, un’altra lingua, ma loro sono andati avanti.

In particolare alcuni discepoli incominciarono a predicare il Vangelo a questa gente che non era ebrea, del popolo di Dio. La predicazione del Vangelo ai pagani era una novità: una delle prime novità della Chiesa .

Davanti alle novità di Dio ci sono atteggiamenti diversi. Nella prima lettura, questo di predicare Gesù Cristo ai pagani è una novità e non entrava nella testa del popolo di Dio.

Questa resistenza alla novità, cioè a predicare il Vangelo ai non ebrei, si vede anche nel problema che ha avuto Pietro quando è entrato da Cornelio e lo scandalo che poi gli hanno fatto quelli di Gerusalemme: è dovuto andare lì, spiegare cosa era successo. Ma dopo il dialogo hanno sentito che lì c’era una cosa di Dio; che era proprio lo Spirito che li spingeva a questa novità: “Se loro, prima regola, vogliono essere di noi, che facciano tutti i riti di iniziazione ebrei e poi saranno di noi e poi il Vangelo”.

Così hanno pregato, hanno cercato la luce del Signore, hanno saputo discernere i segni dei tempi. E forse hanno ricordato quelle parole di Gesù: “Lo Spirito Santo vi insegnerà tutto e vi ricorderà”. Dunque, c’è lo Spirito che dava loro questa sapienza nuova e così si sono aperti allo Spirito Santo e la Chiesa è andata avanti e i pagani sono stati ammessi alla Chiesa senza passare per i riti di iniziazione ebraica. E questa è la grande prima novità della Chiesa e sono riusciti a fare il cambiamento.  

Altro esempio è la resistenza dei dottori della legge. Essi dicono a Gesù: “Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente”. E Gesù li guardava e rispose loro: “Ve l’ho detto e non credete. Le opere che io compio”. Ma loro, tornano sulla stessa domanda, sono incapaci di uscire da quel mondo chiuso, sono prigionieri delle idee. Hanno ricevuto la legge che era vita ma l’hanno “distillata”, l’hanno trasformata in ideologia e così girano, girano e sono incapaci di uscire e qualsiasi novità per loro è una minaccia. E per questo hanno finito per uccidere Gesù. Sono attaccati alla lettera delle cose, sono attaccati a quella chiusura che loro hanno fatto ideologizzando la legge del Signore.

Questa resistenza è tanto difficile da guarire, ci vuole una grazia tanto grande dello Spirito Santo. Tanto che, dopo tre anni passati ad ascoltare Gesù, a discutere con Gesù, a vedere i miracoli, gli domandano: «Ma allora fino a quando ci terrai nell’incertezza?. Insomma, non hanno capito, non hanno lasciato entrare niente di Gesù: chiusi. E questa chiusura diventa rigidità e loro non hanno lo Spirito Santo al centro.

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - - Martedì 24/04/2018)

 

CATECHESI SUL BATTESIMO: LA FORZA DI VINCERE IL MALE

 È il Vangelo a illuminare i candidati e a suscitare l’adesione di fede: «Il Battesimo è in modo tutto particolare “il sacramento della fede”, poiché segna l’ingresso sacramentale nella vita di fede. E la fede è la consegna di sé stessi al Signore Gesù, riconosciuto come «sorgente di acqua […] per la vita eterna» (Gv 4,14), «luce del mondo» (Gv 9,5), «vita e risurrezione» (Gv 11,25), come insegna l’itinerario percorso, ancora oggi, dai catecumeni ormai prossimi a ricevere l’iniziazione cristiana. Educati dall’ascolto di Gesù, dal suo insegnamento e dalle sue opere, i catecumeni rivivono l’esperienza della donna samaritana assetata di acqua viva, del cieco nato che apre gli occhi alla luce, di Lazzaro che esce dal sepolcro. Il Vangelo porta in sé la forza di trasformare chi lo accoglie con fede, strappandolo dal dominio del maligno affinché impari a servire il Signore con gioia e novità di vita.

Al fonte battesimale non si va mai da soli, ma accompagnati dalla preghiera di tutta la Chiesa, come ricordano le litanie dei Santi che precedono l’orazione di esorcismo e l’unzione prebattesimale con l’olio dei catecumeni. Sono gesti che, fin dall’antichità, assicurano quanti si apprestano a rinascere come figli di Dio che la preghiera della Chiesa li assiste nella lotta contro il male. La preghiera della Chiesa. La Chiesa prega e prega per tutti, per tutti noi! Noi Chiesa, preghiamo per gli altri. È una cosa bella pregare per gli altri. Quante volte non abbiamo alcun bisogno urgente e non preghiamo. Noi dobbiamo pregare, uniti alla Chiesa, per gli altri: “Signore, io ti chiedo per quelli che sono nel bisogno, per coloro che non hanno fede…”. Non dimenticatevi: la preghiera della Chiesa sempre è in atto. Ma noi dobbiamo entrare in questa preghiera e pregare per tutto il popolo di Dio e per quelli che hanno bisogno delle preghiere. Per questo, il cammino dei catecumeni adulti è segnato da ripetuti esorcismi pronunciati dal sacerdote, ossia da preghiere che invocano la liberazione da tutto ciò che separa da Cristo e impedisce l’intima unione con Lui.

 Anche per i bambini si chiede a Dio di liberarli dal peccato originale e consacrarli dimora dello Spirito Santo. Pregare per i bambini, per la salute spirituale e corporale. È un modo di proteggere i bambini con la preghiera.

Il Battesimo non è una formula magica ma un dono dello Spirito Santo che abilita chi lo riceve «a lottare contro lo spirito del male», credendo che «Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio per distruggere il potere di satana e trasferire l’uomo dalle tenebre nel suo regno di luce infinita». Sappiamo per esperienza che la vita cristiana è sempre soggetta alla tentazione, soprattutto alla tentazione di separarsi da Dio, dal suo volere, dalla comunione con lui, per ricadere nei lacci delle seduzioni mondane. E il Battesimo ci prepara, ci dà forza per questa lotta quotidiana, anche la lotta contro il diavolo che - come dice San Pietro - come un leone cerca di divorarci, di distruggerci.

Oltre alla preghiera, vi è poi l’unzione sul petto con l’olio dei catecumeni, i quali «ne ricevono vigore per rinunziare al diavolo e al peccato, prima di appressarsi al fonte e rinascervi a vita nuova». Per la proprietà dell’olio di penetrare nei tessuti del corpo portandovi beneficio, gli antichi lottatori usavano cospargersi di olio per tonificare i muscoli e per sfuggire più facilmente alla presa dell’avversario. Alla luce di questo simbolismo i cristiani dei primi secoli hanno adottato l’uso di ungere il corpo dei candidati al Battesimo con l’olio benedetto dal Vescovo, al fine di significare, mediante questo «segno di salvezza», che la potenza di Cristo Salvatore fortifica per lottare contro il male e vincerlo.

È faticoso combattere contro il male, sfuggire ai suoi inganni, riprendere forza dopo una lotta sfiancante, ma dobbiamo sapere che tutta la vita cristiana è un combattimento. Dobbiamo però anche sapere che non siamo soli, che la Madre Chiesa prega affinché i suoi figli, rigenerati nel Battesimo, non soccombano alle insidie del maligno ma le vincano per la potenza della Pasqua di Cristo.

(Udienza Generale - Mercoledì 18/04/2018)

 
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