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n° 15 Sabato 21 Aprile 2018

 

EDITORIALE

 Ascoltare, discernere, vivere la chiamata del Signore

GIORNATA-PREGHIERA-21042018Domenica 22 aprile, quarta domenica di Pasqua, è chiamata la domenica del Buon Pastore perché nel vangelo della Messa si parla di Gesù Buon Pastore. In questa domenica la Chiesa celebra la Giornata di Preghiera per le Vocazioni, quest’anno la 55°. Vocazione vuol dire chiamata e la Chiesa invita a pregare per tutte le chiamate specialmente per quelle alla vita consacrata.

Per la Giornata di Preghiera il Papa è solito rivolgere un messaggio; il tema di quest’anno è: “Ascoltare, discernere, vivere la chiamata del Signore”. Ascoltare: Dio chiama ma non è facile individuare la sua chiamata, può rimanere soffocata dalle molte preoccupazioni, dal restare chiusi in noi stessi nel cerchio ristretto del proprio io. Discernere: cioè individuare le scelte fondamentali, a partire da quella sullo stato di vita come per esempio la vita laicale nel matrimonio, il sacerdozio o la vita religiosa. Vivere: la gioia del Vangelo, che ci apre all’incontro con Dio e con i fratelli, non può attendere le nostre lentezze e pigrizie. Il Signore ci chiama a vivere con lui e dietro di lui interamente e per sempre consacrati a Dio e al servizio dei fratelli. Non dobbiamo aspettare di essere perfetti per rispondere il nostro generoso “eccomi”, né spaventarci dei nostri limiti e dei nostri peccati. Maria, la giovane fanciulla di periferia, ha ascoltato, accolto e vissuto la Parola di Dio fatta carne. (Dal messaggio di papa Francesco).

 

RAGGI DI SOLE

COS’È UNA NONNA?

 NONNA-E-NIPOTE-21042018Sentite cosa scrive uno scolaretto nel suo compito in classe: «Una nonna è una signora che non ha bambini suoi e che vuole bene ai figli degli altri. Il nonno è una specie di nonna al maschile. Porta a passeggio i bambini e parla con loro di pesca e cose del genere. Le nonne non hanno altro da fare se non esserci sempre. Sono così vecchie che non possono fare lavori faticosi o correre. È già tanto se ci portano in macchina al supermercato, dove c’è il cavallo finto, e hanno sempre un sacco di monetine pronte. Se ci portano a spasso, rallentano quando vedono per terra le foglie e i bruchi. Non dicono mai “Muoviti!”.

Di solito sono grasse, ma non così grasse da non riuscire a piegarsi per allacciarti le scarpe. Le nonne hanno gli occhiali e della buffa biancheria. Possono togliersi i denti e le gengive. Le nonne non devono essere intelligenti, visto che devono rispondere solo a domande come “Perché Dio non è sposato?»” e “Perché i cani non vanno d’accordo con i gatti?” e “Perché le ciabatte strisciano per terra?”. Le nonne non usano con i bambini un linguaggio da piccoli, come fanno invece le persone che vengono ogni tanto a trovarci, perché è difficile da capire. Quando ci leggono le storie, non saltano le parti e non se la prendono se gli chiediamo di raccontare sempre la stessa. Tutti dovrebbero cercare di avere una nonna, perché le nonne sono gli unici adulti che hanno un po’ di tempo per i più piccoli». Mi vien da ricordare il mio caro “nonno prete” don Paolo che di notte, a Luogosanto, sul poggiolo di casa prendeva me piccolino e mi faceva saltellare sulle sue ginocchia, cantandomi allegre canzoncine sotto il luccichìo delle stelle. Che invenzione stupenda i nonni!

                     Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Giornata dell’Università Cattolica. Domenica scorsa, 15 aprile, la Chiesa italiana ha celebrato la 94° Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore. In tutte le Messe si è pregato per gli studenti e i professori e le questue delle Messe erano destinate a sostenere l’Università Cattolica nei suoi diversi centri, come Milano, Roma Piacenza. L’università Cattolica, fondata nel 1921 da padre Agostino Gemelli e collaboratori, ricordiamo il beato Giuseppe Toniolo, Vico Necchi, Armida Barelli, è una gloria della Chiesa italiana, diffondendo la luce della scienza insieme a quella della fede. L’Università Cattolica rappresenta per la comunità ecclesiale e per la società civile italiana un luogo privilegiato dove formare le nuove generazioni, dove si armonizza lo straordinario bagaglio di conoscenze con le problematiche del nostro tempo. “Eredi e innovatori. I giovani protagonisti della storia” è il tema del messaggio per la Giornata rivolto dai Vescovi italiani. C’è un crescente interesse verso l’Università Cattolica che in questi ultimi anni si è tradotto in un rilevante aumento delle immatricolazioni. La crescente mobilità umana, la cura della casa comune cioè dell’ambiente, le problematiche etiche del nascere e del morire, il primato del diritto al lavoro nell’economia, sono solo alcune delle problematiche che possono trovare nell’Università Cattolica una efficace risposta attraverso la ricerca e la formazione delle nuove generazioni. L’Università Cattolica, offrirà certo un contributo al prossimo Sinodo dei Vescovi in ottobre su: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” ma ad essa è chiesto soprattutto un particolare impegno, interagendo con la comunità ecclesiale e la società civile, come dice papa Francesco, “ad impedire il divorzio tra la ragione e l’azione, tra il pensare e il sentire, tra il conoscere e il vivere, tra la professione e il servizio. (dal Messaggio della C.E.I.)

 

Un concerto cambierà l’itinerario della Processione del Corpus Domini?

Potrebbe cambiare il tradizionale itinerario della processione del Corpus Domini che quest'anno cade domenica 3 giugno. Il motivo è la concomitanza con la manifestazione, organizzata dal Comune, “Voci di Maggio”, che proprio il 3 giugno, in Piazza Comando, presenterà oltre a 50 stand, la Sagra del Vitello, un pomeriggio folk con balli e canti regionali, e, a partire dalle 20:30, il concerto del conosciutissimo e popolare complesso dei “Nomadi”.

Di questo si è parlato principalmente nel corso del consiglio pastorale di Santa Maria Maddalena svoltosi lo scorso 16 aprile.

Una manifestazione di quel tipo e con un concerto di grande richiamo di pubblico, e non solo locale, potrebbe determinare l'applicazione da parte della Questura di misure di sicurezza antiterrorismo particolarmente severe, ma si è anche valutata l'inopportunità che la Processione del Corpus Domini, e cioè il passaggio di Gesù in corpo, sangue, anima e divinità, debba attraversare una piazza, quale Piazza Comando, dove normalmente c'è la prima stazione, assolutamente distratta da tutt'altri eventi. È stato proposto un itinerario diverso che eviti quella piazza (passando per via Regina Margherita, via Andrea Doria e via Dandolo), spostando la prima stazione davanti all'Istituto San Vincenzo, per risalire poi in via Balbo sino alla seconda stazione, davanti all’ospedale, per scendere poi alla terza e ultima stazione in piazza Santa Maria Maddalena. Il parroco prenderà contatti col sindaco e comunque ogni decisione dovrà essere concordata con don Andrea, parroco di Moneta, essendo la Processione, Interparrocchiale. Durante la riunione si è parlato, sempre per quanto riguarda le manifestazioni di quei giorni, dell'arrivo di circa 200 pellegrini che accompagneranno le reliquie di Santa Rita e della possibilità di facilitarne l'accoglienza. L'appuntamento più vicino però è quello di questa domenica, con la festa del Santo Bambino di Praga di Due Strade (si veda il programma nelle pagine successive) che cade quest'anno nell'ambito dei festeggiamenti dei 250 anni della fondazione della parrocchia. Don Davide ha invitato i responsabili dei gruppi ad informare tutti i loro componenti per una partecipazione significativa alla processione e alla Messa. Don Domenico ha poi informato che per il 1° maggio, Festa della Madonnetta, che sarà organizzata dal Comitato dei 250 anni, la Messa sarà alle ore 16:00 alla quale seguirà la processione, mentre il 27 maggio si terrà la festa della Santissima Trinità, organizzata dal nuovo comitato, l'ex Classe 1967. Il 31 maggio si chiuderà il Mese Mariano con la tradizionale Messa alla Madonna della Panoramica. Per quanto riguarda la festa di Santa Maria Maddalena, hanno comunicato i sacerdoti di aver invitato per il triduo l'arcivescovo di Sassari monsignor Gianfranco Saba (che deve ancora confermare) mentre gli altri giorni della novena saranno predicati da novelli sacerdoti. In occasione della festa patronale si avrà un annullo filatelico proprio per 250 anni della parrocchia.                      

               Claudio Ronchi

 

■ Incontro di zona con i preti corsicani.

I sacerdoti della zona di La Maddalena che comprende quelli di Arzachena, Palau, Santa Teresa, Aglientu, Sant’Antonio di Gallura, Luogosanto, Cannigione, Bassacutena e San Pasquale, si incontrano ogni mese, una mezza mattinata, per approfondire un tema pastorale. La zona ha come patrona la Madonna di Luogosanto. L’ultimo incontro si è tenuto a Santa Teresa di Gallura giovedì 19 aprile. C’è stata una novità, erano presenti anche i parroci della Corsica meridionale, di Bonifacio, di Portovecchio e di Sartene. Con loro c’erano anche tre suore siciliane che da circa dieci anni lavorano col parroco a Portovecchio. Ci si è confrontati sulle scelte pastorali. In Corsica, dove c’è una sola diocesi, c’è scarsezza di clero, hanno un solo seminarista   che ha 47 anni. Il parroco di Bonifacio, un ex benedettino in prestito, lascerà la parrocchia questa estate e tornerà negli Stati uniti. La parrocchia di Portovecchio, più grande di La Maddalena ha un solo prete. Quella di Sartene (circe tre mila abitanti, non ha più il parroco ed è servita da tre religiosi francescani messicani che però devono servire 34 piccole parrocchie disperse nelle montagne. La preparazione ai sacramenti della iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima ed Eucaristia) è simile alla nostra. A 11 anni si chiede ai ragazzi una professione solenne di fede come preparazione alla Cresima che si fa intorno ai 13-14 anni. Molti non arrivano a riceverla. Non si chiede nulla osta per i padrini e le madrine, solo che siano cresimati e credenti. Anche in Corsica sono molto diminuiti i matrimoni religiosi. A chi vuole celebrare il matrimonio religioso si chiede una dichiarazione scritta del perché ci si vuole sposare in chiesa. In Francia sono molti i Battesimi di adulti. La notte di Pasqua ci sono stati 4.700 battesimi di adulti, tra questi anche parecchi musulmani. Lo scambio di esperienze pastorali tra i preti della zona è stato molto utile e si pensato di prolungarlo con un successivo incontro a Bonifacio il 17 maggio.   

                                D.D.

■ Esperienza missionaria.

Anche quest'anno ho avuto la gioia di partecipare a una Missione predicata dai Missionari Vincenziani nella Parrocchia di Santa Vittoria a Thiesi, in diocesi di Sassari. Ogni anno in questa Comunità si celebra l’ "Ottavario Pasquale "un'antica tradizione che comporta una settimana intensa di predicazione, riflessione, conversione per offrire l'occasione di un profondo rinnovamento spirituale. Quest'anno la proposta è molto più forte per la presenza di cinque missionari di San Vincenzo e sei missionarie (Tre Suore e tre laiche). Noi Missionarie abbiamo preceduto l'arrivo dei Missionari e, dopo aver ricevuto il mandato dal parroco, abbiamo iniziato la visita alle famiglie per portare l'annuncio della Missione, invitando tutti a far tesoro di questo momento di grazia del Signore. La Missione è iniziata il sabato 7 aprile, con la santa Messa, durante la quale il parroco ha affidato il mandato ai Missionari .La presenza dei Missionari ha suscitato un clima di gioia e di entusiasmo che ha contagiato tutti: piccoli e grandi. Era bello alle otto del mattino vedere i bambini arrivare in chiesa, con lo zaino in spalla, accompagnati dalle mamme, prima di andare a scuola, per ascoltare i missionari che li coinvolgevano in un dialogo gioioso e accattivante, presentando loro l'Amico Gesù. Ogni giornata era articolata in modo tale da offrire a tutti la possibilità di approfondire la conoscenza di Gesù e del suo Vangelo, specialmente nella celebrazione dell'Eucarestia e nei centri di ascolto della parola, che si svolgevano nelle case, in un clima più familiare. I Missionari inoltre hanno visitato gli ammalati portando loro conforto e la benedizione pasquale alle famiglie .La Comunità di Thiesi ha una devozione particolare verso la Madonna che venera col titolo di "Nostra Signora di Seunis" alla quale ha dedicato un Santuario. Oltre alla Chiesa Parrocchiale dedicata a Santa Vittoria, patrona di Thiesi, ce ne sono altre: Sant'Antonio, Santa Croce, San Francesco, tutte ben curate e decorose, segno di una fede viva e operosa che si desidera trasmettere alle nuove generazioni. Come Figlia della Carità ho provato una profonda gioia nel constatare che a Thiesi opera un bel gruppo di Volontarie Vincenziane molto impegnate  nell'assistenza alle famiglie povere. Un tempo c'erano le Figlie della Carità e i Thiesini le ricordano con affetto e riconoscenza per quanto hanno dato al Paese, educando i bambini e servendo i poveri secondo lo spirito Vincenziano. Concludo questa testimonianza ringraziando di cuore il Signore e la Comunità, che mi ha dato l'opportunità, ancora una volta, di fare questa bellissima esperienza che mi ha dato una nuova carica per continuare, con maggiore impegno ,a servire il Signore nei suoi fratelli più poveri.

Suor Letizia

 

■ Messa in sardo per “Sa Die de Sa Sardigna”

MONSBECCIU-21042018I vescovi, ha scritto il nostro vescovo, mons. Sebastiano Sanguinetti, in qualità di segretario della Conferenza Episcopale Sarda, “sono fortemente convinti che cultura, identità e lingua sono fortemente collegati e interdipendenti fra di loro. Anche la trasmissione della fede, la preghiera e la liturgia, perciò, possono trovare nuova linfa e vigore dall’essere espressi e tramandati nella propria lingua madre”. Il prossimo sabato 28 aprile, in occasione di “Sa Die de Sa Sardigna”, sarà celebrata parzialmente in sardo la Messa solenne che verrà celebrata a Cagliari in cattedrale da mons. Angelo Becciu (lo stesso che lo scorso 22 luglio celebrò la Messa solenne di Santa Maria Maddalena in occasione dei 250 anni della fondazione della città). Il Sostituto alla Segreteria di Stato Vaticana, “illustre figlio della nostra Terra”, ha scritto mons. Sanguinetti, “contribuirà a dare lustro alla ‘festa dei Sardi’ e a sottolinearne gli alti significati sociali e culturali, circa i quali la Chiesa non può essere estranea”. Il prossimo 28 aprile, testo guida in sardo sarà quello già usato tempo fa dall’arcivescovo di Cagliari mons. Arrigo Miglio (nelle due principali varianti: quella campidanese e quella logudorese) con l’aggiunta di alcune parti (canti, riti iniziali, letture e salmo, preghiera dei fedeli, orazioni, Santus, Agnus Dei, Padre nostro…). Non sarà inclusa la Preghiera Eucaristica, cuore sostanziale della Messa, circa la quale, ha scritto il nostro vescovo, “unica Autorità competente a valutarne la conformità e a darne l’autorizzazione è la Santa Sede”.

Claudio Ronchi

 

■ Aprile di 250 anni fa (1768)

A poco più di sei mesi dall’occupazione delle isole di La Magdalena, La Caprera e Santo Stefano, un senso di maggiore sicurezza, rispetto al passato, dovette essere presente tra gli abitanti di queste isole. Isolati fino ad allora, da qui transitavano spesso banditi e ricercati in fuga, “padroni” corsi e genovesi o loro emissari, preti per le decime e pirati islamici. Cos’era accaduto invece da quando, a metà ottobre del 1767, avevano pronunciarono la fatidica frase: Viva chi vince? Intanto si erano svincolati dai “padroni” corsi, in molti casi proprietari di greggi, mandrie e sementi, essendo stato tagliato il cordone “ombelicale” con l’altra isola al di là delle Bocche. Il Re di Sardegna poi si era mostrato generoso inviando da Tempio quando necessario per superare il duro inverno del 1768, evitando che incorressero in una carestia (come abbiamo visto la scorsa settimana). La presenza della flotta poi e dei soldati garantiva dall’incubo delle incursioni islamico-barbaresche. Giusto per capire di cosa stiamo parlando è il caso di citare la richiesta fatta nell’aprile del 1768 al viceré di Cagliari, da parte di alcune famiglie isolane, di interessarsi per il riscatto di tre maddalenini, Simone Giovanni Ornano, Giovanni Marco, padre e figlio e Pasquale Millelire. Cos’era loro capitato? Tra anni prima, nel 1765, erano stati catturati dall’equipaggio di una galeotta turca a Santo Stefano, ed ora si trovavano schiavi nel Nord Africa, a Tunisi. Fin dai primi giorni dell'occupazione, i soldati erano all'opera per i lavori di sistemazione degli alloggi e delle fortificazioni nella zona di Guardia Vecchia attuale Trinità. Lavoro duro anche perché si doveva procedere agli sbancamenti mentre gli stessi materiali di granito venivano utilizzati per la realizzazione delle baracche e dei magazzini. A parte il granito, tutto il resto doveva essere importato, arrivando con le navi. E per il trasporto dalla costa all’entroterra venne impiegata anche una parte di popolazione, soprattutto femminile, e molti bambini che trasportarono legnami, altri materiali da costruzioni e vettovagliamenti. Il lavoro svolto venne compensato in moneta (la lira sarda composta da soldi e denari) che, praticamente di colpo, apparve tra queste isole. E al baratto, anche tra gli isolani ben presto si sostituì questa forma di scambio. Era un’economia che nasceva! E il nostro parroco? Don Virgilio Mannu garantiva ormai tutti i sacramenti, e non chiedeva decime perché era stipendiato col soldo militare (riceveva 23 lire di Piemonte al mese e una razione di pane al giorno) e della diocesi. E questo lo rendeva “popolare” tra i parrocchiani ma non solo tra loro. Note positive partirono nei primi mesi del 1768 alla volta di Cagliari, al Viceré, sul suo operato, da parte del comandante della guarnigione. E questo le girava a Castelsardo-Ampurias, dov’era il vescovo, mons. Pietro Paolo Carta, il quale sarebbe voluto venire a vedere che cosa stesse succedendo da queste parti …

Claudio Ronchi

 

■ Bonifiche e Water Front, un filo di speranza

WATERFRONT-21042018Un passo in avanti nella tormentata vicenda della riconversione economica dell’Isola dopo l’andata via della Marina degli Stati Uniti e il ridimensionamento della presenza della nostra Marina, si è registrato qualche giorno fa con l’assegnazione dell’appalto delle bonifiche dai fondali del mare prospiciente l’ex Arsenale di Moneta. È un punto di partenza importante anche se non c’è da illudersi che il percorso possa essere rapido. L’importante era ripartire e lo si è fatto. Altro passo in avanti è stata l’assegnazione ad una società della progettazione del Fronte Mare (Water Front). Anche qui tempi lunghi, ma era importante ripartire. Un filo di speranza s’è riacceso.               

                      Claudio Ronchi

 

Campus estivo musicale a Moneta.

La banda dell’Oratorio San Domenico Savio dopo il grande successo dello scorso anno ripropone il “campus estivo musicale”. Una settimana di musica, canto, gioco, divertimento e convivialità. I ragazzi per una settimana dal 2 al 8 luglio dalle 15.30 alle 21.30 frequenteranno lezioni di musica tenute da docenti altamente qualificati che accompagneranno i bambini e ragazzi alla scoperta della bellezza del far musica insieme, seguiranno poi dei momenti dedicati allo sport e a giochi di gruppo. Il pomeriggio si concluderà con la cena di tutti i ragazzi insieme agli animatori. La quota per partecipare al campus è di 15 euro per l’intera settimana. Per informazioni e adesioni contattare Barbara Agnello Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , oppure i ragazzi della banda il sabato dalle 18 alle 19 direttamente in oratorio.

         Barbara Agnello

 

■ Condoglianze ai familiari di Raffaele Nurra e Anna Manca che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Domenica 22 aprile 55ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

2. Martedì 24 aprile ore 19.00 lectio divina.

3. Mercoledì 25 aprile ore 8.00 S. Messa

 

 CAMPUS-ESTIVO-21042018-SMAL

 

Avvisi

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

 1) Domenica 22 aprile

* Giornata di Preghiera per le vocazioni.

2) Martedì 24 aprile

* Ore 18,30 santa Messa nella solennità della Beata Vergine Maria di Bonaria, patrona massima della Sardegna.

3) Mercoledì 25 aprile

* Ore 10.00 in Piazza Garibaldi (Municipio): cerimonia di benedizione e deposizione delle corone alle lapidi dei caduti nel 73° Anniversario della Liberazione.

* Giornata diocesana dei ministranti.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 22 aprile

* Giornata di Preghiera per le Vocazioni.

* Ore 16,00: Prime Confessioni, in parrocchia.

* Festa del Santo Bambino Gesù di Praga, alle Due Strade, nell’85° anniversario della benedizione della chiesa.

Ore 17.00: processione dalla chiesa di Santa Maria Maddalena fino alla chiesa del Bambino Gesù col simulacro del Santo Bambino.

Ore 17,30: Santa Messa solenne nella chiesa del Bambino Gesù. Predicatore don Alberto Guevara.

Ore 18.30 Breve conferenza di dr. Ronchi sulla storia della chiesa del Bambino di Praga.

Ore 19,00 Rinfresco.

(Non ci sarà la Messa delle 8.00 nella chiesa del Bambino Gesù né quella delle 17,30 alla Sacra Famiglia, né quella delle 19.00 in parrocchia).

2) Lunedì 23 aprile

* Memoria di san Giorgio, martire. Ricordo dell’Ammiraglio Giorgio De Jeneys, grande benefattore della chiesa di La Maddalena.

 3) Martedì 24 aprile

Solennità della Beata Vergine Maria di Bonaria.

 4) Mercoledì 25 aprile

* Festa di san Marco, evangelista.

* Giornata diocesana dei ministranti.

 5) Venerdì 27 aprile

* Ore 18,30 nella cappella dell’Istituto San Vincenzo: Messa in memoria della Beata Vergine Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa (non c’è la Messa delle 19.00 in parrocchia).

 6) Lunedì 30 aprile

* Ore 17.00 all’Oasi san Francesco sulla panoramica: Messa nella festa di Santa Caterina da Siena, vergine, dottore della Chiesa, patrona d’Italia (non c’è la Messa delle 19.00 in parrocchia).

 7) Martedì primo maggio.

* Memoria di san Giuseppe lavoratore.

* Ore 16.00: Messa alla Madonnetta per l’inizio del mese di maggio.

* Ore 18.00 tutti i giorni del mese di maggio in parrocchia recita del santo rosario meditato.

 8) Dal 2 al 10 maggio pellegrinaggio parrocchiale a San Giovanni Rotondo ed Assisi. Per informazioni rivolgersi a Paolo Provenzano al 3403596991.

 

 

 

Orari delle Messe nelle Chiese dell’Isola

 

 Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Domenica ore 9.00 Moneta

Ore 10.30 Stagnali

Sabato e prefestivi ore 17.30

Feriali: lunedì ore 8.00

Martedì – venerdì ore 18.30.

 

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

Sabato ore 18.30

 

 Parrocchia Santa Maria Maddalena

Sante Messe Nei Giorni Festivi

 Ore 08,00 Chiesa S.Bambino Gesù Di Praga - Due Strade (non ci sarà il 22 aprile)

Ore 09,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 11,00 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 17,30 Sala Sacra Famiglia- Padule (non ci sarà il 22 aprile)

 Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena (non ci sarà il 22 aprile)

Sante Messe nei giorni Prefestivi

Ore 17,30 Sabato: Cappella Ospedale Civile

Ore 19,00 Sabato Chiesa S. Maria Maddalena

Sante Messe nei giorni Feriali

Ore 08,30 Chiesa S. Maria Maddalena

Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

 

 

M A G I S T E R O

 IL PECCATO È PROVOCATO DALLA NOSTRA DEBOLEZZA MORALE

GESU'-12-APOSTOLI-21042018 L’episodio raccontato dall’evangelista Luca (Lc 24,36) insiste molto sul realismo della Risurrezione. Gesù non è un fantasma. Infatti, non si tratta di un’apparizione dell’anima di Gesù, ma della sua reale presenza con il corpo risorto.

Gesù si accorge che gli Apostoli sono turbati nel vederlo, che sono sconcertati perché la realtà della Risurrezione è per loro inconcepibile. Credono di vedere un fantasma; ma Gesù risorto non è un fantasma, è un uomo con corpo e anima. Per questo, per convincerli, dice loro: «Guardate le mie mani e i miei piedi – fa vedere loro le piaghe –: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho» . E poiché questo non sembra bastare a vincere l’incredulità dei discepoli. Il Vangelo dice anche una cosa interessante: era tanta la gioia che avevano dentro che questa gioia non potevano crederla: “No, non può essere! Non può essere così! Tanta gioia non è possibile!”. E Gesù, per convincerli, disse loro: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Essi gli offrono del pesce arrostito; Gesù lo prende e lo mangia davanti a loro, per convincerli.

L’insistenza di Gesù sulla realtà della sua Risurrezione illumina la prospettiva cristiana sul corpo: il corpo non è un ostacolo o una prigione dell’anima. Il corpo è creato da Dio e l’uomo non è completo se non è unione di corpo e anima. Gesù, che ha vinto la morte ed è risorto in corpo e anima, ci fa capire che dobbiamo avere un’idea positiva del nostro corpo. Esso può diventare occasione o strumento di peccato, ma il peccato non è provocato dal corpo, bensì dalla nostra debolezza morale. Il corpo è un dono stupendo di Dio, destinato, in unione con l’anima, ad esprimere in pienezza l’immagine e la somiglianza di Lui. Pertanto, siamo chiamati ad avere grande rispetto e cura del nostro corpo e di quello degli altri.

Ogni offesa o ferita o violenza al corpo del nostro prossimo, è un oltraggio a Dio creatore!

Il Vangelo ci chiama ad essere persone capaci di guardare in profondità, piene di stupore e di gioia grande per avere incontrato il Signore risorto. Ci chiama ad essere persone che sanno raccogliere e valorizzare la novità di vita che Egli semina nella storia, per orientarla verso i cieli nuovi e la terra nuova. (Regina Coeli - Domenica, 14 aprile 2018)

 

 

SEGUO GESÙ PER FEDE O PER INTERESSE?

 

«Come seguo Gesù?». È la semplice domanda che ogni cristiano dovrebbe porsi per comprendere se la sua è una fede autentica e sincera, o in qualche modo interessata. Il rischio, infatti, è quello di annacquare la propria adesione a Cristo con i calcoli della convenienza. Le due possibili strade che si pongono di fronte a ogni battezzato sono : quella del protomartire Stefano, che, pieno di grazia e di Spirito Santo agiva senza bilanciare le conseguenze delle sue scelte, e quella della folla che si lasciava conquistare dai miracoli.

Ci sono, quindi, diversi modi, maniere di seguire Gesù. La gente descritta dal Vangelo di Gv 6, 22-29, che aveva appena assistito al miracolo della moltiplicazione dei pani, seguiva infatti Gesù non solo perché aveva fame della parola di Dio e sentiva che Gesù arrivava al cuore, riscaldava il loro cuore, ma anche perché Gesù faceva dei miracoli; anche, lo seguivano per essere guariti, per avere qualche visione nuova della vita. Tant’è che in un altro passo dello stesso evangelista Gesù rimprovera: Voi, se non vedete miracoli, non credete. Come a sottolineare che l’importante non sono i miracoli; l’importante è la parola di Dio, è la fede. Perciò Gesù loda la gente che si avvicina a lui con fede. Infatti a quel papà che chiese la guarigione del figlio, disse: Tutto è possibile a quello che crede.

Dunque la gente, che seguiva Gesù per ascoltarlo, dopo la moltiplicazione dei pani, voleva addirittura farlo re. Perciò egli se ne andò da solo, a pregare. La gente cerca il Signore e lo trova, il giorno dopo, sull’altra riva del lago. Perché questa ricerca insistente? Anche per ascoltare Gesù, ma soprattutto per interesse. Infatti arriva subito il rimprovero del Signore: In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quel pane e vi siete saziati. La loro è dunque una fede che abbina le due cose: una fede, una voglia di amare Gesù, ma un po’ interessata

Di fronte a una fede condizionata dall’interesse, Gesù rimprovera e dice: “Datevi da fare, non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà”. Il cibo è la parola di Dio e l’amore di Dio.

Di contro, la prima lettura porta l’esempio di Stefano. Egli seguiva Gesù senza bilanciare le conseguenze: questo mi conviene, non mi conviene... non era un interessato. Amava. E seguiva Gesù, sicuro. Fino alla morte: Gli hanno teso il tranello delle calunnie, lo hanno fatto entrare lì e così finì lapidato. Ma dando testimonianza di Gesù.

Stefano e la folla, due modi di seguire Gesù. Ambedue seguono Gesù; alcuni non del tutto, un po’ sì, un po’ no, con un po’ di interesse personale; altri, come Stefano, danno la vita per seguire Gesù. Di fronte a tali esempi : Ognuno di noi può domandarsi: ma come seguo, io, Gesù? E come so, come posso sapere se seguo bene Gesù o se sono interessato? Da qui un consiglio: il consiglio della memoria. Il giusto discernimento può giungere dal rinfrescare la memoria. Cioè, noi possiamo domandarci: cosa ha fatto Gesù per me?, pensando soprattutto e concretamente alla nostra vita. Allora troveremo tante cose grandi che Gesù ci ha dato gratuitamente, perché ci ama: a ognuno di noi.

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae -   - Lunedì 16/04/2018)

 

 

IL BATTESIMO È IL SEGNO DELLA FEDE CRISTIANA

SEGNO-CROCE-21042018Facciamo memoria del Battesimo nell’aspersione con l’acqua benedetta che si può fare la domenica all’inizio della Messa, come pure nella rinnovazione delle promesse battesimali durante la Veglia Pasquale. Infatti, quanto avviene nella celebrazione del Battesimo suscita una dinamica spirituale che attraversa tutta la vita dei battezzati; è l’avvio di un processo che permette di vivere uniti a Cristo nella Chiesa. Pertanto, ritornare alla sorgente della vita cristiana ci porta a comprendere meglio il dono ricevuto nel giorno del nostro Battesimo e a rinnovare l’impegno di corrispondervi nella condizione in cui oggi ci troviamo. Rinnovare l’impegno, comprendere meglio questo dono, che è il Battesimo, e ricordare il giorno del nostro Battesimo.

Anzitutto, nel rito di accoglienza, viene chiesto il nome del candidato, perché il nome indica l’identità di una persona. Quando ci presentiamo diciamo subito il nostro nome: “Io mi chiamo così”, così da uscire dall’anonimato, l’anonimo è quello che non ha nome. Per uscire dall’anonimato subito diciamo il nostro nome. Senza nome si resta degli sconosciuti, senza diritti e doveri. Dio chiama ciascuno per nome, amandoci singolarmente, nella concretezza della nostra storia. Il Battesimo accende la vocazione personale a vivere da cristiani, che si svilupperà in tutta la vita. I genitori pensano al nome da dare al figlio già prima della nascita: anche questo fa parte dell’attesa di un figlio che, nel nome proprio, avrà la sua identità originale, anche per la vita cristiana legata a Dio. Certo, diventare cristiani è un dono che viene dall’alto. La fede non si può comprare, ma chiedere sì, e ricevere in dono sì. “Signore, regalami il dono della fede”, è una bella preghiera! “Che io abbia fede”, è una bella preghiera. A suscitare e a risvegliare una fede sincera in risposta al Vangelo tendono la formazione dei catecumeni e la preparazione dei genitori, come l’ascolto della Parola di Dio nella stessa celebrazione del Battesimo.

 Se i catecumeni adulti manifestano in prima persona ciò che desiderano ricevere in dono dalla Chiesa, i bambini sono presentati dai genitori, con i padrini. Il dialogo con loro, permette ad essi di esprimere la volontà che i piccoli ricevano il Battesimo e alla Chiesa l’intenzione di celebrarlo. «Espressione di tutto questo è il segno di croce, che il celebrante e i genitori tracciano sulla fronte dei bambini». «Il segno della croce esprime il sigillo di Cristo su colui che sta per appartenergli e significa la grazia della redenzione che Cristo ci ha acquistata per mezzo della sua croce». Nella cerimonia facciamo sui bambini il segno della croce. Ma vorrei tornare su un argomento del quale vi ho parlato. I nostri bambini sanno farsi il segno della croce bene? Tante volte ho visto bambini che non sanno fare il segno della croce. E voi, papà, mamme, nonni, nonne, padrini, madrine, dovete insegnare a fare bene il segno della croce perché è ripetere quello che è stato fatto nel Battesimo. Avete capito bene? La croce è il distintivo che manifesta chi siamo: il nostro parlare, pensare, guardare, operare sta sotto il segno della croce, ossia sotto il segno dell’amore di Gesù fino alla fine. I bambini sono segnati in fronte. I catecumeni adulti sono segnati anche sui sensi, con queste parole: «Ricevete il segno della croce sugli orecchi per ascoltare la voce del Signore»; «sugli occhi per vedere lo splendore del volto di Dio»; «sulla bocca, per rispondere alla parola di Dio»; «sul petto, perché Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori»; «sulle spalle, per sostenere il giogo soave di Cristo» . Fare il segno della croce quando ci svegliamo, prima dei pasti, davanti a un pericolo, a difesa contro il male, la sera prima di dormire, significa dire a noi stessi e agli altri a chi apparteniamo, chi vogliamo essere. Per questo è tanto importante insegnare ai bambini a fare bene il segno della croce. E, come facciamo entrando in chiesa, possiamo farlo anche a casa, conservando in un piccolo vaso adatto un po’ di acqua benedetta – alcune famiglie lo fanno: così, ogni volta che rientriamo o usciamo, facendo il segno della croce con quell’acqua ci ricordiamo che siamo battezzati. Non dimenticare, ripeto: insegnare ai bambini a fare il segno della croce.

(Udienza Generale - Mercoledì 18/04/2018)

 
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