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n° 13 Sabato 7 Aprile 2018

 

EDITORIALE

 Festa della Divina Misericordia

GESU'-MISERICORDIOSO-742018La prima domenica dopo Pasqua, fino agli anni duemila, era chiamata Domenica in Albis (in bianco) perché anticamente in quella domenica gli adulti battezzati la notte di Pasqua, deponevano la veste bianca rivestita nel battesimo. Col papa San Giovanni Paolo II, in quella domenica è stata istituita la festa della Divina Misericordia, che quest’anno cade l’8 di aprile. L’origine della festa si deve all’ apparizione di Gesù a Santa Faustina Kowalska in Polonia, nel convento di Plok, il 22 febbraio 1931.

  La Santa stessa descrive questa apparizione: “La sera mi trovavo nella mia cella. Vidi il Signore vestito in candida veste. Aveva una mano alzata in atto di benedire. Dal petto, per l’apertura della tunica, uscivano due grandi raggi: uno rosso e l’altro bianco. Dopo un istante Gesù mi disse: “Dipingi un quadro secondo il modello che vedi e scrivici sotto: Gesù, confido in te. Desidero che questa immagine sia venerata nella vostra cappella e poi in tutto il mondo. I raggi sull’immagine rappresentano il Sangue e l’Acqua che sgorgano dall’intimo della Mia Misericordia sulla croce, quando il mio Cuore fu aperto dalla lancia. Il raggio bianco rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; quello rosso, il Sangue che è la vita delle anime. In un’altra apparizione Gesù le chiese l’istituzione della festa della Divina Misericordia, esprimendosi così: “Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. L’anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione e di colpe e castighi, cioè si riceve la stessa grazia del battesimo. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa”.

        D.D.

 

 RAGGI DI SOLE

IL FIUME NEL DESERTO

FIUME-DESERTO-07042018Un viaggiatore sperduto nel deserto disperava di trovare l'acqua. Si trascinò a fatica in cima a una duna, poi un'altra e un'altra ancora, nella speranza di scorgere da qualche parte un corso d'acqua. Continuò a guardare in tutte le direzioni, ma invano. Mentre procedeva barcollando inciampò con il piede in un cespuglio secco e cadde a terra. Restò lì lungo disteso, senza più la forza di rialzarsi, né il desiderio di lottare, né la speranza di sopravvivere alla terribile prova. Mentre stava così, inerme e infelice, di colpo prese coscienza del silenzio del deserto. Fu proprio quella calma maestosa che gli permise di udire un piccolo rumore: il suono dell’acqua che scorre. Rincuorato dalla speranza che quel suono suscitava in lui, si alzò e continuò a camminare finché giunse a un rivolo di acqua limpida e fresca. Come quel viaggiatore sperduto nel deserto e assetato aveva percepito nel profondo silenzio tra le dune di sabbia il mormorìo di un ruscello, così anche noi – nell’aridità delle nostre desolazioni quotidiane – ci troviamo riarsi dalla sete e cerchiamo acqua fresca per il corpo e anche per l’anima. I rumori e gli ingannevoli miraggi del mondo ci distraggono e ci lasciano smarriti e delusi, ma – se facciamo un po’ di silenzio almeno dentro di noi e preghiamo con fede – allora possiamo anche noi percepire quel tenue mormorìo dell’acqua che risveglia la speranza. Quell’acqua che scorre viene proprio verso di noi e ci raggiunge per dissetarci. Ma non siamo più noi a cercare l’acqua, bensì è l’acqua che cerca noi e spontaneamente ci si offre viva e leggera nella sua cristallina trasparenza. E risentiamo quella voce amica che ci conforta: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e stanchi, e io vi ristorerò» (Mt. 11,28).       

     Don Paolo Piras 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Con Papa Francesco presso la tomba di Padre Pio.

PAPA-FRANCESCO-07042018Quando è giunta la notizia della visita pastorale di Papa Francesco sui luoghi di Padre Pio prevista per il 17 Marzo, ed in seguito all’invito personale di S.E. l’Arcivescovo Michele Castoro Presidente dei Gruppi Di Preghiera e di Casa Sollievo della Sofferenza, l’emozione per l’eccezionale evento è stata talmente forte da decidere immediatamente di essere presente all’incontro col Papa. Giunti a San Giovanni Rotondo il 16 Marzo, fin dall’ingresso della città si respirava l’emozione, l’attesa ed il fermento, ma tutto era pronto ed erano già presenti folle di pellegrini, insieme a diversi Cardinali, Padre Guglielmo Alimonti ultimo discepolo di Padre Pio e lo stesso Segretario del Papa.

La mattina del 17 Marzo alle ore 04.30 c’era già la folla in attesa dell’apertura dei cancelli, e così  in attesa oltre 60mila persone sino alle ore 9.45 quando nel cielo sopra di noi è arrivato l’elicottero bianco che ha sorvolato la piazza gremita di pellegrini. Di lì abbiamo seguito l’ingresso del Papa dal campo sportivo sui maxischermi, e Lui era li a due passi da noi, che attraversava la città, per darci la sua benedizione.

Il Papa si è poi fermato davanti l’ingresso di Casa Sollievo della Sofferenza, per benedire l’opera di San Pio che accoglie i malati, dei quali molti erano affacciati alle finestre ed altrettanti si trovavano sul piazzale dell’Ospedale, visibilmente emozionati.

Papa Francesco si è poi diretto al reparto di oncoematologia pediatrica, dove si è a lungo soffermato in visita ai piccoli ricoverati nel reparto, che hanno su di loro i segni della Passione di Nostro Signore Gesù, come Lui stesso ci ha detto. Lo abbiamo seguito sul maxi schermo, con un nodo alla gola nel vedere tanta gioia in quegli occhi ma così tanta sofferenza, dalla quale dobbiamo trarre insegnamento e per la quale dobbiamo pregare. Terminata la visita, il Papa si è trattenuto alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove si trovavano le spoglie mortali di San Pio, a cui il papa ha donato una preziosa stola rossa, che è stata poi posta sopra la teca. Si è poi fermato alcuni momenti davanti al Crocifisso, dinanzi al quale Padre Pio ha ricevuto le stimmate, e dopo un intenso momento di preghiera, il Papa si è diretto finalmente versi noi pellegrini li presenti, per la celebrazione della Santa Messa.

Non vi dico l’emozione nel vederlo attraversare il corridoio centrale e vedere così da vicino i suoi occhi così dolci, con uno sguardo pieno di amore e che ci abbracciava tutti idealmente. Si è svolta poi la celebrazione eucaristica, il Papa era visibilmente emozionato e con le lacrime agli occhi, che la TV forse non è riuscita a mettere a fuoco, ed al temine della celebrazione insieme a Monsignor Michele Castoro anche lui nel momento della prova della malattia, ci hanno trasmesso la loro commozione, per questo incontro denso di significato in cui dopo la visita di san Pio a Roma per il Giubileo della Misericordia, il Papa ha restituito la visita a san Pio a San Giovanni Rotondo e Pietrelcina, invitandoci sull’esempio del Santo Cappuccino, apostolo della confessione, alla preghiera, alla piccolezza ed alla sapienza. Tutto si è concluso alle 14.00, quando il Papa, dopo il saluto ai confratelli sacerdoti celebranti, alle autorità, ad un gruppo di fedeli e ai pellegrini presenti, si è allontanato da San Giovanni Rotondo per rientrare a Roma.

È difficile trasmettere con le parole l’emozione nell’incontrare i suoi occhi così amorevoli verso tutti, ma posso assicurare che si respirava davvero l’Amore del Signore verso i suoi figli, attraverso il suo rappresentante Papa Francesco nonché nella figura sempre viva di Padre Pio.           

  Paolo Provenzano

 

La Settimana Santa a Moneta.

MEMBRI-COMUNITA-MONETA-2018La chiesa di Moneta dedicata all'Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo in Getsemani, celebra la sua festa titolare proprio nella Settimana Santa e per questo è ricca di celebrazioni particolari e coinvolgenti, che vedono la confraternita del Getsemani, sotto la guida del parroco don Andrea Domanski, animare tutti i riti. La settimana è iniziata la Domenica delle Palme con la suggestiva benedizione nel giardino dell'Oasi Serena, seguita dalla processione, con il rientro nella chiesa addobbata a festa con le palme intrecciate ad arco, consentendo così un ingresso trionfale. Il Lunedì Santo c'è stato l'innalzamento della Croce con il canto Vexilla e a seguire la presentazione dei segni della Passione di Gesù, momento che rimane impresso nei cuori, nel vedere il flagello con cui Egli è stato percosso, il calice dell'amarezza e della sofferenza, i chiodi, il martello e la tenaglia e molto altro ancora, tutti segni della cattiveria umana verso l'Innocente! Martedì Santo la bellissima celebrazione della stazione quaresimale, durante la quale c'è stato l'ingresso nella confraternita di due nuovi membri Mariolino Del Giudice e Monica Fogu, mentre al termine, durante la preghiera all'Addolorata, la Madonna veniva vestita a lutto.  La messa in Coena Domini il Giovedì Santo è stata solenne : animata dai canti del coro S. Giovanni Paolo II, che quest'anno si è arricchito di fresche voci di bambini, mentre quelli che faranno la Prima Comunione quest'anno sono stati invitati a partecipare facendosi lavare i piedi come gli apostoli. È seguita l'agape fraterna che ci ha visto uniti nella condivisione come le prime comunità cristiane proprio nel ricordo dell'ultima cena e subito dopo, per rispondere all'invito di Gesù "state qui e vegliate con me", abbiamo adorato Gesù con canti e preghiere davanti all'altare della Reposizione, quest'anno molto particolare. Infatti è stato riprodotto il giardino del Getsemani, dove l'immagine di Gesù orante proprio tra gli ulivi, faceva da sfondo. Venerdì Santo l'inizio della novena alla Divina Misericordia seguita dalla Via Crucis pomeridiana e, dopo la Liturgia della Passione con l'adorazione della Croce, il Cristo ligneo, che grazie alle abili mani di Sauro Formentin, è snodabile, è stato staccato dalla Croce e deposto ai piedi di Maria Addolorata. Questo momento è sempre vissuto dai presenti con grande emozione! Alle 21.30 è partita la via Crucis cittadina animata quest'anno dai giovani della parrocchia di S. M. Maddalena e ad onor del vero, non è stata così partecipata come gli altri anni. Tante invece le persone che Sabato Santo hanno partecipato alla solenne Veglia Pasquale, così come grande è stata la partecipazione della gente all'incontro in piazza Umberto I, tra il Cristo risorto e S. M. Maddalena, incontro che suscita sempre grande emozione . Poi la processione verso la chiesa madre, molto allegra e coinvolgente grazie anche ai bambini e ragazzi presenti, tra musica e canti. La confraternita del Getsemani, la cui spiritualità si ispira proprio all'adorazione e contemplazione di Gesù in agonia nell'orto, momento di puro amore verso l'umanità, ha partecipato allo svolgimento di tutte le celebrazioni, testimoniando con la sua presenza, di essere vicina a Gesù nella sua Passione e Risurrezione!

 Maria Vitiello

 

  Pasqua di Bontà.Anche quest'anno in occasione delle festività pasquali i Maddalenini hanno ancora una volta testimoniato la loro profonda sensibilità e generosità nei confronti dei fratelli bisognosi . Come tradizione la Domenica delle Palme, la benedizione è avvenuta presso l'Istituto San Vincenzo, dove abbiamo distribuito le bustine dell'ulivo, confezionato dai Bambini della Scuola, guidati dalle Insegnanti. Le offerte che mi sono pervenute sono state numerose per cui ho potuto acquistare viveri e offrire un buono carne a 50 famiglie bisognose. Profondamente grata a tutte le persone che mi hanno aiutato ad allietare la Pasqua dei nostri fratelli in necessità porgo a tutti gli Auguri più sinceri, uniti alla preghiera.       

                            Suor Letizia

 

  Il Lunedì dell’Angelo prima iniziativa del Comitato.

PRANZO-PASUETTA-2018AAccompagnati dalla bella giornata primaverile, ben oltre le previsioni sono andati i risultati ottenuti con la prima uscita “ufficiale” dal gruppo di volontari del nuovo Comitato Festeggiamenti  (considerato soprattutto il ritardo col quale si è arrivati alla sua formazione) che nella ricorrenza dei 250 anni dalla nascita della Parrocchia ha assunto l’impegno di predisporre ed attuare il programma religioso e civile per onorare le festività di S. Maria Maddalena e della Natività della B.V. Maria.

 Tenendo fede alla consolidata tradizione di organizzare la giornata di Pasquetta presso il caratteristico Borgo di Stagnali a Caprera, oltre 400 persone, molte residenti e numerosi turisti, hanno potuto trascorrere la festa del Lunedì dell’Angelo nell’isola tanto cara a Garibaldi, scegliendo - tra le varie alternative possibili - di partecipare alla Sagra campestre, allietata dalla coinvolgente musica live di Davide Aversano, e di degustare un tipico menù a base di pesce.

 Il pranzo consistente in pennette al sugo di polpo, frittura di pesce, dolce e bibita, è stato preparato con la maestria degna dei bravi chef dallo stesso Comitato, che lo ha offerto ai convenuti in cambio di un piccolo contributo, utile alla raccolta di fondi per concretizzare i futuri festeggiamenti durante le ricorrenze per le quali lo stesso Comitato si è costituito; due menù alternativi sono stati proposti per soddisfare le esigenze dei bambini e delle persone affette da celiachia. Una divertente lotteria ha coinvolto ulteriormente i presenti, che hanno ampiamente rimarcato il lavoro fatto dall’intero Comitato, il quale si è adoperato davvero tanto per rendere questa giornata così gradevole: l’indispensabile apprezzamento ha incoraggiato sicuramente il gruppo di volontari, spronandoli ad andare avanti con crescente determinazione.

 Tanti sarebbero da ringraziare, a partire da tutti i “commensali”.

 Per l’aiuto materiale fornito in questa specifica circostanza, è d’obbligo citare: l’Ente Parco dell’Arcipelago per l’impianto logistico, l’Amministrazione Comunale, la Compagnia di Navigazione “Delcomar”, il Sig. Nello Conti, il Sig. Angelo Aresu, il Sig. Remo Andreotti, la Ditta Gialisio, i pescatori locali Sergio D’Arco, Pasqualino Derosas e la Ditta Natalino Pesca SRL di S. Teresa Gallura che generosamente hanno donato il pescato, gli sponsor “Supermercati Comiti”, “Il Paradiso della Frutta”, il “Panificio Lamberti M.” ed “Arte Casa” di Ceciarini.

 Allo stesso modo il ringraziamento va esteso a Don Domenico Degortes e Don Davide Mela per la costante presenza, a Don Andrea Domanski e all’amico Agostino Canu quale referente presso la chiesetta della Madonna della Pace, che insieme hanno messo a disposizione parte delle attrezzature affinché i convenuti potessero consumare comodamente seduti il pranzo. Infine, ma non ultimi per importanza, ringraziamo le attività commerciali No&Val Calzature, Centro Estetico di Lella Masu e la Sig.ra Anna Maria Puligheddu, che hanno offerto alcuni premi per la Lotteria istantanea.

 Lasciato alle spalle questo primo evento, il Comitato si appresta a preparare al meglio il prossimo appuntamento del 1° maggio, presso il piccolo santuario “Chiesa della Madonnetta” nella incantevole location di Cala Carlotto.

 Comitato Festeggiamenti 250 anni …INsieme, IN Allegria

 

  “Giornata degli zingari”:

DON-PAOLO-E-ZINGARI-0704210Domenica 8 aprile, si celebra il “Romanò Dives”, cioè la “giornata internazionale dei Rom, Sinti e camminanti” (che noi comunemente riconosciamo col nome generico di “zingari”).

   La ricorrenza è stata istituita per ricordare il primo congresso mondiale del popolo Rom (“Rom” significa “Uomo”), che si svolse a Londra nel 1971. Quello dei “Rom” è un popolo variegato che comprende diverse etnie ed è composto largamente da bambini e giovani, molti dei quali erano stati sterminati durante la seconda guerra mondiale. Nei loro riguardi compie una preziosa opera di aiuto la Comunità di Sant’Egidio, che lotta contro l’emarginazione e favorisce invece prospettive concrete d’integrazione: accesso all’istruzione, all’occupazione, all’assistenza sanitaria, all’alloggio e ai servizi essenziali. Già il Papa emerito Benedetto XVI aveva ricordato a suo tempo che “tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza” e noi siamo invitati a “saper accogliere le legittime diversità umane, al seguito di Gesù venuto a riunire gli uomini di tutte le nazioni e di tutte le lingue”.

                            Don Paolo Piras

 

  Trovata una cappella votiva al Vaticano di Moneta.

CAPPELLA-VOTIVA-07042018 Una interessantissima “scoperta” di un pezzo di storia e di fede si è fatta nel quartiere di Moneta, al Vaticano. Nel cantiere di Piero Delogu si è trovata una grotta con due nicchie. Una con la dedicazione: “Offriamo al S.C. di Gesù per averci qui salvato dal bombardamento del 24-5-1943. Francesco Cossu e famiglia, Maria Filigheddu e famiglia, Carab. Angelantonio Armando”. L’altra probabilmente è stata dedicata al Cuore Immacolato di Maria. Mancano le statue.Il Sig. Delogu ha fatto pulire l’interno della grotta, risistemato l’esterno, i gradini di accesso e la porta d’ingresso. Ha invitato i parroci a vistare il posto. Per la prossima festa del Sacro Cuore di Gesù si pensa di organizzare una celebrazione con la benedizione della grotta. Magari ci sono ancora persone che conoscono i particolari dell’evento che sta all’origine di questa scoperta.

 Don Andrea

 

    

Ricordando Mattia Sorba.

Non si possono non ricordare di Mattia Sorba, deceduto qualche giorno fa all’età di 88 anni, la passione con la quale “raccontava” e “trasmetteva”. Quando “scavava” una poesia, declamava un verso in latino, quando leggeva un brano di letteratura (di Manzoni ad esempio), oppure quando rievocava fatti e vicende dell’Isola. Ed era come se li avesse vissuti, come se li stesse vivendo. Un eloquio il suo, avvincente e coinvolgente. Durante i suoi funerali, nella chiesa di Santa Maria Maddalena della quale conosceva ogni particolare e la sua storia, non c’erano più gran parte dei suoi colleghi, che lo hanno negli anni preceduto. C’erano tante persone che lo hanno stimato e tanti suoi ex alunni dai capelli ormai grigi, che ne hanno conosciuto le tante virtù.  Perché l’Isola, con Mattia Sorba, ha perso uno dei suoi figli migliori; per intelletto, cultura, onestà, bontà, umiltà. Mattia Sorba, per tanti anni insegnante di Lettere di Scuole Medie e di Ginnasio-Liceo, uno dei più apprezzati studiosi della storia maddalenina, se n’è andato in punta di piedi così come ha vissuto, nella discrezione e nel garbo. Alle sue notevoli conoscenze hanno attinto in molti, a volte non riconoscendogli meriti peraltro mai da lui pretesi. Il prof. Sorba ha portato con sé tanta scienza e conoscenza, da lui trasmessa spesso solo oralmente, ed è questo il rammarico. Il suo carattere scrupoloso, quanto modesto e schivo infatti, poche volte l’ha indotto a scriverne e a pubblicarne. E questa, oltre alla triste dipartita dell’uomo probo e colto, è una grande perdita. “L’abbiano conosciuto, un uomo di cultura, un professore, uno storico in particolare della nostra isola, un gentiluomo che si distingueva” ha detto durante l’omelia don Domenico Degortes; “Uno sposo affettuoso, un padre premuroso. Soprattutto un cristiano”.

  Claudio Ronchi

 

  ■ Aprile 1768. Il parroco: dalle celebrazioni pasquali a mediatore culturale

 Come procedeva la vita parrocchiale di Santa Maria Maddalena nell'aprile 1768, a poche settimane dalla sua istituzione? Intanto il nostro bravo parroco, don Virgilio Mannu, aveva celebrato la Settimana Santa, per la prima volta in queste isole, perlomeno da quando i monaci benedettini del Medio Evo avevano lasciato le isolette (Santa Maria e le altre) a causa delle incursioni islamico-barbaresche. Certamente non poté salire a Tempio, o meglio a Castelsardo, sede della Diocesi (come fanno ora i nostri preti) per la Messa Crismale (e rimane un problema sapere come poi gli siano giunti gli olii sacri) ma certamente il Venerdì Santo celebrò la Via Crucis, all’aperto probabilmente. La giornata di Pasqua 1768 dovette cadere in aprile, e c’è da ritenere che alla Messa fossero presenti, oltre ai militari anche tanti civili che abitavano le isole di La Magdalena e La Caprera. Di chiesa ancora non ne aveva, il nostro parroco (la costruzione inizierà a giugno), pur tuttavia gli era stato assegnato un piccolo alloggio, uno dei primi ad essere stato costruito, nella zona alta dell'attuale regione Trinità. Tra le attività che svolgeva c'era sicuramente quella del catechismo ai bambini ed agli adulti, le messe domenicali e magari anche infrasettimanali, le confessioni e le comunioni. Aveva celebrato un funerale e tre battesimi. Un ruolo che il parroco probabilmente dovette esercitare fu quello di interprete, oggi si direbbe di mediatore culturale. Qui infatti erano diverse le lingue e dialetti che si parlavano; il corso da parte degli abitanti originari, il cagliaritano-campidanese da parte dei militari occupanti, oltre al piemontese, e anche un po' di gallurese, visto che poco dopo l’occupazione militare di qualche mese prima (14 ottobre 1767), erano stati fatti arrivare da Tempio, per realizzare fortificazioni e casermaggi, falegnami, taglia pietre e ferraioli. Gli atti e le lettere ufficiali venivano redatti in francese. Lui il nostro canonico della collegiata di Tempio, che gli atti ufficiali li scriveva invece in latino, ma che probabilmente masticava un po' di francese (era un uomo che aveva studiato), probabilmente capiva il cagliaritano-campidanese, e da buon gallurese era in grado di comunicare agevolmente con i corsi indigeni. Ebbe a svolgere quindi, il canonico Virgilio Mannu, anche un ruolo di trait d'union, o come oggi si direbbe di mediatore culturale, tra le diverse comunità non particolarmente affini, che abitavano, da pochissimo tempo, queste isole, e che costituivano la sua parrocchia e i suoi parrocchiani.

                            Claudio Ronchi

 

  I cattolici e la politica. Sono stati in molti, tra i cattolici maddalenini, a non votare, almeno questa volta, il PD. Altri hanno confermato la loro fiducia a Berlusconi. Altri ancora sono andati più oltre, dando il voto a Salvini e alla Lega. Il grosso tuttavia dei voti “in libera uscita” è andato ai 5Stelle, voto di protesta ma anche di speranza; della serie … proviamo anche con loro. Di rammarico, nei confronti dei governanti, dal governo nazionale a quello regionale, anche i cattolici isolani ne avevano parecchio. Pressoché trascurata da Roma (che non ha tradotto in termini concreti ciò che ci si aspettava) e maltrattata da Cagliari (soprattutto per la sanità), l’Isola (e molti cattolici) ha riposto le residue speranze altrove, nell’auspicio che la scelta sia stata giusta. Detto questo, che è il quadro della situazione, c’è da guardare avanti e i cattolici, a livello nazionale e locale, dovranno iniziare a chiedersi di nuovo se vogliono esercitare realmente un ruolo a livello nazionale e locale. La diaspora seguita al dissolvimento della Democrazia Cristiana dovrà prima o poi finire. Anche perché ad oggi non ha avuto l’effetto sperato la teoria del “lievito”, quella cioè di rappresentanti cattolici presenti e candidati nei vari partiti e schieramenti più o meno compatibili con la fede.                                 Claudio Ronchi

 

 

 

■ Condoglianze ai familiari di Vincenzo Fancello e Mattia Sorba che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

  Avvisi

 Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

   1. Domenica 8 aprile Festa della Divina Misericordia. Alle ore 15.00 coroncina alla Divina Misericordia.  A Tempio Giornata dei Cresimandi.

 2. Lunedì 9 aprile solennità dell’Annunciazione del Signore, le Sante Messe alle ore 8.00 e 18.30.

 3.Martedì 10 aprile dopo la Messa la Lectio Divina.

 4.Continuano le benedizioni delle famiglie. Lunedì la zona di Moneta Militare Disciplina e Regione Carone.

   

Avvisi

 Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

   1) Lunedì 9 aprile

 * Solennità dell’Annunciazione del Signore.

 * S.Messa ore 18,30.

 2) Il 18 aprile pellegrinaggio di militari e loro familiari della Sardegna ad Orosei con Santa Messa dell’Ordinario Militare Mons. Santo Marcianò alle ore 16.00 .

 

 Avvisi

 Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 8 aprile

 * Festa della Divina Misericordia.

 * A Tempio, Giornata dei cresimandi.

 2) Lunedì 9 aprile

 * Solennità dell’Annunciazione del Signore.

 * Le suore rinnovano i voti nel monastero Mater Dei a Porto Istana.

 * Benedizioni delle famiglie nelle case.

 3) Sabato 14 aprile

 Ore 17,00 S.Messa alla Trinita.

 4) Domenica 15 aprile

 * Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

 5) Dal 23 al 25 aprile pellegrinaggio a Cagliari e Nuoro per la festa di Bonaria. Visita alla chiesa di suor Nicoli, al Seminario Regionale. A Nuoro visita della Cattedrale e al Redentore.

 Per le iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano al numero: 3491534378 o in sacrestia.

 6) Dal 2 al 10 maggio pellegrinaggio parrocchiale a San Giovanni Rotondo ed Assisi. Per informazioni rivolgersi a Paolo Provenzano al 3403596991.

 

 PELLEGRINAGGI-SMAL-2018

 

 

Per informazioni rivolgersi ad Angela Canu responsabile zonale dell’OFTAL al: 3476430115

 

Orari delle Messe nelle Chiese dell’Isola

 

 Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 Domenica ore 9.00 Moneta

 Ore 10.30 Stagnali

 Sabato e prefestivi ore 17.30

 Feriali: lunedì ore 8.00

 Martedì – venerdì ore 18.30.

   

Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

 Sabato ore 18.30

 

 Parrocchia Santa Maria Maddalena

 Sante Messe Nei Giorni Festivi

  Ore 08,00 Chiesa S.Bambino Gesù Di Praga - Due Strade

 Ore 09,30 Chiesa S. Maria Maddalena

 Ore 11,00 Chiesa S. Maria Maddalena

 Ore 17,30 Sala Sacra Famiglia- Padule

 Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

 

Sante Messe nei giorni Prefestivi

 Ore 17,30 Sabato: Cappella Ospedale Civile

 Ore 19,00 Sabato Chiesa S. Maria Maddalena

 Sante Messe nei giorni Feriali

 Ore 08,30 Chiesa S. Maria Maddalena

 Ore 19,00 Chiesa S. Maria Maddalena

 

 

 

M A G I S T E R O

 PASQUA, LA FESTA PIÙ IMPORTANTE DELLA NOSTRA FEDE, PERCHÉ È LA FESTA DELLA NOSTRA SALVEZZA

NOLI-ME-TANGERI-07042018Gesù è risorto dai morti. Risuona nella Chiesa in tutto il mondo questo annuncio, insieme con il canto dell’Alleluia: Gesù è il Signore, il Padre lo ha risuscitato ed Egli è vivo per sempre in mezzo a noi.

 Gesù stesso aveva preannunciato la sua morte e risurrezione con l’immagine del chicco di grano. Diceva: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24). Ecco, proprio questo è accaduto: Gesù, il chicco di grano seminato da Dio nei solchi della terra, è morto ucciso dal peccato del mondo, è rimasto due giorni nel sepolcro; ma in quella sua morte era contenuta tutta la potenza dell’amore di Dio, che si è sprigionata e si è manifestata il terzo giorno, quello che oggi celebriamo: la Pasqua di Cristo Signore.

 Noi cristiani crediamo e sappiamo che la risurrezione di Cristo è la vera speranza del mondo, quella che non delude. È la forza del chicco di grano, quella dell’amore che si abbassa e si dona fino alla fine, e che davvero rinnova il mondo. Questa forza porta frutto anche oggi nei solchi della nostra storia, segnata da tante ingiustizie e violenze. 

 E noi oggi domandiamo frutti di pace per il mondo intero, a cominciare dall’amata e martoriata Siria, la cui popolazione è stremata da una guerra che non vede fine. 

 Frutti di riconciliazione invochiamo per la Terra Santa, anche in questi giorni ferita da conflitti aperti che non risparmiano gli inermi, per lo Yemen e per tutto il Medio Oriente, affinché il dialogo e il rispetto reciproco prevalgano sulle divisioni e sulla violenza. 

 Frutti di speranza supplichiamo per quanti anelano a una vita più dignitosa, soprattutto in quelle parti del continente africano travagliate dalla fame, da conflitti endemici e dal terrorismo. 

 Frutti di dialogo imploriamo per la penisola coreana, perché i colloqui in corso promuovano l’armonia e la pacificazione della regione. 

 Frutti di pace chiediamo per l’Ucraina, affinché si rafforzino i passi in favore della concordia e siano facilitate le iniziative umanitarie di cui la popolazione necessita.

 Frutti di consolazione supplichiamo per il popolo venezuelano, il quale  vive in una specie di “terra straniera” nel suo stesso Paese. 

 Frutti di vita nuova Cristo Risorto porti per i bambini che, a causa delle guerre e della fame, crescono senza speranza, privi di educazione e di assistenza sanitaria; e anche per gli anziani scartati dalla cultura egoistica, che mette da parte chi non è “produttivo”.

 Frutti di saggezza invochiamo per coloro che in tutto il mondo hanno responsabilità politiche, perché rispettino sempre la dignità umana, si adoperino con dedizione a servizio del bene comune e assicurino sviluppo e sicurezza ai propri cittadini.

 Anche a noi, come alle donne accorse al sepolcro, viene rivolta questa parola: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto!». La morte, la solitudine e la paura non sono più l’ultima parola. C’è una parola che va oltre e che solo Dio può pronunciare: è la parola della Risurrezione. Con la forza dell’amore di Dio, essa «sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti, dissipa l’odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace» (Preconio Pasquale). (Messaggio URBI ET ORBI  - PASQUA 2018 - Domenica, 1° aprile 2018 )

  

 “DAVVERO IL SIGNORE È RISORTO”

   Il lunedì dopo Pasqua è chiamato “lunedì dell’Angelo”, secondo una tradizione molto bella che corrisponde alle fonti bibliche sulla Risurrezione. Narrano infatti i Vangeli che, quando le donne andarono al Sepolcro, lo trovarono aperto. Esse temevano di non poter entrare perché la tomba era stata chiusa con una grande pietra. Invece era aperta; e dall’interno una voce dice loro che Gesù non è lì, ma è risorto. Per la prima volta vengono pronunciate le parole: “È risorto”. Gli evangelisti ci riferiscono che questo primo annuncio fu dato dagli angeli, cioè messaggeri di Dio. Vi è un significato in questa presenza angelica: come ad annunciare l’Incarnazione del Verbo era stato un angelo, Gabriele, così anche ad annunciare per la prima volta la Risurrezione non era sufficiente una parola umana. Ci voleva un essere superiore per comunicare una realtà così sconvolgente, talmente incredibile, che forse nessun uomo avrebbe osato pronunciarla. 

 Quello di oggi è un giorno di festa e di convivialità vissuto di solito con la famiglia. Dopo aver celebrato la Pasqua si avverte il bisogno di riunirsi ancora con i propri cari e con gli amici per fare festa. Perché la fraternità è il frutto della Pasqua di Cristo che, con la sua morte e risurrezione, ha sconfitto il peccato che separava l’uomo da Dio, l’uomo da sé stesso, l’uomo dai suoi fratelli. Ma noi sappiamo che il peccato sempre separa, sempre fa inimicizie. Gesù ha abbattuto il muro di divisione tra gli uomini e ha ristabilito la pace, cominciando a tessere la rete di una nuova fraternità. È tanto importante in questo nostro tempo riscoprire la fraternità, così come era vissuta nelle prime comunità cristiane. La fraternità è una grazia che fa Gesù.

 La Pasqua di Cristo ha fatto esplodere nel mondo un’altra cosa: la novità del dialogo e della relazione, novità che per i cristiani è diventata una responsabilità. Infatti Gesù ha detto: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). Ecco perché non possiamo rinchiuderci nel nostro privato, nel nostro gruppo, ma siamo chiamati a occuparci del bene comune, a prenderci cura dei fratelli, specialmente quelli più deboli ed emarginati. Solo la fraternità può garantire una pace duratura, può sconfiggere le povertà, può spegnere le tensioni e le guerre, può estirpare la corruzione e la criminalità. (REGINA COELI - Lunedì dell'Angelo, 2 aprile 2018)

 

  LA SANTA MESSA -  RITI DI CONCLUSIONE

PAPA-FRANCESCO-BENEDIZIONE Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buona Pasqua!

 Voi vedete che oggi ci sono dei fiori: i fiori dicono gioia, allegria. In certi posti la Pasqua è chiamata anche “Pasqua fiorita”, perché fiorisce il Cristo risorto: è il fiore nuovo; fiorisce la nostra giustificazione; fiorisce la santità della Chiesa. Per questo, tanti fiori: è la nostra gioia. Tutta la settimana noi festeggiamo la Pasqua. 

 La Messa si conclude con la benedizione impartita dal sacerdote e il congedo del popolo. Come era iniziata con il segno della croce, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, è ancora nel nome della Trinità che viene sigillata la Messa, cioè l’azione liturgica.

 Tuttavia, sappiamo bene che mentre la Messa finisce, si apre l’impegno della testimonianza cristiana. I cristiani non vanno a Messa per fare un compito settimanale e poi si dimenticano, no. I cristiani vanno a Messa per partecipare alla Passione e Risurrezione del Signore e poi vivere di più come cristiani: si apre l’impegno della testimonianza cristiana. Usciamo dalla chiesa per «andare in pace» a portare la benedizione di Dio nelle attività quotidiane, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro, tra le occupazioni della città terrena, “glorificando il Signore con la nostra vita”. Ma se noi usciamo dalla chiesa chiacchierando e dicendo: “guarda questo, guarda quello…”, con la lingua lunga, la Messa non è entrata nel mio cuore. Perché? Perché non sono capace di vivere la testimonianza cristiana. Ogni volta che esco dalla Messa, devo uscire meglio di come sono entrato, con più vita, con più forza, con più voglia di dare testimonianza cristiana. Attraverso l’Eucaristia il Signore Gesù entra in noi, nel nostro cuore e nella nostra carne, affinché possiamo «esprimere nella vita il sacramento ricevuto nella fede». Dalla celebrazione alla vita, dunque, consapevoli che la Messa trova compimento nelle scelte concrete di chi si fa coinvolgere in prima persona nei misteri di Cristo. Non dobbiamo dimenticare che celebriamo l’Eucaristia per imparare a diventare uomini e donne eucaristici. Cosa significa questo? Significa lasciare agire Cristo nelle nostre opere: che i suoi pensieri siano i nostri pensieri, i suoi sentimenti i nostri, le sue scelte le nostre scelte. E questo è santità: fare come ha fatto Cristo è santità cristiana.  Lasciatevi allargare l’anima con la forza dello Spirito, dopo aver ricevuto il Corpo e il Sangue di Cristo.

 Poiché la presenza reale di Cristo nel Pane consacrato non termina con la Messa, l’Eucaristia viene custodita nel tabernacolo per la Comunione ai malati e per l’adorazione silenziosa del Signore nel Santissimo Sacramento; il culto eucaristico fuori della Messa, sia in forma privata che comunitaria, ci aiuta infatti a rimanere in Cristo.

 I frutti della Messa, pertanto, sono destinati a maturare nella vita di ogni giorno. Possiamo dire così, un po’ forzando l’immagine: la Messa è come il chicco, il chicco di grano che poi nella vita ordinaria cresce, cresce e matura nelle opere buone, negli atteggiamenti che ci fanno assomigliare a Gesù. In verità, accrescendo la nostra unione a Cristo, l’Eucaristia aggiorna la grazia che lo Spirito ci ha donato nel Battesimo e nella Confermazione, affinché sia credibile la nostra testimonianza cristiana.

 Ancora, accendendo nei nostri cuori la carità divina, l’Eucaristia cosa fa? Ci separa dal peccato: «Quanto più partecipiamo alla vita di Cristo e progrediamo nella sua amicizia, tanto più ci è difficile separarci da Lui con il peccato mortale».

 Il regolare accostarci al Convito eucaristico rinnova, fortifica e approfondisce il legame con la comunità cristiana a cui apparteniamo, secondo il principio che l’Eucaristia fa la Chiesa, ci unisce tutti.

 Infine, partecipare all’Eucaristia impegna nei confronti degli altri, specialmente dei poveri, educandoci a passare dalla carne di Cristo alla carne dei fratelli, in cui egli attende di essere da noi riconosciuto, servito, onorato, amato. Portando il tesoro dell’unione con Cristo in vasi di creta, abbiamo continuo bisogno di ritornare al santo altare, fino a quando, in paradiso, gusteremo pienamente la beatitudine del banchetto di nozze dell’Agnello.

 Ringraziamo il Signore per il cammino di riscoperta della santa Messa che ci ha donato di compiere insieme, e lasciamoci attrarre con fede rinnovata a questo incontro reale con Gesù, morto e risorto per noi, nostro contemporaneo. E che la nostra vita sia sempre “fiorita” così, come la Pasqua, con i fiori della speranza, della fede, delle opere buone. Che noi troviamo sempre la forza per questo nell’Eucaristia, nell’unione con Gesù. (Udienza Generale - Mercoledì 04/04/2018)

 

 

 

 
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