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Scritto da Administrator   

n° 12 Sabato 31 Marzo 2018

 

EDITORIALE

 Buona Pasqua

GESU'-RISORTO-PERFUGASPasqua, giorno radioso e splendido del trionfo di Cristo. Egli ha trionfato sulla morte e sul peccato che l’ha causata. Ha inaugurato una vita nuova. Ha iniziato una nuova creazione. Cristo è veramente risorto come aveva predetto ed è apparso a Maria Maddalena, a Simon Pietro, agli altri apostoli.

Mentre la Pasqua ebraica celebra il passaggio del Mar Rosso e quindi la liberazione dell’antico popolo d’Israele dalla schiavitù dell’ Egitto, la Pasqua cristiana celebra il passaggio di Cristo dalla morte alla vita e quindi la liberazione del suo popolo, dei credenti in lui, dalla schiavitù del peccato e della morte. Questo si realizzerà pienamente nell’ultimo giorno, quello della risurrezione dai morti. Ma già da ora la Pasqua di Cristo comincia a portare i suoi frutti di vita nuova. La prima Pasqua del cristiano è il Battesimo che segna la rinascita dell’uomo nuovo liberato dalla corruzione del peccato; nella notte di Pasqua durante la veglia, si rinnovano le promesse battesimali e ogni domenica, giorno della risurrezione, si celebra la Pasqua della settimana. Un’altra Pasqua del cristiano è il sacramento della Confessione nel quale si muore al peccato per risorgere ad una vita nuova. Partecipazione alla Pasqua di Cristo è l’Eucaristia, nella quale Cristo, agnello pasquale fattosi cibo, distrugge la morte e ci dona la sua vita. Quale potrebbe essere quest’anno nella comunità un segno della vita nuova di risorti? La Pasqua di quest’anno potrebbe ridare nuovo entusiasmo ai credenti in Cristo: singoli e gruppi troppo spesso sono ripiegati in se stessi, c’è bisogno di un maggior respiro ecclesiale. Tante delle nostre famiglie non curano la loro formazione e disertano gli incontri formativi. C’è bisogno di riconoscere maggiormente il primato dello spirito. La mentalità corrente l’ha espressa candidamente un bambino che mi ha detto: “Io vado alla Messa quando non ho cose importanti da fare”. Come se la Messa non fosse importante. È necessario dunque un supplemento di vita nuova con l’aiuto dello Spirito del Risorto. Allora sarà una buona Pasqua.        

                                                     D.D.

 

 

RAGGI DI SOLE

TUTTO DA SOLO

BIMBO-SOLO-31032018In un corridoio di un centro di rieducazione per bambini affetti da handicap più o meno gravi, un bambino con le gambe inerti, imprigionate da ingombranti tutori di metallo, si trascinava rimanendo seduto sul pavimento, sbuffando e piagnucolando. «Tiziana, tirami su!» frignava stizzito verso la giovane volontaria che lo guardava sorridendo al fondo del corridoio, a braccia spalancate. «Aiutami!» piangeva il bambino. Ma la ragazza sorrideva e non si muoveva. Furioso, con le lacrime agli occhi, il bambino puntò le braccia con tutte le sue forze, con uno sforzo immane costrinse le sue gambe a piegarsi finché si alzò in piedi e traballando, a passo di formica, cominciò a percorrere il corridoio. Dopo un tempo interminabile, arrivò dalla ragazza che lo aspettava sempre sorridente, con le braccia aperte. Il bambino si buttò in quelle braccia gridando: «Tutto da solo! Hai visto? Ho fatto tutto da solo!». La ragazza lo strinse a sé piangendo e rimasero così un bel po'. Tutti quelli che passavano guardavano stupiti quel momento di pura felicità di una ragazza e un bambino che piangevano abbracciati. È vero che Gesù ha detto che senza di Lui non possiamo far nulla (cfr. Gv. 15,5), ma è pur vero che l’aiuto del Signore non ci esonera dalla fatica di fare la nostra parte. L’Angelo Custode ci assiste e protegge nel nostro cammino, ma siamo noi che dobbiamo compiere i passi.

   Don Paolo Piras

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Sabato 24 marzo: Giornata dei missionari martiri

Il 24 marzo, si è celebrata la 26a Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri. Nel 2017 sono stati uccisi 23 operatori pastorali: 13 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 8 laici. Il numero più alto delle vittime è stato registrato in America Latina, ben 11. Segue l’Africa con 10 vittime. La data scelta per la Giornata è quella dell’anniversario dell’uccisione di Mons. Oscar Romero arcivescovo di San Salvador, che presto sarà proclamato santo. Papa Francesco più volte ha ricordato l’enorme debito che la comunità ecclesiale ha verso chi paga con la vita l’amore al Vangelo. Il ricordo di questi eroici testimoni antichi e recenti ci conferma nella consapevolezza che la Chiesa è Chiesa se è Chiesa di martiri”.

                         D.D.

 

■ Domenica delle Palme: Giornata della Gioventù.

È stato il papa San Giovanni Paolo II ad istituire la Giornata mondiale della Gioventù nella Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Quest’anno è la trentatreesima, e si celebra a livello diocesano, mentre il prossimo anno sarà a livello mondiale in Honduras. Nell’ultima Domenica delle Palme, papa Francesco si è rivolto in modo particolare ai giovani esortandoli a non lasciarsi “anestetizzare, un ragazzo gioioso è più difficile da manipolare”. Ai giovani sarà dedicato il Sinodo dei Vescovi del prossimo ottobre sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. È stato preceduto, una settimana fa, da una Riunione pre-sinodale alla quale hanno partecipato circa 300 giovani di diverse nazioni. A questi si sono aggiunti 15 mila che hanno offerto il proprio contributo attraverso i social. Chiedono soprattutto ascolto e coerenza. Quest’anno il Papa ha voluto che la Via Crucis del Venerdì santo, al Colosseo, fosse preparata da un gruppo di giovani liceali di Roma. Anche noi, nella Via Crucis cittadina abbiamo meditato su quei testi che sono stati letti da alcuni giovani.                                           

   D.D.

 

BENEDIZIONI-VIRI-31032018 Una imbarcazione donata alla Scuola Sottufficiali. Don Domenico Degortes, vicario urbano di La Maddalena, in qualità di cappellano militare facente funzioni, ha impartito la benedizione all’imbarcazione Viri, donata lo scorso 26 marzo alla Scuola Sottufficiali dal dott. Marco Cariboni, un ex militare con vari imbarchi, evidentemente rimasto molto legato sentimentalmente sia alla Marina che a La Maddalena. Il Viri, costruito nel 1928 in Finlandia, in pino, lungo 11,35 metri e una superficie velica di 30 mq, è stato restaurato nel 2012 e fa ora parte della flotta velica della nostra Scuola Sottufficiali. La cerimonia di consegna è avvenuta tra il donante e il comandante del presidio militare e comandante della Scuola Sottufficiali, Domenico Usai. Per l'occasione è stata realizzata una targa commemorativa. Sull’argomento il giornale www.marina.difesa.it Notiziario online ha pubblicato un articolo e dallo stesso giornale è stata tratta la foto.

Claudio Ronchi

 

A Moneta l'ultima stazione quaresimale.

Com'è ormai tradizione l'ultima stazione quaresimale si è svolta nella chiesa dell'Agonia a Moneta, dove tantissime persone provenienti dalle altre parrocchie non sono volute mancare a questo appuntamento e raramente si vede la nostra chiesa così gremita! Come in tutta la quaresima ha presieduto la celebrazione padre Piero Pigozzi, parroco di S.Antonio, ma anche superiore della comunità di Sassari, nonchè studioso di padre Manzella ed hanno concelebrato don Domenico Degortes e don Andrea Domanski, mentre don Davide Mela era presente per le confessioni. Una celebrazione molto speciale quella di martedì 27 marzo. Nella sua omelia padre Piero ha definito "santuario" la nostra chiesa, mettendo in risalto che, essendo la chiesa dell'Agonia di Gesù nel Getsemani, titolo dato da padre Manzella insieme a mons. Parodi, vive in maniera più intensa la settimana di passione. “Questo titolo” ha detto padre Piero, “non è un qualcosa di cui dobbiamo avere paura, ma è celebrare Gesù, Salvatore dell'umanità e annunciare che, attraverso la morte, è venuta la vita dei figli di Dio. Ed è bene che in questa chiesa riviviate con particolare intensità la settimana Santa: segno esterno che avete è la confraternita del Getsemani, una spiritualità che ci fa crescere davanti a Dio!”. Al termine dell' omelia l'emozionante cerimonia della vestizione di due nuovi confratelli, Mario Del Giudice e Monica Fogu che,dopo un anno di preparazione, entrano a tutti gli effetti a far parte della confraternita che compie ormai quindici anni di cammino spirituale e che, in maniera particolare cura tutti i riti della settimana Santa. Al termine di questa straordinaria celebrazione, che è stata animata dalle voci del coro della parrocchia San Giovanni Paolo II, c'è stato l'ingresso processionale degli abiti della Madonna e la toccante preghiera a Maria Addolorata, durante la vestizione a lutto della Madonna stessa, da parte della confraternita. Prima della solenne benedizione don Andrea ha voluto ringraziare padre Piero Pigozzi per la sua disponibilità e per le sue parole di lode verso la nostra chiesa, don Domenico e don Davide, le suore, il coro, la confraternita rinnovando gli auguri ai nuovi confratelli, a tutti i presenti e a tutti quelli che hanno partecipato alle stazioni quaresimali, camminando insieme al Signore attraverso il Calvario sì, ma per giungere poi alla salvezza!

                 Maria Vitiello

 

Cronaca di un pellegrinaggio.

GITA-AJACCIO-31032018Il pellegrinaggio, dal latino peregrinus, "straniero", è un viaggio devozionale che si compie verso un luogo considerato sacro. Il viaggio, allo scopo di conoscere, istruirsi, sviluppare o consolidare rapporti e anche divertirsi, unito al fervore religioso, fortifica la fede e mette l'uomo a confronto nella gestione delle piccole difficoltà del quotidiano proprie e del prossimo.

Tutto questo ci mette anche alla prova con noi stessi e con la nostra spiritualità. Ci dà la possibilità di mettere in pratica la tolleranza, la condivisone, la generosità materiale e morale e la preghiera. Ci avvicina a persone che pensavamo di conoscere o che non conoscevamo affatto, ci mette in contatto con le loro storie, le loro gioie, i loro dolori, che sono un po' quelli di tutti, e ci fa sentire meno soli. La festa patronale di Ajaccio, mossa dalla devozione che gli abitanti provano nei confronti della Madonuccia che li ha liberati dalla peste nel 1645, commuove per la partecipazione sentita da parte di tutta la popolazione locale. Vi partecipa anche la comunità maddalenina ad essa gemellata. I fedeli vegliano la statua posizionata sulla facciata di un palazzo nella piazza dell'Olmu alla vigilia della festa patronale e una scia di lumicini viene fatta ardere in suo onore per tutta la notte dal lontano 1656, anno in cui venne per la prima volta festeggiata solennemente nella data del 18 marzo.

La banda cittadina onora la funzione e le varie autorità ecclesiastiche e civili si uniscono in preghiera con la popolazione.

Quest'anno il Comune di La Maddalena ha presenziato con la delegazione composta da Roberto Ugazzi, Emilia Malleo e Danilo Uccheddu; la Parrocchia di Santa Maria Maddalena invece con un folto gruppo di fedeli alla guida spirituale di Don Domenico Degortes ed organizzativa di Pier Luigi Aversano e del tesoriere Luigi Geromino. Le varie funzioni religiose, la processione e la Messa si sono svolte con la partecipazione di Monsignor Sebastiano Sanguinetti, Vescovo di Tempio-Ampurias e di sua Eccellenza Mosignor Olivier de Germay, Vescovo di Corsica. L'atmosfera è solenne ma sempre cordiale: partecipano le principali cariche politico/religiose locali e le congregazioni religiose, canta il coro, la Cattedrale di Santa Maria Assunta è gremita di gente e ricolma di fiori, fiori che i fedeli potranno portare a casa in segno di devozione, una volta terminata la funzione.

Ancora lumini ovunque e fitte bancate vicine l'una all'altra.

Inizia la processione e la statua della Santa viene portata su un baldacchino per un lungo tragitto con varie stazioni che ricondurranno alla Chiesa Madre ed alla benedizione finale.

La celebrazione si conclude ma il sentimento religioso è ancora nell'aria come se ancora una volta la Madonnina di Ajaccio avesse compiuto il suo miracolo, quello di salvezza, fede e misericordia.

Ma l'avventura del pellegrino non finisce qua e nonostante la Madonnina si sia prodigata a scacciare le impervie previsioni per la gran parte del tempo, ecco che il vento imperversa e ci blocca a Bonifacio per una nuova avventura, quella della pazienza e della gestione degli imprevisti ancora una volta brillantemente superata.

Quasi tutto chiuso in bassa stagione eppure siamo riusciti a trovare alloggio e ancora una volta a condividere un'esperienza fuori programma, un pezzo di pane ed una parola di incoraggiamento. Veramente esemplare la guida dell'autista Gaetano e la disponibilità della compagnia dei bus che ci é venuta incontro e non ha voluto un contributo extra per la giornata di lavoro persa.

Fantastica la compagnia dei pellegrini che fra preghiere, canti, battute, e dolcetti ha animato le ore del percorso. Buonissime le torte di Giovanna.

Garbata e cortese la gestione del gruppo da parte di Pier Luigi che con dolcezza e tatto ha preso atto delle esigenze di tutti. Eccezionale la prima accoglienza a Bastia da parte di Don Roger nel suo centro di accoglienza per stranieri e bisognosi in cui serve un pasto caldo grazie alla preziosa collaborazione delle sue assistenti. La compagnia di Erika e di Lucille ci ha guidato per le vie della città di Bastia mentre quella di Dominque per le strade di Ajaccio.

Un’ esperienza indimenticabile di cui sono sicura porteremo noi tutti un ricordo indelebile nel cuore.

                                               Federica Acciaro

 

■ Corso di Liturgia per Lettori

Durante i mesi di gennaio e febbraio la parrocchia ha svolto un corso di liturgia, indirizzato in modo particolare a coloro che svolgono il servizio di lettori. Sono stati in tutto sei incontri, guidati da don Davide, dove è stato sviluppato innanzitutto il tema della liturgia, una comprensione sempre maggiore di essa, anche se alla fine rimane un grande mistero che bisogna vivere e lasciarsi meravigliare ogni istante. Gli incontri sono stati sempre ben partecipati, più di una ventina di iscritti, ma quasi trenta i partecipanti, anche da altre parrocchie. Incontri di ascolto, di confronto, affinché tutti possiamo vivere al meglio la liturgia, la quale rimane sempre “fonte e culmine della vita del cristiano”; questo è stato il messaggio finale degli incontri, ricordandoci che non ci possiamo servire della liturgia per noi stessi, ma è la liturgia, che si mette al nostro servizio, proprio come Cristo che si è donato per noi. Allora andiamo sempre alla fonte della nostra vita: Cristo, per poter vivere con lui fino all’eternità.  

  Don Davide Mela

 

■ Lectio Divina Quaresimale

Il tempo di Quaresima è un tempo forte, di preghiera, digiuno e carità; nella preghiera la chiesa ci invita in modo particolare ad accostarci alla Parola di Dio, per conoscerla meditarla e viverla. Proprio per favorire ciò durante i cinque lunedì di quaresima abbiamo vissuto la lectio divina, un modo per accostarsi alla Parola in maniera personale e comunitaria, secondo lo schema tradizionale: lectio, meditatio, collatio, oratio, actio (lettura – meditazione – condivisione – preghiera – azione). Le letture sono state le seguenti: Tentazioni, Samaritana, cieco nato, risurrezione di Lazzaro e Incontro tra Gesù e la Maddalena. Sono stati momenti di preghiera e meditazione belli, che hanno aiutato ad entrare nel vivo della Quaresima. Buona partecipazione di una ventina di persone, soprattutto giovani. Potevano esserci più persone, soprattutto dei gruppi parrocchiali.       

        Don Davide Mela

 

Il Cammino Quaresimale dei ragazzi

La Quaresima è un tempo forte a cui tutti siamo chiamati a partecipare e a viverla per sentire in noi e fare esperienza della passione morte e risurrezione. Non potevano mancare i bambini e i ragazzi che fanno il cammino di catechesi cristiana, i quali insieme a tutta la comunità hanno partecipato all’inizio della Quaresima con la Messa del Mercoledì delle ceneri. In quel giorno è iniziato per loro un cammino, fatto anche con i genitori. Innanzitutto l’impegno di aumentare la loro preghiera, personale, familiare e di gruppo; ad ognuno di loro è stato consegnato un piccolo Vangelo di Marco che hanno portato a casa loro per leggerlo e scoprire la storia di Gesù insieme alla propria famiglia. L’impegno della preghiera infine si è completato che ognuno di loro per ogni settimana avrebbe dovuto pregare per un proprio compagno. Non è mancata la preghiera comunitaria, vissuta ogni domenica nella celebrazione, accompagnati dai vari segni: deserto, monte, tempio, luce, seme; infine l’animazione comunitaria della via crucis venerdì 23 marzo e la liturgia penitenziale comunitaria lunedì 26. Non poteva mancare il segno del digiuno e della carità, due realtà che sono strettamente collegate; ogni ragazzo settimanalmente si impegnava ad una rinuncia e consegnava il frutto alla propria catechista che lo riponeva nella scatolina preparata per l’offertorio di Giovedì Santo; oltre questo, ogni settimana i ragazzi alla messa domenicale, divisi per gruppi portavano viveri per i bisognosi. Il contributo dei ragazzi è stato favoloso, Giovedì Santo hanno portato la loro offerta che ammonta a 180 euro, queste offerte hanno contribuito a sostenere in toto la spesa per le colombe da donare alle famiglie bisognose e una parte anche per la spesa della carne. Il nostro augurio è che questo tempo quaresimale aiuti voi e le vostre famiglie a riscoprire come solo in Cristo c’è la Luce, solo Cristo è la nostra salvezza.

Buona Pasqua e grazie, don Davide e le catechiste.

 

L'albero dell'Istituto vince il concorso "L'albero dei carrugghi".

ALBERO-31032018Il concorso, promosso dal Parco dell'arcipelago di La Maddalena, è giunto a conclusione.

L'obiettivo promuoveva un'iniziativa di educazione ambientale sull'importanza, la cura e la tutela degli alberi della nostra isola.

Si è proceduto a formulare un censimento degli alberi, soprattutto del centro urbano, individuando le specie, con lo scopo di valutare le biodiversità del territorio. L'elenco riguardava alberi particolarmente longevi e maestosi sia di specie autoctone che di specie da frutto ed esotiche. Sono risultati candidati finali cinque alberi, di cui due hanno ricevuto il premio:

1)Un olivastro, con i suoi DUECENTO anni di vita, del signor D'Oriano, per la categoria "Specie Autoctona".

2)L'Araucaria dell'Istituto San Vincenzo, è stata invece premiata per la categoria "Specie Autoctona/da frutto".

Questo albero, risale ai primi del Novecento e ormai da anni è un simbolo importante, in particolare, durante le festività natalizie, quando migliaia di luci lo illuminano, rendendo ancora più suggestivo il Grande Presepe che viene allestito sotto i suoi enormi rami. La premiazione è avvenuta giovedì 22 Marzo, presso i locali del C.E.A. di Stagnali, in occasione della "Giornata Nazionale degli Alberi".

   Maria Casali

 

■ Uno libro di Franco Nardini e Tore Abate

FRANCO-NARDINI-31032018È stato pubblicato postumo il libro che il compianto Franco Nardini aveva scritto col suo collega ed amico Tore Abate, libro dal titolo: Gli anni dell’isola felice, 1955-1975. La presentazione è avvenuta la scorsa settimana sul traghetto Enzo D. a cura del commissario del Parco Nazionale Leonardo Deri e dell’editore Paolo Sorba. Dopo Il pane del governo, che ha descritto il ventennio precedente, la ricerca dei due autori si era focalizzata sul secondo dopoguerra, fino all’arrivo della Marina degli Stati Uniti, in un’analisi della situazione politica, sociale, economica e culturale di un periodo storico che fu preludio di quello successivo, il trentennio della presenza Usa, da considerarsi, visti i tempi grami che si stanno oggi vivendo, l’età dell’oro (o del dollaro). Il libro di Nardini e Abate racconta quegli anni, quel ventennio, non solo attraverso l’interpretazione dei due autori ma mediante le tante testimonianze raccolte, i documenti e gli articoli dei giornali dell’epoca. Il tutto corredato da foto molte delle quali inedite. Nel corso della presentazione Tore Abate, lontano dell’Isola per motivi di lavoro, è intervenuto telefonicamente. Gli altri interventi sono stati del sindaco Luca Montella e del procuratore della Delcomar Gianfranco Atzeni. Di Franco Nardini c’era una foto e di lui non si può non ricordare, con commozione, quanto fosse una persona buona, mite e colta, appassionato di giornalismo, di storia, di letteratura e di poesia.

Claudio Ronchi

 

■ Quando c’erano giornali, radio e tv

Una volta c’erano Radio Sardegna Uno, Radio Maddalena e Televideo Maddalena, che hanno cessato di trasmettere ormai da molti anni. Più di recente si è registrata la chiusura di tante altre fonti di informazione e di intrattenimento che in passato costituivano, per l’Isola, una ricchezza. Mancano ormai da tempo dalle edicole i periodici Lo Scoglio e il Corriere delle Bocche mentre ha recentemente cessato le pubblicazioni il settimanale Il Vento e ha spento le telecamere, da un paio d’anni, CorrenteTV. Ma in anni passati si pubblicavano anche U Sciurino, bollettino della Parrocchia di Moneta e il giornalino dell’Istituto San Vincenzo come anche un giornale sportivo legato all’Ilva. Mentre resistono Radio Arcipelago e il Bollettino Interparrocchiale, il resto dell’informazione si è trasferita sul web, che ha a La Maddalena due testate giornalistiche, Gallura Informazione e LaMaddalenaTV oltre ai blog Liberissimo e Guardiavecchia. Panta rei, tutto scorre, tutti diviene … tutto cambia. Certo è che dal punto di vista della pluralità dell’informazione, la riduzione delle testate giornalistiche maddalenine rappresenta un impoverimento.  

       Claudio Ronchi

 

Il Comitato del 250° a Pasquetta invita tutti a Stagnali. Nella giornata di lunedì 2 Aprile, in occasione della Pasquetta, il Comitato Festeggiamenti 250 anni, organizzerà a Caprera, nel caratteristico Borgo di Stagnali e precisamente all’interno della location messa a disposizione dall’Ente Parco, un pranzo a base di pesce, al costo di soli 10 euro a persona e, per i più piccoli - con un contributo di 7 euro - delle squisite pennette al sugo e hot dog. Attraverso la pagina del noto social network facebok è possibile chiedere informazioni e fornire una pre-adesione, utile a preparare l’accoglienza dei graditi ospiti.

Non mancherà l’intrattenimento musicale e una piccola lotteria che, augurando il bel tempo, permetterà ai partecipanti di trascorrere una giornata indimenticabile, immersi nella natura della storica isola garibaldina.

Fiducioso della numerosa partecipazione, il Comitato insediatosi da circa un mese, ha già iniziato una raccolta di offerte porta-a-porta per preparare al meglio i festeggiamenti in onore della Santa patrona, S. Maria Maddalena e Natività della B.V. Maria, festività che il calendario ricorda il 22 luglio ed 8 settembre prossimi.

Grande è lo sforzo e l’impegno che tutto il Comitato intende investire per celebrare al meglio queste due ricorrenze e la giornata di Pasquetta sarà la prima occasione ufficiale per testare la macchina organizzativa, con la speranza - da parte del gruppo di volontari - di raccogliere il consenso dei residenti e dei vacanzieri del ponte di Pasqua.

 

Informa Caritas Parrocchia Santa Maria Maddalena. Giovedì Santo nella Giornata della Carità sono stati raccolti € 911,00.

 ■ Condoglianze ai familiari di Antonio Giovanni Murgia, Roberta Vietri e Antonina Rau che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. 1 APRILE DOMENICA DI RISURREZIONE

Ore 9.00 Santa Messa e a seguire la processione con il simulacro del Cristo Risorto per l’incontro con Santa Maria Maddalena in Piazza Umberto I. Non ci sarà la S.Messa a Stagnali.

2. 2 APRILE     LUNEDì DEL ANGELO – PASQUETTA

Ore 9.00 S.Messa

3. Da martedì 3 aprile iniziano le benedizioni pasquali delle famiglie. Arriva don Luca che come altri anni darà una mano nelle benedizioni. Martedì benedizioni nella zona di Cala Chiesa, Mongiardino. L’ordine delle benedizioni per il giorno seguente sarà comunicato alla Messa serale. In questa settimana ci sarà la S. Messa anche di mattina alle ore 8.00. Alle ore 15.00 la novena alla Divina Misericordia.

4. Orari delle Sante Messe

Domenica ore 9.00 Moneta

Ore 10.30 Stagnali

Sabato e prefestivi ore 17.30

Feriali: lunedì ore 8.00

Martedì – venerdì ore 18.30

5. Venerdì 6 aprile primo venerdì del mese. Adorazione di Gesù nel Santissimo Sacramento dalle ore 17.00.

6. Domenica 8 aprile Festa della Divina Misericordia. A Tempio Giornata dei Cresimandi.

 

 Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica di Pasqua primo aprile

* Ore 10,30: Processione dell’Incontro del Risorto con Santa Maria Maddalena.

 2) Lunedì dell’Angelo 2 aprile

* Le Messe alle ore 8.30 e 19.00.

* Festa a Stagnali organizzata dal Comitato del 250°.

 3) Martedì 3 aprile

* Inizia la benedizione delle case a cominciare dal centro cittadino.

4) Mercoledì 4 aprile

* S.Messa in cimitero alle ore 15,45.

 5) Giovedì, 5 aprile (1° giovedì)

* Ore 15.00: triduo della divina Misericordia.

* Ore 18.00 preghiera per le vocazioni.

 6) Venerdì 6 aprile (1° venerdì)

* Ore 15.00: triduo della divina Misericordia.

* Al Bambino Gesù (Due Strade): ore 16.00, adorazione del Santissimo e Messa.

* A Luras: ordinazione sacerdotale di don Giorgio Diana.

 7) Sabato 7 aprile

* Ore 15.00 triduo della divina Misericordia.

* Ore 19.00: santa Messa in suffragio di Don Antonello (2° anniversario).

 8) Domenica 8 aprile

* Festa della Divina Misericordia.

* A Tempio: Giornata diocesana dei cresimandi.

 9) Dal 23 al 25 aprile pellegrinaggio a Cagliari e Nuoro per la festa di Bonaria. Visita alla chiesa di suor Nicoli, al Seminario Regionale. A Nuoro visita della Cattedrale e al Redentore.

Per le iscrizioni rivolgersi a Pier Luigi Aversano al numero: 3491534378 o in sacrestia.

 10) Dal 2 al 10 maggio pellegrinaggio parrocchiale a San Giovanni Rotondo ed Assisi. Per informazioni rivolgersi a Paolo Provenzano al 3403596991.

 

 

 

M A G I S T E R O

 SULLA CROCE DI CRISTO SIAMO STATI SALVATI

 GESU'-CROCIFISSO-31032018Gesù entra in Gerusalemme. La liturgia ci ha invitato a intervenire e partecipare alla gioia e alla festa del popolo che è capace di gridare e lodare il suo Signore; gioia che si appanna e lascia un sapore amaro e doloroso dopo aver finito di ascoltare il racconto della Passione. In questa celebrazione sembrano incrociarsi storie di gioia e di sofferenza, di errori e di successi che fanno parte del nostro vivere quotidiano come discepoli, perché riesce a mettere a nudo sentimenti e contraddizioni che oggi appartengono spesso anche a noi, uomini e donne di questo tempo: capaci di amare molto… e anche di odiare – e molto –; capaci di sacrifici valorosi e anche di saper “lavarcene le mani” al momento opportuno; capaci di fedeltà ma anche di grandi abbandoni e tradimenti.

E si vede chiaramente in tutta la narrazione evangelica che la gioia suscitata da Gesù è per alcuni motivo di fastidio e di irritazione.

Gesù entra in città circondato dalla sua gente, circondato da canti e grida chiassose. Possiamo immaginare che è la voce del figlio perdonato, quella del lebbroso guarito, o il belare della pecora smarrita che risuonano forti in questo ingresso, tutti insieme. È il canto del pubblicano e dell’impuro; è il grido di quello che viveva ai margini della città. È il grido di uomini e donne che lo hanno seguito perché hanno sperimentato la sua compassione davanti al loro dolore e alla loro miseria… È il canto e la gioia spontanea di tanti emarginati che, toccati da Gesù, possono gridare: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore!». Come non acclamare Colui che aveva restituito loro la dignità e la speranza? È la gioia di tanti peccatori perdonati che hanno ritrovato fiducia e speranza. E questi gridano. Gioiscono. È la gioia.

Gioia insopportabile per quanti hanno bloccato la sensibilità davanti al dolore, alla sofferenza e alla miseria. Gioia intollerabile per quanti hanno perso la memoria e si sono dimenticati di tante opportunità ricevute. Com’è difficile poter condividere questa gioia per coloro che confidano solo nelle proprie forze e si sentono superiori agli altri!

E così nasce il grido di colui a cui non trema la voce per urlare: “Crocifiggilo!”. Non è un grido spontaneo, ma il grido montato, costruito, che si forma con il disprezzo, con la calunnia, col provocare testimonianze false. È la voce di chi vuole difendere la propria posizione screditando specialmente chi non può difendersi. È il grido fabbricato dagli “intrighi” dell’autosufficienza, dell’orgoglio e della superbia che proclama senza problemi: “Crocifiggilo, crocifiggilo!”.

Di fronte a tutte queste voci urlate, il miglior antidoto è guardare la croce di Cristo e lasciarci interpellare dal suo ultimo grido. Cristo è morto gridando il suo amore per ognuno di noi: per giovani e anziani, santi e peccatori, amore per quelli del suo tempo e per quelli del nostro tempo. Sulla sua croce siamo stati salvati affinché nessuno spenga la gioia del vangelo; perché nessuno, nella situazione in cui si trova, resti lontano dallo sguardo misericordioso del Padre.  

 

(Celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore - Omelia - Domenica, 25 marzo 2018)

 

 

 

E COME UNA MADRE

DIO AMA CIASCUNO COME UN PADRE

 La Chiesa ci fa riflettere sul Signore che non dimentica, sul nostro Dio fedele. E infatti abbiamo ripetuto nel salmo (104): “Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza”. Il Signore mai dimentica, mai, perché Lui è fedele, non può non essere fedele: Lui è la fedeltà.

Nella mia terra c’è un fiore piccolino che si regala alle mamme il giorno della festa della mamma e ha due colori: un azzurro soave per le mamme vive, e un viola per le mamme defunte. Sì, questo fiore ha due colori e si chiama no me olvides — non ti scordar di me, non scordarti di me.

Proprio questo è l’amore di Dio, come quello della mamma: Dio non si scorda di noi, mai, non può, è fedele alla sua alleanza. Certamente, questo ci dà sicurezza tanto che di noi possiamo dire “ma, la mia vita è tanto brutta, sono in questa difficoltà, sono un peccatore, una peccatrice”. Però Lui non si dimentica di te, perché ha questo amore viscerale ed è padre e madre: tutto lì.

Gesù rispose ai giudei: “Abramo vide il mio giorno, esultò nella speranza”. Dunque la nostra gioia è esultare nella speranza. Forse perché io sono buono? No, perché Lui è fedele.

Quando noi ci accostiamo al sacramento della penitenza: per favore, non pensiamo che andiamo alla tintoria a togliere le sporcizie, no. Piuttosto noi andiamo a ricevere l’abbraccio di amore di questo Dio fedele, che ci aspetta sempre. Sempre!. E questo ci porta alla gioia, a esultare in speranza.

 

(Meditazione mattutina nella cappella della domus Sanctae Marthae - Giovedì, 22 marzo 2018)

 

  

IL TRIDUO PASQUALE

GESU'-RISORTO-31032018Vorrei farvi una domanda: quale festa è la più importante della nostra fede: il Natale o la Pasqua? La Pasqua perché è la festa della nostra salvezza, la festa dell’amore di Dio per noi, la festa, la celebrazione della sua morte e Risurrezione. Questi giorni costituiscono la memoria celebrativa di un grande unico mistero: la morte e la risurrezione del Signore Gesù.      

La mattina di Pasqua, il Canto della Sequenza, cioè un inno o una sorta di Salmo, farà udire solennemente l’annuncio della risurrezione; e dice così: «Cristo, nostra speranza, è risorto e ci precede in Galilea». Questa è la grande affermazione: Cristo è risorto. E in tanti popoli del mondo, soprattutto nell’Est Europa, la gente si saluta in questi giorni pasquali non con “buongiorno”, “buonasera” ma con “Cristo è risorto”, per affermare il grande saluto pasquale. In queste parole - “Cristo è risorto” - di commossa esultanza culmina il Triduo. Esse contengono non soltanto un annuncio di gioia e di speranza, ma anche un appello alla responsabilità e alla missione. E non finisce con la colomba, le uova, le feste – anche se questo è bello perché è la festa di famiglia - ma non finisce così. Incomincia lì il cammino alla missione, all’annuncio: Cristo è risorto. E questo annuncio, a cui il Triduo conduce preparandoci ad accoglierlo, è il centro della nostra fede e della nostra speranza, è il nocciolo, è l’annuncio, è - la parola difficile, ma che dice tutto -, è il kerygma, che continuamente evangelizza la Chiesa e che essa a sua volta è inviata ad evangelizzare.

San Paolo riassume l’evento pasquale in questa espressione: «Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato» (1 Cor 5,7), come l’agnello. Pertanto - continua - «le cose vecchie sono passate e ne sono nate di nuove» (2 Cor 5,15). Rinate. E per questo, nel giorno di Pasqua dall’inizio si battezzava la gente. Anche la notte di questo sabato io battezzerò qui, a San Pietro, otto persone adulte che incominciano la vita cristiana. E incomincia tutto perché saranno nate di nuovo. Per il Battesimo, infatti, siamo risorti con Gesù e siamo morti alle cose e alla logica del mondo; siamo rinati come creature nuove: una realtà che chiede di diventare esistenza concreta giorno per giorno.

Un cristiano, se veramente si lascia lavare da Cristo, se veramente si lascia spogliare da Lui dell’uomo vecchio per camminare in una vita nuova, pur rimanendo peccatore – perché tutti lo siamo - non può più essere corrotto, la giustificazione di Gesù ci salva dalla corruzione, siamo peccatori ma non corrotti; non può più vivere con la morte nell’anima, e neanche essere causa di morte. E qui devo dire una cosa triste e dolorosa… Ci sono i cristiani finti: quelli che dicono “Gesù è risorto”, “io sono stato giustificato da Gesù”, sono nella vita nuova, ma vivo una vita corrotta. E questi cristiani finti finiranno male. Il cristiano, ripeto, è peccatore – tutti lo siamo, io lo sono – ma abbiamo la sicurezza che quando chiediamo perdono il Signore ci perdona. Il corrotto fa finta di essere una persona onorevole, ma, alla fine nel suo cuore c’è la putredine. Una vita nuova ci dà Gesù. Il cristiano non può vivere con la morte nell’anima, neanche essere causa di morte. Pensiamo – per non andare lontano – pensiamo a casa, pensiamo ai cosiddetti “cristiani mafiosi”. Ma questi di cristiano non hanno nulla: si dicono cristiani, ma portano la morte nell’anima e agli altri. Preghiamo per loro, perché il Signore tocchi la loro anima. Il prossimo, soprattutto il più piccolo e il più sofferente, diventa il volto concreto a cui donare l’amore che Gesù ha donato a noi. E il mondo diventa lo spazio della nostra nuova vita da risorti. Noi siamo risorti con Gesù: in piedi, con la fronte alta, e possiamo condividere l’umiliazione di coloro che ancora oggi, come Gesù, sono nella sofferenza, nella nudità, nella necessità, nella solitudine, nella morte, per diventare, grazie a Lui e con Lui, strumenti di riscatto e di speranza, segni di vita e di risurrezione. In tanti Paesi - qui in Italia e anche nella mia patria - c’è l’abitudine che quando il giorno di Pasqua si sentono, si ascoltano le campane, le mamme, le nonne, portano i bambini a lavarsi gli occhi con l’acqua, con l’acqua della vita, come segno per poter vedere le cose di Gesù, le cose nuove. In questa Pasqua lasciamoci lavare l’anima, lavare gli occhi dell’anima, per vedere le cose belle, e fare delle cose belle. E questo è meraviglioso! Questa è proprio la Risurrezione di Gesù dopo la sua morte, che è stato il prezzo per salvare tutti noi.

Ci accompagni in questo itinerario spirituale la Vergine Santissima, che seguì Gesù nella sua passione – Lei era lì, guardava, soffriva… - fu presente e unita a Lui sotto la sua croce, ma non si vergognava del figlio. Una madre mai si vergogna del figlio! Era lì, e ricevette nel suo cuore di Madre l’immensa gioia della risurrezione. Lei ci ottenga la grazia di essere interiormente coinvolti dalle celebrazioni dei prossimi giorni, perché il nostro cuore e la nostra vita ne siano realmente trasformati.

E nel lasciarvi questi pensieri, formulo a tutti voi i più cordiali auguri di una lieta e santa Pasqua, insieme con le vostre comunità e i vostri cari.

E vi consiglio: la mattina di Pasqua portate i bambini al rubinetto e fategli lavare gli occhi. Sarà un segno di come vedere Gesù Risorto.

 

(Udienza Generale - Mercoledì 28/03/2018)

 

 

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