Home
PDF Stampa
Scritto da Administrator   

 

n° 10 Sabato 17 Marzo 2018

 

EDITORIALE

 Il Papa è anche un po’ papà

PAPA-FRANCESCO-17032018Nel quinto anniversario della elezione di Papa Francesco a successore di Pietro (13 marzo 2013), un grazie corale si elevato dalla Chiesa universale. C’è chi lo accusa di non avere una statura teologica, di favorire le migrazioni di massa, di annacquare la morale cristiana. Ma la stragrande maggioranza di cattolici gli dice grazie. Grazie per lo spirito missionario che infonde in ogni battezzato con l’enciclica “Evangelii gaudium” (la gioia del Vangelo) e con i suoi viaggi apostolici. Grazie per l’attenzione ai poveri, ai migranti, ai carcerati, ai disabili riconosciuti come la carne sofferente di Cristo. Grazie perché portandoci nelle periferie esistenziali di questo tempo ci spinge alla difesa della vita, della dignità umana, della famiglia, del lavoro, del creato. Grazie per l’amore che ci insegna alla casa comune, la nostra madre terra, con l’enciclica “Laudato si’”.. In cinque anni di pontificato sono emerse cinque parole che caratterizzano il suo ministero: Dialogo, l’arte di gettare ponti, ricordiamo l’incontro col patriarca russo Kirill a Cuba nel 2016. Famiglia, due sinodi sulla famiglia e l’esortazione “Familiaris consortio”. Giovani, dalla attenzione verso i social alla novità del prossimo sinodo dei giovani. Coscienza, il cui primato da lui spesso sottolineato, esige illuminazione, confronto, fedeltà. Misericordia, non solo nel Giubileo e con le parole ma soprattutto con i gesti. Anche Papa Benedetto si è associato al grazie universale dicendo in uno scritto che “Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica, e dire che non ha statura teologica, è uno stolto pregiudizio”. Una volta un bambino gli ha chiesto chi era il Papa, e lui ha risposto che deve rassomigliare anche un po’ ad un papà.......(da Avvenire)

 

 

RAGGI DI SOLE

 LA STELLA

 LUCE-STELLE-17032018Viveva un tempo un uomo molto austero, il quale aveva fatto voto di non toccare né cibo né bevanda fino al tramonto del sole. L'uomo sapeva che il suo sacrificio era gradito al Cielo, perché tutte le sere sulla montagna più alta della valle si accendeva una stella luminosa, visibile a tutti. Un giorno l'uomo decise di salire sulla montagna e un ragazzino del villaggio insistette per andare con lui. Per il caldo e la fatica, presto i due ebbero sete. L'uomo incoraggiò il bambino a bere, ma quello rispose: «Lo farò solo se bevi anche tu!». Il poveretto era in un grave imbarazzo: non voleva rompere il suo voto, ma neppure voleva far soffrire la sete al piccolo. Alla fine bevette e il bambino fece lo stesso. Quella sera, l'uomo non osava guardare in cielo, per paura che la stella fosse scomparsa. Si può quindi immaginare la sua sorpresa quando, dopo un po', alzò gli occhi e vide che sulla montagna splendevano due stelle lucenti. «Beato l’uomo che ha cura del debole. Veglierà su di lui il Signore, lo farà vivere felice e non lo abbandonerà». (Salmo 41)      

   Don Paolo Piras

 

  

 

 

 I FATTI DELLA SETTIMANA

   Stazione quaresimale a Stagnali

 CHIESA-MADONNA-PACE-2018Prosegue il cammino quaresimale verso la Pasqua e mercoledì 14 Marzo la quarta stazione quaresimale ha avuto luogo a Stagnali nella chiesa della Madonna della Pace e ha visto la partecipazione di tanti fedeli. La celebrazione è stata preceduta dalla Via Matris, una preghiera molto particolare, dedicata alla Madre Addolorata. Ha presieduto la messa Padre Piero Pigozzi ed hanno concelebrato don Domenico Degortes e don Andrea Domanski. "L'invito forte che Gesù ci rivolge in questo vangelo" ha detto il Padre all'omelia "è che dobbiamo guardare a lui, luce del mondo e lasciarci illuminare dalla sua parola, solo così la nostra vita diventa autentica, secondo il progetto di Dio, e non cadremo nelle tenebre". Padre Pigozzi ha poi ricordato che ricorreva il decimo anniversario della morte di Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari. Facendo presente poi quanti esempi di carità ha prodotto il Vangelo, il Padre ha voluto ricordare don Giuseppe Riva, primo parroco di Moneta, che ha dedicato la sua vita ai poveri e che ha vissuto il suo sacerdozio al servizio della popolazione e proprio a Stagnali aveva cominciato la sua opera verso gli anziani, servendoli personalmente. Un bel pensiero questo che ha commosso tutti, ricordando quanto egli è stato presente in quella chiesa e quanto tutti lo ricordiamo con affetto e gratitudine! La messa è stata animata dalle voci del coro di Stagnali, coinvolgendo tutti a pregare meglio. La prossima stazione quaresimale sarà mercoledì 21 Marzo nella chiesa di Due Strade.           

  Maria Vitiello

 

 

 

Chiara Lubich

CHIARA-LUBICHNE-17032018Mercoledì 14 marzo ricorreva il decimo anniversario della morte di Chiara Lubich la fondatrice e la prima presidente del Movimento dei Focolari, presente attivamente anche a La Maddalena Esso ha come obiettivo l’unità fra i popoli e la fraternità universale. “Che tutti siano uno” Gv17,21. Chiara Lubich non immaginava che il suo ideale sarebbe arrivato in 182 nazioni e che avrebbe dato abbondante frutti spirituali e materiali o che sarebbero stati accolti fedeli di altre religioni e persone senza un riferimento religioso. Il 27 gennaio 2015 è stata introdotta la sua causa di beatificazione e di canonizzazione. L’abbiamo ricordata nella preghiera dei fedeli durante la Messa della stazione quaresimale nella chiesa della Madonna della Pace a Stagnali.

 Giovanni Marzano

 

Alla fine della Messa è stata letta questa sua riflessione:

 

Uomo accanto a uomo

 

Ecco la grande attrattiva

 

del tempo moderno:

 

penetrare nella più alta contemplazione

 

e rimanere mescolati fra tutti,

 

uomo accanto a uomo.

 

Vorrei dire di più:

 

perdersi nella folla,

 

per informarla del divino,

 

come s’inzuppa

 

un frusto di pane nel vino.

 

Vorrei dire di più:

 

fatti partecipi dei disegni di Dio

 

sull’umanità,

 

segnare sulla folla ricami di luce

 

e, nel contempo, dividere col prossimo

 

l’onta, la fame, le percosse, le brevi gioie.

 

Perché l’attrattiva

 

del nostro, come di tutti i tempi,

 

è ciò che di più umano e di più divino

 

si possa pensare:

 

Gesù e Maria,

 

il Verbo di Dio, figlio d’un falegname,

 

la Sede della Sapienza, madre di casa.

Chiara Lubich

 

 

Pellegrinaggio ad Ajaccio col Vescovo

Sabato mattina è partito il gruppo di pellegrini, 25 persone, per partecipare alla festa della  Madonnuccia, patrona della Città di Ajaccio. Come si sa La Maddalena è gemellata con la città di Ajaccio da circa 25 anni. Per l’occasione una rappresentanza del Comune e della Chiesa partecipa alla festa, come una delegazione di Ajaccio partecipa alla festa della nostra patrona Santa Maria Maddalena il 22 luglio. Quest’anno ad Ajaccio la Messa solenne e la processione saranno presiedute dal nostro vescovo Mons. Sebastiano Sangunetti, invitato già dall’anno scorso, proprio a La Maddalena, dal Vescovo di Ajaccio Mons. Olivier de Jermais. I pellegrini il giorno 17 si recheranno prima a Bastia per una breve visita alla città e nel pomeriggio raggiungeranno Ajaccio per partecipare la sera alla rinnovazione del voto.               

  D.D.

 

 Comitato del 250°. 

COMITATO-250-ANNI-17032018Il rischio fino a qualche settimana fa era che la Classe 1967, terminato il proprio mandato, non avesse nessuno cui passare il testimone per organizzare i festeggiamenti patronali di Santa Maria Maddalena e Natività della B.V.M.. E si sarebbe interrotta una tradizione, ormai consolidata, iniziata alla fine del secolo scorso. Per motivi vari e diversi infatti la Classe 1968 non è riuscita a costituire il nuovo comitato di cinquantenni. Parroci e vice hanno quindi pensato di invitare a rimpolpare l'esiguo numero di cinquantenni resisi disponibili, con coloro che cinquant'anni li hanno compiuti da qualche anno e che hanno fatto parte di altri comitati. E così, essendo questo 2018 l’anniversario dei 250 dalla fondazione della parrocchia di Santa Maria Maddalena, il comitato recentemente entrato in carica si chiama appunto, Comitato dei 250 anni.  Il passaggio di consegne è avvenuto domenica 11 marzo, in Santa Maria Maddalena, al termine della Messa delle 18:00, tra il presidente uscente Tore Caboni e il presidente entrante Antonello Porcu (che era già stato presidente del Comitato Classe 1965). Il vicario urbano don Domenico Degortes ha ringraziato il comitato uscente per tutte le iniziative intraprese durante l'anno 2017 appena trascorso, e gli ha conferito per il 2018 e per il 2019, il mandato di organizzare i festeggiamenti della Santissima Trinità. Antonello Porcu, neo eletto presidente del nuovo comitato, forte anche dell'esperienza maturata qualche anno fa, ha dichiarato di essersi già messo al lavoro pur nella consapevolezza di partire in ritardo. “Intendiamo mettercela tutta per raggiungere l’obbiettivo comune di valorizzare al meglio questo anniversario e le altre ricorrenze delle quali il Comitato Festeggiamenti si è sempre occupato, offrendovi massima disponibilità ed impegno”, ha detto il due volte presidente. “Tanti auguri al nuovo comitato S. M. Maddalena e Natività della B.V. Maria, comitato pluriclasse nel 250 anniversario dell'istituzione della Parrocchia. Grazie a tutte le persone che si sono rese disponibili”, ha scritto su facebook don Andrea Domanski. 

    Claudio Ronchi

 

Il Comitato classe 67, al termine del suo mandato, saluta la Comunità

COMITATO-CLASSE-67-17032018Il 2017 è stato per noi, classe 67, un anno straordinario.

Con sentimenti di viva riconoscenza esprimiamo la nostra sincera gratitudine:

Ai Sacerdoti per averci dato l'opportunità di vivere questa bellissima esperienza e per esserci stati vicini in questo cammino;

A tutta la Comunità Maddalenina per il sostegno e l'incoraggiamento;

All' Amministrazione Comunale, all'Ente Parco, alla Protezione Civile, alla Capitaneria, alla Delcomar, ai Vigili del Fuoco, alla Marina Militare, alla Croce Verde e A.V.A. per il prezioso supporto; ai nostri sponsor per la fiducia accordataci; alle Associazioni, ai gruppi e agli artisti per la collaborazione nella realizzazione degli eventi.

Grazie di cuore a tutti!!!

Al nuovo Comitato  250 anni auguriamo un anno denso di soddisfazioni.

 

Il Comitato Festeggiamenti S.Maria Maddalena e Natività B.V. Maria classe 67

 

Papa Francesco a San Giovanni Rotondo ha visitato i ragazzi che verranno a La Maddalena.

Sabato mattina, Papa Francesco ha reso onore a San Pio da Pietrelcina, testimone della misericordia, ed ha pregato sulla sua tomba. Prima di celebrare la Messa delle 11.15 ha fatto visita all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza dove ha incontrato i bambini del reparto di oncoematologia pediatrica. Alcuni di questi, convalescenti, verranno a La Maddalena nel mese di giugno per conto del locale Gruppo di Preghiera Padre Pio e saranno ospitati all’Istituto San Vincenzo. Dopo la Messa ha incontrato il Consiglio Generale dei gruppi di Preghiera, 30 persone da tutto il mondo, di cui dieci laici. Tra questi il nostro Paolo Provenzano. 

D.D.

 

Lo stendardo della Battaglia di La Maddalena può essere un ex-voto?

Il voto è una promessa deliberata e libera di un bene possibile e migliore fatta a Dio e deve essere adempiuto per la virtù della religione. Il voto è un atto di devozione, con cui il cristiano offre se stesso a Dio o gli promette un’opera buona. Mantenendo i suoi voti egli rende pertanto a Dio ciò che a lui è stato promesso e consacrato. Se con gli uomini bisogna mantenere le promesse ancor più con Dio. In occasione della “Battaglia di La Maddalena” nel 1793, nel difendere l’Isola dal tentativo di occupazione dei rivoluzionari francesi, ci fu un voto? È probabile. Lo fecero anche i Cagliaritani nella stessa circostanza. Certamente i Maddalenini hanno pregato come dimostra molto eloquentemente lo stendardo raffigurante il Crocifisso e, ai suoi piedi Maria Maddalena che intercede per il piccolo borgo di  La Maddalena, posto sotto Guardia Vecchia, con in grande la scritta “Per Dio e per il re vincere o morire”. Avranno fatto qualche promessa, un voto, se la loro preghiera fosse stata esaudita? È probabile. Forse la promessa di onorare maggiormente la Santa Patrona, quella di completare la chiesa costruita  in suo onore? La consegna dello storico stendardo alla chiesa, come attestano diversi documenti, e dove è stato custodito per un certo tempo, appare proprio come un ex-voto. Molto opportunamente sia il Comitato classe ’67 sia la famiglia Pengo-Manzoni hanno voluto che dal 23 febbraio di quest’anno, nella chiesa di Santa Maria Maddalena, sopra la porta d’ingresso della sacrestia, ci fosse un grande quadro, raffigurante lo storico

stendardo. Potrebbe rappresentare l’ex-voto riconoscente per la grazia ricevuta.

Antonio Remigio Pengo

 

   La religione degli stranieri

Su 587 cittadini stranieri iscritti all’anagrafe comunale al 31 dicembre 2017, pari al 5,2% della popolazione complessiva, il gruppo più numeroso continua a rimanere quello dei cittadini romeni forti di 242 persone, che sono praticamente la metà. A notevole distanza seguono i cittadini del Senegal (61), del Marocco (40), della Cina (33). Il numero di 27 sono gli ucraini, 21 i polacchi, 20 i francesi, 16 i cittadini Usa, 12 gli inglesi, e poi via via, in numero più contenuto, sono presenti cittadini di tutti i continenti, esclusa l’Oceania, complessivamente provenienti da ben 41 Stati diversi. Considerati per continenti ed aree politiche di provenienza, risultavano essere europei comunitari il 61,5% (paria 363 persone), l’88% dei quali provenienti dell’ex Europa dell’Est. In numero di 20 sono europei non comunitari, mentre sono 119 gli africani, 48 gli asiatici (di cui 33 cinesi), 16 gli statunitensi, 11 i sudamericani, i 10 centroamericani. E dal punto di vista religioso? Non essendo possibile avere riscontri sul loro orientamento religioso, se non in pochi casi, si può solo ragionare in termini generali e per ipotesi, tenendo in considerazione la o le religioni praticate negli stati di provenienza. Considerando tuttavia che ateismo, scetticismo, agnosticismo, indifferenza in genere, sono fenomeni che riguardano molte nazioni del mondo ... e molte religioni. Fatte queste doverose precisazioni si può dire che, orientativamente, circa il 60% degli stranieri residenti a La Maddalena siano di religione cristiano-ortodossa; che circa il 20% siano musulmani (tra sciiti e sunniti), che un 10% siano cristiano-cattolici, che il 7% siano cristiano-protestanti, e l’1,5% cristiano-anglicani. Tra i cittadini non italiani presenti all’Isola, sebbene in misura percentualmente minima, ci sono anche buddisti e taoisti.                               

Claudio Ronchi

 

 Lodi gioiose che non si odono più in un luogo a me tanto caro!

Oltrepassata la curva delle Scuole C.E.M.M., arrivati nel rettilineo “Ammiraglio Mirabello”. Negli anni ’50, presso l’antico ospedale Militare, che era protetto da un  lungo muro, esisteva una cappella meravigliosa dedicata alla Madonna.

Apparteneva alla Marina, era talmente custodita ed immersa nel silenzio, che quando ci si avvicinava, si provava grande serenità e nello stesso tempo un tantino di soggezione per il pullulare di militari che erano di servizio in quei dintorni. Abitavo in Piazza Faravelli (a Moneta). Quotidianamente, ad una cert’ora del pomeriggio, io, mia sorella ed alcune ragazze del luogo, ci riunivamo di fronte al minuscolo “ufficio postale” in attesa che due angeli, sotto le spoglie di suore: suor Maria e suor Elisa, venissero a prelevarci per accompagnarci a piedi alla Chiesa di Moneta, dove don Giuseppe Riva ed a volte un sacerdote biondo, ricciolino, don Cimino, 

 deceduto molto giovane, celebravano la S. Messa, conquistando il cuore di tutti i fedeli con il sorriso e per la loro bontà.

 Noi ragazze, dopo aver partecipato al Sacro Rito, aspettavamo il momento della lezione di catechismo che iniziava col segno della croce ed una breve preghiera.

 Suor Elisa, era la più severa, apriva il libro e pretendeva la nostra attenzione per poi interrogarci. Infine Suor Maria ci faceva mettere in fila per dirigerci verso la Cappella dell’Ospedale, accogliente, illuminata, ove cantavamo con l’animo traboccante di gioia, specialmente il giorno della S. Pasqua e per il S. Natale.

 Sull’altare il cappellano militare celebrava la S Messa di fronte alle autorità vestite con l’austera divisa e con le loro famiglie accanto che ci guardavano compiaciute, mentre immerse nel canto, rivolgevano lo sguardo alla Madre Celeste.

 Partecipava alla S. Messa anche qualche medico col camice bianco pronto per qualche emergenza.

 Alla fine della funzione religiosa, le due suore, dopo averci salutate, a passo svelto, col rosario ciondolante al fianco, andavano ad accudire gli ammalati che si trovavano nell’Ospedale stesso.

 Noi ragazze, soddisfatte per aver cantato con gioia, tornavamo in famiglia con buoni propositi, in attesa di esternare lodi a Maria, nuovamente al momento opportuno. Non avevamo particolari esigenze.  A quei tempi non esistevano cellulari e tutte le distrazioni moderneEravamo felici, appagate dalla vita semplice e da ciò che potevano offrirci i nostri genitori compreso l’insegnamento del più grande dovere verso la Chiesa.Tutti i giorni, per andare alle scuole medie, attendevamo il pullman di fronte al cancello dell’Arsenale. Dovevamo quindi attraversare il “Lungomare Mirabello”. Era lì che provavamo gioia nel vedere ad un certo punto, oltre il muro, il tetto della Cappella benedetta dove innalzavamo le nostre lodi.Dal finestrino del pullman, col viso rivolto verso quel luogo, ci veniva spontaneo farci il “segno della Croce”. Passando oggi per quel rettilineo, non esiste più il meraviglioso incanto.  Tutto appare come in un vago sogno.Sembra che un orrendo gigante pennello, abbia cancellato oltre quel muro, ciò che a tutt’ora sarebbe stato per noi, ex ragazzine della Frazione Moneta, diventate adulte ed abbastanza anziane, un impagabile ricordo. Nell’attraversare quel lungomare anonimo, la tristezza è il sentimento che ormai ci pervade.       

                         Anna Novelli

 

 

 

Condoglianze ai familiari di Salvatore Rau che è tornato alla casa del Padre celeste.

 

 

Avvisi

 Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

  1. Domenica 18 marzo ore 17.00 salone conferenze dell’Oasi Serena incontro per le famiglie con don Valerio Baresi sul tema: “I cinque linguaggi dell’amore. Come dire “Ti amo!” nella vita di coppia.” Matrimonio ed Eucaristia”.

 2. Lunedì 19 marzo

 Solennità di San Giuseppe sposo della beata Vergine Maria. S. Messa alle ore 8.00.

 Festa del papà.

 3. Martedì 20 marzo ore 18.00 Lectio Divina nella sala conferenze.

 4.Mercoledì 21 marzo ore 17.30 stazione quaresimale nella chiesa di Gesù Bambino di Praga a Due Strade.

 5.Giovedì 22 marzo ore 17.30 S. Messa per San Giovanni Paolo II.

 Ore 18.00 – adorazione della Croce.

 6.Venerdì 23 marzo - ore 17.00 Via crucis.

 7.Domenica 25 marzo Domenica delle Palme.

 Ore 9.00   Santa Messa

 Ore 10.00 Benedizione delle palme e degli ulivi nel giardino dell’Oasi Serena, processione e Santa Messa solenne. Non ci sarà la S. Messa a Stagnali.

 

 Avvisi

 Parrocchia Madonna della Medaglia Miracolosa

 1) Domenica 18 marzo

 * Ore 17.00 a Moneta nel salone conferenze, incontro interparrocchiale per le famiglie con padre Valerio sul tema: «I cinque linguaggi dell’amore. Come dire: “Ti amo!” nella vita di coppia». Sono invitate anche le persone vedove, quelle non sposate in chiesa o conviventi.

 2) Lunedì 19 marzo

 * Ore 18,30: Santa Messa nella Solennità di San Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria.

 3) Mercoledì 21 marzo

 * Ore 17,30: Stazione quaresimale presso la chiesa del Bambino di Praga (Due Strade). Il Confessore straordinario sarà presente lì un’ora prima.

 4) Venerdì 23 marzo

 * Ore 18,30: Via Crucis.

 5) Sabato 24 marzo

 * Ore 18,30: S.Messa della Domenica delle Palme con Benedizione e processione.

 

    

Avvisi

 Parrocchia Santa Maria Maddalena

  1) Domenica 18 marzo

 * Ore 17.00: incontro delle famiglie con padre Valerio sul tema: “I cinque linguaggi dell’amore. Come dire «Ti amo!» nella vita di coppia”. Sono invitate anche le persone vedove, quelle non sposate in chiesa o conviventi.

  2) Lunedì 19 marzo

 * Solennità di San Giuseppe sposo della beata Vergine Maria.

 * Ore 19.00 lectio divina tenuta da don Davide nella cappella dell’Istituto San Vincenzo.

  3) Mercoledì 21 marzo

 * Ore 09-12.00 il Confessore straordinario è disponibile a Santa Maria Maddalena

 * Ore 17,30: Stazione quaresimale nella chiesa del Bambino Gesù di Praga, il confessore sarà lì disponibile un’ora prima della Messa.

  4) Venerdì 23 marzo

 * Ore 16,30: Via crucis nella chiesa del Bambino di Praga.

 * Ore 17,15:Via Crucis a Santa Maria Maddalena.

  5) Sabato 24 marzo

 

* Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri.

  6) Domenica delle Palme 25 marzo

 *Ore 10,30, all’Istituto San Vincenzo, benedizione delle palme e processione verso la chiesa parrocchiale

 *Giornata della Gioventù.

 * La festa dell’Annunciazione è posticipata al giorno 9 aprile

  7) Con i giornali Famiglia Cristiana e Credere supplemento e libro allegato sui cinque anni di pontificato di Papa Bergoglio.

  8) Dal 2 al 10 maggio pellegrinaggio parrocchiale a San Giovanni Rotondo ed Assisi. Per informazioni rivolgersi a Paolo Provenzano al 3403596991.

 

 

 

 

M A G I S T E R O

 

 DIO È CON NOI, PER QUESTO CI RALLEGRIAMO

  La IV domenica di Quaresima, chiamata “laetare”, cioè “rallegrati”, perché così è l’antifona d’ingresso della liturgia eucaristica che ci invita alla gioia: «Rallegrati, Gerusalemme […]. Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza». Quale è il motivo di questa gioia? Il motivo è il grande amore di Dio verso l’umanità, come ci indica il Vangelo di oggi: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). Queste parole, pronunciate da Gesù durante il colloquio con Nicodemo, sintetizzano un tema che sta al centro dell’annuncio cristiano: anche quando la situazione sembra disperata, Dio interviene, offrendo all’uomo la salvezza e la gioia. Dio, infatti, non se ne sta in disparte, ma entra nella storia dell’umanità, si “immischia” nella nostra vita, entra, per animarla con la sua grazia e salvarla.

 Siamo chiamati a prestare ascolto a questo annuncio, respingendo la tentazione di considerarci sicuri di noi stessi, di voler fare a meno di Dio, rivendicando un’assoluta libertà da Lui e dalla sua Parola. Può capitare di essere presi dall’angoscia, dall’inquietudine per il domani, dalla paura della malattia e della morte. Questo spiega perché tante persone, cercando una via d’uscita, imboccano a volte pericolose scorciatoie come ad esempio il tunnel della droga o quello delle superstizioni o di rovinosi rituali di magia. È bene conoscere i propri limiti, le proprie fragilità, dobbiamo conoscerle, ma non per disperarci, ma per offrirle al Signore; e Lui ci aiuta nella via della guarigione, ci prende per mano, e mai ci lascia da soli, mai! Dio è con noi e per questo mi “rallegro”, ci “rallegriamo” oggi: “Rallegrati, Gerusalemme”, dice, perché Dio è con noi.

 E noi abbiamo la vera e grande speranza in Dio Padre ricco di misericordia, che ci ha donato il suo Figlio per salvarci, e questa è la nostra gioia. Abbiamo anche tante tristezze, ma, quando siamo veri cristiani, c’è quella speranza che è una piccola gioia che cresce e ti dà sicurezza. Noi non dobbiamo scoraggiarci quando vediamo i nostri limiti, i nostri peccati, le nostre debolezze: Dio è lì vicino, Gesù è in croce per guarirci. Questo è l’amore di Dio. Guardare il Crocifisso e dirci dentro: “Dio mi ama”. È vero, ci sono questi limiti, queste debolezze, questi peccati, ma Lui è più grande dei limiti e delle debolezze e dei peccati. Non dimenticatevi di questo: Dio è più grande delle nostre debolezze, delle nostre infedeltà, dei nostri peccati. E prendiamo il Signore per mano, guardiamo il Crocifisso e andiamo avanti.

 

(Angelus - IV Domenica di Quaresima 04/03/2018)

 

 

 

IL PAPA ALLA COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO

 

BUON-SAMARITANO-17032018 A ciascuno di voi, qualunque sia la sua età, è dato almeno un talento. Su di esso è scritto il carisma di questa comunità, carisma che, quando venni qui nel 2014, ho sintetizzato in queste parole: preghiera, poveri e pace. E aggiungevo: «Camminando così, aiutate a far crescere la compassione nel cuore della società – che è la vera rivoluzione, quella della compassione e della tenerezza, quella che nasce dal cuore –, a far crescere l’amicizia al posto dei fantasmi dell’inimicizia e dell’indifferenza».

   Preghiera, poveri e pace: è il talento della Comunità, maturato in cinquant’anni. Lo ricevete nuovamente oggi con gioia. Nella parabola di Mt 25,14 , però, un servo nasconde il talento in una buca e si giustifica così: «Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra». Quest’uomo non ha saputo investire il talento nel futuro, perché si è fatto consigliare dalla paura.

 Il mondo oggi è spesso abitato dalla paura - anche dalla rabbia, diceva il professor Riccardi, che è sorella della paura. È una malattia antica: nella Bibbia ricorre spesso l’invito a non avere paura. Il nostro tempo conosce grandi paure di fronte alle vaste dimensioni della globalizzazione. E le paure si concentrano spesso su chi è straniero, diverso da noi, povero, come se fosse un nemico. Si fanno anche dei piani di sviluppo delle nazioni sotto la guida della lotta contro questa gente. E allora ci si difende da queste persone, credendo di preservare quello che abbiamo o quello che siamo. L’atmosfera di paura può contagiare anche i cristiani che, come quel servo della parabola, nascondono il dono ricevuto: non lo investono nel futuro, non lo condividono con gli altri, ma lo conservano per sé: “Io appartengo alla associazione tale…; io sono di quella comunità…”; si “truccano” la vita con questo e non fanno fiorire il talento.

 Se siamo da soli, siamo presi facilmente dalla paura. Ma il vostro cammino vi orienta a guardare insieme il futuro: non da soli, non per sé. Insieme con la Chiesa. Avete beneficiato del grande impulso alla vita comunitaria e all’essere popolo di Dio venuto dal Concilio Vaticano II . La vostra Comunità, nata alla fine degli anni Sessanta, è figlia del Concilio, del suo messaggio e del suo spirito.

 So che pregate e operate per la pace. Pensiamo ai dolori del popolo siriano, l’amato e martoriato popolo siriano, di cui avete accolto in Europa i rifugiati tramite i “corridoi umanitari”. Com’è possibile che, dopo le tragedie del ventesimo secolo, si possa ancora ricadere nella stessa assurda logica? Ma la Parola del Signore è luce nel buio e dà speranza di pace; ci aiuta a non avere paura anche di fronte alla forza del male.

 La Parola di Dio è la lampada con cui guardare il futuro, anche di questa Comunità.

 Da quando la vostra Comunità è nata, il mondo è diventato “globale”: l’economia e le comunicazioni si sono, per così dire, “unificate”. Ma per tanta gente, specialmente poveri, si sono alzati nuovi muri. Le diversità sono occasione di ostilità e di conflitto; è ancora da costruire una globalizzazione della solidarietà e dello spirito. Il futuro del mondo globale è vivere insieme: questo ideale richiede l’impegno di costruire ponti, tenere aperto il dialogo, continuare a incontrarsi.

 Non è solo un fatto politico o organizzativo. Ciascuno è chiamato a cambiare il proprio cuore assumendo uno sguardo misericordioso verso l’altro, per diventare artigiano di pace e profeta di misericordia. Il samaritano della parabola si occupò dell’uomo mezzo morto sulla strada, perché «vide e ne ebbe compassione» (Lc 10,33). Il samaritano non aveva una specifica responsabilità verso l’uomo ferito, ed era straniero. Invece si comportò da fratello, perché ebbe uno sguardo di misericordia. Il cristiano, per sua vocazione, è fratello di ogni uomo, specie se povero, e anche se nemico. Non dite mai: “Io che c’entro?”. Bella parola per lavarsi le mani! “Io che c’entro?”. Uno sguardo misericordioso ci impegna all’audacia creativa dell’amore, ce n’è tanto bisogno! Siamo fratelli di tutti e, per questo, profeti di un mondo nuovo; e la Chiesa è segno di unità del genere umano, tra popoli, famiglie, culture.

 Oggi, ancora di più, continuate audacemente su questa strada. Continuate a stare accanto ai bambini delle periferie con le Scuole della Pace, che ho visitato; continuate a stare accanto agli anziani: a volte sono scartati, ma per voi sono amici. Continuate ad aprire corridoi umanitari per i profughi della guerra e della fame. I poveri sono il vostro tesoro!

 

L’apostolo Paolo scrive: «Nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro [...] Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio». È il senso profondo della vostra storia fino a oggi, ma è soprattutto la chiave con cui affrontare il futuro. Siate sempre di Cristo nella preghiera, nella cura dei suoi fratelli più piccoli, nella ricerca della pace, perché Egli è la nostra pace. Egli camminerà con voi, vi proteggerà e vi guiderà!

 

(Discorso alla Comunità di Sant’Egidio in occasione del 50° anniversario di fondazione - Domenica, 11 marzo 2018)

 

 

 

LA SANTA MESSA - LITURGIA EUCARISTICA: "PADRE NOSTRO" E FRAZIONE DEL PANE

 

EUCCARESTIA-1703218 Con la recita comunitaria del “Padre nostro” cominciano i riti di Comunione, prolungando la lode e la supplica della Preghiera eucaristica. È la grande preghiera che ci ha insegnato Gesù. Quando noi preghiamo col “Padre Nostro”, preghiamo come pregava Gesù. È la preghiera che ha fatto Gesù, e l’ha insegnata a noi; quando i discepoli gli hanno detto: “Maestro, insegnaci a pregare come tu preghi”. Formati al suo divino insegnamento, osiamo rivolgerci a Dio chiamandolo “Padre”, perché siamo rinati come suoi figli attraverso l’acqua e lo Spirito Santo. Nessuno, in verità, potrebbe chiamarlo familiarmente “Abbà” – “Padre” – senza essere stato generato da Dio, senza l’ispirazione dello Spirito, come insegna san Paolo . Quante volte c’è gente che dice “Padre Nostro”, ma non sa cosa dice.

 

Nella Preghiera del Signore - nel “Padre nostro” - chiediamo il «pane quotidiano», nel quale scorgiamo un particolare riferimento al Pane eucaristico, di cui abbiamo bisogno per vivere da figli di Dio. Imploriamo anche «la remissione dei nostri debiti», e per essere degni di ricevere il perdono di Dio ci impegniamo a perdonare chi ci ha offeso. E questo non è facile. È una grazia che dobbiamo chiedere: “Signore, insegnami a perdonare come tu hai perdonato me”. Con le nostre forze noi non possiamo: è una grazia dello Spirito Santo perdonare.

 In effetti, quanto chiediamo nel “Padre nostro” viene prolungato dalla preghiera del sacerdote che, a nome di tutti, supplica: «Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni». E poi riceve una sorta di sigillo nel rito della pace: per prima cosa si invoca da Cristo che il dono della sua pace – così diversa dalla pace del mondo - faccia crescere la Chiesa nell’unità e nella pace, secondo la sua volontà; quindi, con il gesto concreto scambiato tra noi, esprimiamo «la comunione ecclesiale e l’amore vicendevole, prima di comunicare al Sacramento» .

 Il gesto della pace è seguito dalla frazione del Pane . Compiuto da Gesù durante l’Ultima Cena, lo spezzare il Pane è il gesto rivelatore che ha permesso ai discepoli di riconoscerlo dopo la sua risurrezione.

 La frazione del Pane eucaristico è accompagnata dall’invocazione dell’«Agnello di Dio», figura con cui Giovanni Battista ha indicato in Gesù «colui che toglie il peccato del mondo». L’immagine biblica dell’agnello parla della redenzione. Nel Pane eucaristico, spezzato per la vita del mondo, l’assemblea orante riconosce il vero Agnello di Dio, cioè il Cristo Redentore, e lo supplica: «Abbi pietà di noi … dona a noi la pace».

 (Udienza Generale - Mercoledì 14/03/2018)

 

 

 


Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 

 
Copyright © 2018 parrocchia mariamaddalena. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
 

LOGO-250-ANNI-PARROCCHIA

 

FESTIVITA'-SMM-07072018

pulsante facebook

EVENTI-SMM-07072018-SMAL

lamaddalenadontbeafraid