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n° 6 Sabato 17 Febbraio 2018

EDITORIALE

 Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti. (Mt6 24,12)

 PAPA-QUARESIMA-2018Questa frase si trova nel discorso di Gesù che riguarda la fine dei tempi. Egli descrive la situazione in cui potrebbe trovarsi la comunità dei credenti. Sorgeranno falsi profeti che inganneranno molti, tanto da minacciare  di spegnere nei cuori la carità che è il centro di tutto il Vangelo. Essi sono come “incantatori di serpenti”. Quanti figli di Dio sono suggestionati dalle lusinghe del piacere di pochi istanti, che viene scambiato per felicità. Incantati dall’illusione del denaro che li rende schiavi del profitto. Quanti vivono pensando di bastare a se stessi e cadono preda della solitudine. Altri falsi profeti sono come “ciarlatani” che offrono soluzioni semplici e inefficaci alle sofferenze umane: a quanti giovani  è offerto il falso rimedio della droga, di relazioni “usa e getta”, di guadagni facili ma disonesti! Questi truffatori che offrono cose senza valore, tolgono invece ciò che è più prezioso come la dignità, la libertà e la capacità di amare. Quali sono i segni che ci indicano che in noi l’amore rischia di spegnersi? Anzitutto l’avidità per il denaro, radice di tutti i mali, ad essa segue il rifiuto di Dio, della sua Parola e dei Sacramenti. Tutto ciò si tramuta in violenza contro coloro che sono ritenuti una minaccia alle nostre certezze: il bambino non ancora nato, l’anziano malato, l’ospite di passaggio, lo straniero. Anche il creato è testimone silenzioso di questo raffreddamento della carità: la terra è avvelenata da rifiuti gettati per incuria e interesse. L’amore si raffredda anche nelle nostre comunità. I segni più evidenti di questa mancanza di amore sono: l’accidia egoista, il pessimismo sterile, la tentazione di isolarsi e di impegnarsi in continue guerre fratricide. Cosa fare? Pregare per scoprire, alla luce della Parola di Dio, le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi. L’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello. Il digiuno toglie forza alla nostra debolezza e ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano dello stretto necessario. La luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito. Il nutrirci del Pane eucaristico consentirà al nostro cuore di tornare ad ardere di fede, di speranza e di carità.

(Dal Messaggio per la Quaresima di Papa Francesco)

 

 

RAGGI DI SOLE

 L’AIUTINO

AIUTINO-17022018 Maria era la bambina più bassa della scuola media che frequentava, aveva un temperamento non competitivo e nessuna passione per lo studio. Ogni volta che sceglieva una materia parascolastica dalla pallacanestro al teatro si sentiva dire: «Forse la prossima volta». Nonostante ciò, ogni anno tornava alla carica più determinata che mai: «Mamma, vorrei far parte di una squadra e ho deciso di tentare con ogni sport finché non riesco a farcela». Anche se non era appariscente, aveva tante qualità: consolava spesso gli amici in difficoltà sapeva mescolare i colori, le forme e i tessuti; e con una semplice battuta scioglieva le situazioni più tese. Andava spesso a leggere i fogli affissi alla porta della palestra, ma il suo nome non compariva mai nelle liste. Infine informò i genitori che avrebbe tentato con la pallavolo. «La pallavolo!», gemette la mamma con il papà. «Il naso le arriva a malapena all'altezza della rete». Maria compensava con l'impegno e l'allenamento ciò che le mancava in altezza e in forza fisica. Riuscì a evitare di essere eliminata alle prime selezioni. Un giorno tornò a casa con gli occhi gonfi. «L'allenatrice dice che se gioco nella squadra B sarò il capitano della squadra e giocherò in tutte le partite» disse sospirando. Fu difficile per Maria adattarsi alla squadra B. Tutti i suoi compagni erano di prima e seconda media. Ciononostante continuava a impegnarsi con tutte le sue forze. Fino alla vigilia della prima partita, quando, la sera, entrò dalla porta come un fulmine. «Sono una frana», disse tra i singhiozzi. «Non so schiacciare. Non so rilanciare. Non so nemmeno lanciare il pallone al di sopra la rete. Mamma, non sono nemmeno capitano. Il capitano è un'alunna di seconda media. Non voglio giocare!» Quella sera fece la preghiera più breve che avesse mai fatto: «Domani, giocherò, Signore. Io ce l'ho messa tutta. Ti chiedo solo un aiutino. Amen». Il giorno dopo, quando iniziò la partita, con una battuta insidiosa il pallone fu lanciato proprio a lei. Maria lo ribatté al di là della rete. Pochi secondi dopo ci fu un'altra battuta e di nuovo Maria riuscì a evitare che le avversarie segnassero un punto. Ogni volta che il pallone le si avvicinava, riusciva a respingere una battuta o a evitare che le altre segnassero un punto. Poi toccò a lei la battuta. Segnò cinque punti prima che qualcuno riuscisse ad interrompere quella serie di battute fortunate. Presto tutti gli spettatori presenti nella palestra cominciarono a guardare la «ragazzina». Al momento del fischio finale, la squadra B aveva sconfitto duramente la squadra avversaria. Vi fu uno scrosciare di applausi in gradinata e la squadra di Maria la portò in trionfo fuori del campo di gioco. «Te lo dico io, sei una grande giocatrice di pallavolo», le disse il preside della scuola stringendole la mano. Maria si voltò verso il cielo, con i grandi occhi verdi pieni di lacrime. Aveva capito. Sapeva di non aver mai giocato a pallavolo in quel modo prima di allora, e sapeva che probabilmente non avrebbe più giocato così, ma non importava. Dentro di lei sapeva che Dio, nella sua onnipotenza, aveva dato un aiutino alla più bassa della scuola. Ci sarà sempre un “aiutino” anche per te, chiunque tu sia.                                                 

Don Paolo Piras

 

 

 I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ La Candelora, Giornata della Vita Consacrata

Il 2 febbraio, abbiamo celebrato la festa della Presentazione del Signore Gesù al tempio di Gerusalemme, da parte di Maria e Giuseppe, 40 giorni dopo la nascita. La festa è chiamata anche Candelora perché si benedicono le candele e si fa una processione con le candele accese mentre la chiesa rimane al buio. Anche quest’anno, nella parrocchia di Santa Maria Maddalena, la processione si è svolta intorno alla chiesa acclamando Cristo luce delle genti. Così lo aveva proclamato, mosso dallo Spirito Santo, il vecchio Simeone  stringendo il bambino tra le braccia. In quel giorno si celebra la Giornata della Vita  Consacrata. E’ la festa delle nostre cinque suore, Figlie della Carità. Esse aprivano la processione e la loro candela infiorata è rimasta accesa su cinque candelieri durante tutta la Messa come segno della loro consacrazione al Signore. La Giornata è un invito per tutti i fedeli a ringraziare il Signore  per il dono alla Chiesa e alla società della vita consacrata. Che sarebbe a La Maddalena se non ci fossero le suore? Serve a promuovere la conoscenza e la stima della vita consacrata che più fedelmente imita la forma di vita di Gesù vergine, povero ed obbediente. La presenza di persone consacrate, fedeli alla loro vocazione, è per tutta la comunità cristiana  un impulso ad una maggiore coerenza evangelica ed insieme segno e anticipazione della vita futura.

 

■Ricorrenza Beatificazione Suor Giuseppina Nicoli

MESSA-BEATA-SUOR-NICOLI“Le mie compagne – scrive da Cagliari suor Giuseppina Nicoli alla mamma anziana – si occupano di una sessantina di piccioccus de crobi ( ragazzi della cesta, giovani facchini a buon mercato, che nella Cagliari dei primi anni del novecento sbarcavano il lunario portando a casa le pesanti borse della spesa delle signore, in cambio di qualche soldo) che noi però chiamiamo marianelli, ossia monelli della Madonna. Sono poveri ragazzi, a cui nessuno pensa, disprezzati da tutti, che dormono sotto qualche portico, stracciati, sudici, che non sanno che dare e ricevere pugni.. Ebbene dacchè le mie buone compagne si occupano di loro con materno affetto ed insegnano loro il catechismo, li conducono a Messa, si direbbero trasformati.” Suor Nicoli non ha incentrato su di se il disegno di redimere quei ragazzi di strada, ma ha messo in movimento l’intera comunità delle sue sorelle vincenziane, tanto da offrire loro quella famiglia che non avevano mai avuto e ritrovare il calore umano di una comunità fraterna, disponibile ed attenta alle loro necessità. Quei giovani si sentirono amorevolmente accolti e ne restarono conquistati. Don Domenico, nel corso dell’omelia della Messa in memoria della Beata Suor Giuseppina Nicoli, celebrata presso la Chiesa del Bambino Gesù il 5 febbraio, ha ricordato la gioia della Beata di servire i poveri nei giovani abbandonati e nelle ragazze bisognose di formazione umana e cristiana. La vita di suor Nicoli, ha continuato il Parroco, è una sfida per il nostro tempo. Anche oggi, in un cambio generazionale assai più frammentato e veloce, i giovani e gli adolescenti necessitano di essere guidati ed accompagnati. Dei disoccupati e degli emarginati si prende cura presso la nostra comunità proprio la Casa di Accoglienza Suor Nicoli, che offre loro, unitamente ad un pasto e ad un luogo in cui dormire, tanto calore ed affetto umano ed insegnamento di vita.

Hanno partecipato alla Santa Messa le Suore dell’Istituto San Vincenzo, ancora addolorate per la recente dipartita della cara Suor Luisa. Ha animato la Messa il Coro del Bambino Gesù. 

Prof. Gianfranco Impagliazzo

 

■A Moneta: una grande famiglia in festa!

Domenica 4 febbraio nella chiesa di Moneta, la comunità tutta , insieme al suo parroco don Andrea Domanski, ha dato vita ad una giornata speciale festeggiando insieme la famiglia. E come il sole, facendo capolino tra le nuvole, ha cominciato a scaldare, così si sono scaldati i nostri cuori durante l'emozionante celebrazione. Bello ripetere insieme le promesse matrimoniali, scambiarsi di nuovo gli anelli e suggellare il tutto con un bacio da parte delle coppie presenti che erano veramente tante: giovani e meno giovani, ma tutti uniti nel vincolo dell'amore! È questo un appuntamento al quale non si può mancare per rafforzare il reciproco amore e riscoprire il rapporto con Dio Padre. Per una straordinaria coincidenza, domenica era anche la giornata per la vita , per sensibilizzare e porre l'attenzione proprio alla bellezza della vita accolta come dono di Dio e per sottolineare ancora meglio questo aspetto, nella stessa celebrazione c' è stato il battesimo della piccola Silvia Maria, altro motivo di emozione. Sono state anche benedette le coppie dei fidanzati presenti che dovranno sposarsi entro l'anno. Hanno reso gioiosa la celebrazione le voci del coro S. Giovanni Paolo ed hanno concelebrato don Domenico Degortes e don Valerio Baresi, colui che dopo la messa ha tenuto una conferenza sugli atteggiamenti fondamentali a cui ci si deve educare nella vita di coppia. Conferenza dove non sono mancate anche le battute spiritose , tra gli insegnamenti interessanti dell'esperto don Valerio. Poi, come in ogni famiglia ci si riunisce intorno al tavolo per condividere e stare bene insieme, così  abbiamo fatto tutti noi, circa 120 persone riunendoci per gustare un'eccellente pranzo preparato e servito dalla commissione famiglia e dagli animatori. Come ha detto don Andrea nella preghiera iniziale, la tavola è un posto che unisce, non a caso anche Gesù ha istituito l'Eucaristia intorno ad una tavola! Una giornata memorabile dunque trascorsa insieme come una grande famiglia!       

                                        Maria Vitiello

 

Sintesi della conferenza-dibattito di don Valerio Baresi nella Festa della Famiglia del 04 Febbraio c/o la parrocchia di Moneta davanti ad una numerosa assemblea di famiglie e coppie di fidanzati. "10 Atteggiamenti fondamentali per la vita di coppia":

1. Il mio primo obbiettivo sarà amarti. Tutto il resto lo decideremo in base a questo e farò di tutto per amarti come tu vuoi essere amato/a.

2. Voglio vivere questo giorno con te come fosse l'ultimo giorno della mia vita.

3. So che tu gioisci profondamente nel sentirti necessario/a, importante, apprezzato/a, capace di donarmi, e insegnarmi qualcosa.  Soddisferò queste tue esigenze.

4. Ti darò la priorità su tutto: professionale, figli, genitori, hobby e amici, trattandosi come la persona più importante della terra: sarai il mio re/la mia regina.

5. Sarò particolarmente attento al nostro essere "Una sola carne", "coppia", per non tornare poco a poco ad essere "scapolo/nubile": tutto quello che deciderò e che farò, sarà frutto del nostro dialogo.

6. Voglio dirti sempre tutto, al momento giusto e senza feriti, comunicandoti i miei sentimenti e non cercando colpevoli. Ti ascolterò con grande attenzione per comprenderti.

7. Non accetterò di addormentarmi senza averti prima regalato il mio perdono e accolto il tuo.

8. Non mi accontenterò di pregare da solo e con la Comunità Cristiana: quotidianamente innalzerò a Dio la preghiera insieme a te.

9. Conosco l'importanza e il calore della stima, dei complimenti e delle carezze: desidero donartele con abbondanza, accettarle senza sminuirle e chiedertelo riconoscendone il bisogno.

10. Voglio avere verso la mia vita un atteggiamento positivo e affettuoso per volermi davvero bene, perché tu possa avere a fianco una persona viva e amabile: da qui comincerà la mia fedeltà per te.

"Se faremo ciò per 30 giorni lo faremo per il resto della vita".

 

■ Origine della Parrocchia

Quel 14 ottobre 1767, con la truppa e i marinai del Regno di Sardegna che occuparono le isole di Maddalena e Caprera c’era anche un cappellano, il campidanese don Michele Demontis. Era stato nominato dal vescovo di Ampurias e Civita, mons. Pietro Paolo Carta, su richiesta della Corte Viceregia di Cagliari, che l’aveva fatto imbarcare, al seguito della spedizione, perché potesse dare assistenza spirituale, tanto ai militari occupanti quanto alla popolazione che abitava le due isole, 120 anime circa a Maddalena e circa 70 a Caprera. Fino ad allora per battezzare i bambini e per i matrimoni gli isolani dovevano andare Bonifacio, ma ancor peggio, quando uno moriva (e allora si moriva molto facilmente, soprattutto per malattie ed epidemie ma anche di morte violenta), difficilmente poteva avere l’estrema unzione, né da moribondo né da morto, perché di preti in zona non ce n’erano. Il più vicino era o a Bonifacio o a Tempio. Oltretutto, per seppellirlo, bisognava portarlo a San Michele del Liscia, vicino Palau, risalendo il fiume. Quando si celebrò la prima Messa? E dove? Sicuramente all’aperto o sotto una tenda, in zona della Guardia (attuale Trinita), forse, oppure a Cala Chiesa dove alcune delle navi del Regno di Sardegna quel mercoledì avevano attraccato. Il 14 ottobre 1767 era infatti un mercoledì. La conquista della Maddalena, senza colpo ferire, col saluto degli isolani (“Viva chi vince”) avvenne a tarda sera e da alcune relazioni si deduce che la giornata fosse piuttosto autunnale, con basse temperature. Per cui c’è da ritenere che la “Messa di Ringraziamento”, don Michele Demontis, l’abbia celebrata il giorno successivo, cioè giovedì o meglio, ancora più plausibilmente, la domenica successiva. Certamente una Messa fu celebrata nel giorno di domenica 18 ottobre 1767, e fu in latino. La presenza di un prete nominato dal vescovo di Ampurias, prima di fatto e poi, pochi mesi dopo, di diritto, comportò il passaggio delle “isole e dei loro abitanti” sotto la giurisdizione ecclesiastica “sarda” e non più “corsa”. La Parrocchia di Santa Maria Maddalena, istituita nel gennaio del 1768, era ancora senza chiesa (la costruzione iniziò qualche mese più tardi, nella zona alta dell’isola di Maddalena, dove maggiore era la presenza di persone e dove più consistente era la guarnigione militare. L’esistenza della parrocchia determinò anche l’apertura dei registri parrocchiali, di fatto di stato civile, i primi e più antichi pervenutici. Nati, morti, matrimoni, ai quali si aggiunsero quelli delle cresime e delle prime comunioni. Registri che, per decenni e decenni, tornarono utili alle stesse autorità militari e civili. Il Natale del 1767 (di 250 anni fa), a meno di due mesi e mezzo dall’occupazione militare, fu decisamente diverso i per circa 200 corso-maddalenini che abitavano le isole. Intanto perché dovettero sentirsi un po’ più sicuri dal rischio delle temute incursioni islamico-barbaresche; e poi perché il nuovo prete, il canonico Virgilio Mannu, arrivato da pochi giorni in sostituzione del primo (don Demontis se n’era andato quasi subito), dovette celebrare, per la prima volta, la messa di Natale. Se così fu, com’ è assai probabile che sia stato, fu quello il primo momento in cui militari e civili si trovarono insieme, e fu quello il primo momento – l’embrione – dal quale derivò il carattere simbiotico delle due comunità (la prima volta sotto l’egida della chiesa), che è poi proseguito per 250 anni successivi, fino ad oggi. (continua…) 

 Claudio Ronchi

 

“Il Vento” ha cessato. A far data dal 31 dicembre scorso il settimanale Il Vento ha cessato le pubblicazioni. La crisi economica in generale e maddalenina in particolare, i costi di stampa, amministrativi e fiscali, nonché il graduale ma inarrestabile spostamento dei lettori verso la comunicazione Web, hanno indotto l’editore a questa triste ma inevitabile decisione. Nato nell’anno Santo 2000 come supplemento del periodico diocesano Gallura e Anglona (le cui pubblicazioni sono state sospese alla fine dello scorso anno) e pubblicato quindicinalmente, dalle due pagine iniziali è cresciuto fino ad essere stampato con 14 pagine, che non si occupavano più e solo di fatti e cronache parrocchiali ma spaziavano tra le varie problematiche della città. Nel marzo del 2006 Il Vento è diventato testata giornalistica autonoma, passando dalle pubblicazioni quindicinali a quelle settimanali. Per 17 anni, e in particolare negli ultimi 11 anni ha svolto un ruolo non marginale nell’informazione locale grazie al contributo di tante persone che vi hanno collaborato.

 

Condoglianze ai familiari di Anna Marruseddu, Giuseppina Bifulco ved. Catte, Cesare Coccia, Alba Solinas e Caterina Noce ved. Dessì che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Lunedì 19 febbraio

* Lectio divina ore 19.00 all’Istituto San Vincenzo.

 2) Martedì 20 febbraio

* Ore 20,30: catechesi neocatecumenale, nella biblioteca parrocchiale.

 3) Mercoledì 21 febbraio

* Dalle ore 9,30 alle 12.00: confessore straordinario nella chiesa di Santa Maria Maddalena.

* Ore 17,30: Stazione quaresimale interparrocchiale alla Trinita. Il predicatore sarà disponibile alla Trinita dalle ore 16,30 per le confessioni.

 4) Giovedì 22 febbraio

* Festa della cattedra di san Pietro.

* Ore 18,30: corso per lettori della liturgia, nella biblioteca parrocchiale.

 5) Venerdì 23 febbraio

* Giornata di preghiera e digiuno indetta da papa Francesco per la pace nella Repubblica Democratica del Congo, nel Sud Sudan e in Siria.

* Ore 17,15 Via Crucis.

* Ore 18.00: Messa di ringraziamento per la liberazione di La Maddalena dall’invasione dei rivoluzionari francesi il 23 febbraio del 1793, nel 250° della parrocchia, con benedizione del quadro raffigurante lo storico stendardo. (Nella chiesa del Bambino Gesù, Due Strade, non ci sarà né Via  Crucis né Messa).

* Seguirà la conferenza di dr. Claudio  Ronchi su “La battaglia di La Maddalena”.

 6) Domenica 25 febbraio nell’oratorio San Giovanni Bosco ore 17.00 incontro per le famiglie con don Valerio Baresi sul tema “Corrosivi del rapporto della coppia”.

 7) Dal 17 al 19 marzo pellegrinaggio a Bastia ed Ajaccio (Corsica) per la festa della Madonnuccia, patrona di Ajaccio. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano al 3491534378.

 


Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 

  Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Martedì 20 febbraio ore 18.00 Lectio Divina nella sala conferenze.

2. Mercoledì 21 febbraio  ore 17.30 stazione quaresimale nella chiesa della SS. Trinità.

3. Giovedì 22 febbraio ore 17.30. S. Messa e veglia di preghiera per S. Giovanni Paolo II.

4. Venerdì 23 febbraio Giornata di preghiera e digiuno per la pace voluta da Papa Francesco.

Ore 17.00 Via Crucis

5. Domenica 25 febbraio nell’oratorio San Giovanni Bosco ore 17.00 incontro per le famiglie con don Valerio Baresi sul tema “Corrosivi del rapporto della coppia”

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