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n° 49 Sabato  9 Dicembre2017

 

EDITORIALE

 AVVENTO, TEMPO FORTE.

 L’Avvento è fermento, un tempo apparentemente tranquillo ma pieno di attività, è il tempo che  prepara il Natale. E’ cominciato da una settimana. Il Comune adorna le strade di luminarie, i negozianti le loro vetrine, i genitori pensano i doni per i figli, in tante case si prepara il presepio e naturalmente nelle chiese, il Comitato lo sta preparando nella chiesa di Santa Maria Maddalena, le catechiste hanno predisposto in chiesa l’albero dei doni per i poveri, la Caritas organizza una vendita di beneficenza, i cori preparano i canti di Natale. C’è chi ha deciso di confessarsi, di partecipare  alla novena di Natale, alla lectio divina, si preparano concerti, gli alunni delle scuole preparano rappresentazioni natalizie. In chiesa ci sono, vicino all’altare, quattro candele viola, la “corona di Avvento”. La terza domenica il colore della liturgia da viola si riveste di rosa per dire la gioia del Natale ormai vicino. In quella domenica i bambini portano in chiesa a benedire il Bambinello da collocare poi nel presepe. Insomma è tutto un fervore di opere. Tutto converge sul Natale. Di chi? Di Gesù Cristo. E’ il suo compleanno. Lui è il Signore della storia. Contiamo gli anni dalla sua nascita, avanti Cristo e dopo Cristo. Quest’anno celebriamo il suo 2017° compleanno. E’ possibile fare una festa senza il festeggiato? Per molti è proprio così. Seguono una tradizione, partecipano a delle belle usanze, ma queste sono senz’anima, manca il festeggiato. Per fortuna, non sempre è così. Ci sono quelli che mettono al primo posto il Festeggiato e tutto orientano verso di lui. Si preparano a celebrare la sua venuta ed insieme si preparano alla sua seconda venuta, quella promessa dell’ultimo giorno. Se tanto bene ha portato la prima venuta quanto più ne porterà la seconda; allora ogni uomo vedrà la sua salvezza. C’è anche una venuta intermedia, nella potenza dello Spirito, misteriosa che solo pochi riconoscono. Egli viene  nella Parola, nel Pane, nel Prossimo. Beati quelli che lo riconoscono e lo accolgono con amore, già pregustano la sua salvezza. Dove giunge l’acqua dello suo Spirito tutto rifiorisce.

                             D.D.

 

RAGGI DI SOLE

LA GIOSTRA

GIOSTRA-12122017Quando da piccoli d’estate si andava con i genitori per i bagni all’isola di S. Stefano, remando sulla barca a forma di canoa, noi figli fremevamo dal desiderio di poterci immergere al più presto nel cristallino mare della spiaggia. Usciti poi dall’acqua, ci stendevamo al sole sulla sabbia e ci divertivamo a scavare per raccogliere minuscole conchiglie da collezionare. Dopo, a turno, babbo ci sollevava per le mani e ci faceva roteare in alto come in una giostra. A me soprattutto quel gioco procurava molti brividi e vertigini, ma l’ebbrezza di quel volteggiare nell’aria s’intrecciava con la gioia di sentirmi afferrato da mani sicure che mi infondevano coraggio. Anche oggi, nella vita quotidiana, mi succede così: a casa, per la strada, in Chiesa, ovunque mi trovi, ho l’impressione di sentirmi continuamente preso per mano e fatto roteare in un vortice d’imprevisti, di contrattempi, di sorprese, d’incontri a volte poco piacevoli… Eppure tutto ciò, anche se scomodo, mi si rivela “provvidenziale”, perché avverto che le mie mani sono ancora afferrate da un Padre forte e buono, così buono e così forte che anche nella tempesta più furiosa mi fa sentire protetto dalla sua tenerezza infinita. Un Padre che mi fa “volteggiare nell’aria” per rendermi libero da ogni laccio terreno, leggero e svincolato da ogni zavorra inutile, che renderebbe più faticoso e pieno di insidie il mio nuotare in questo mare della vita così frequentemente sconvolto dal vento delle tentazioni e abbagliato da illusori miraggi. Il canto ammaliante delle “sirene” del mondo è vinto dalla soave armonia degli Angeli Custodi. Le mani che guidano i miei passi, anche nei sentieri più tortuosi, non tremano e mi tengono al sicuro da ogni pericolo. E in queste mani grandi e calde mi rannicchio la sera per riposare come un bimbo nel grembo materno. “Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò timore?” (Salmo 26) Carissimi amici abbandoniamoci insieme “in queste mani”, che sempre consolano e mai deludono.

                                                Don Paolo Piras

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 ■ Don Joseph in missione in Kwait.

Il 4 dicembre, festa di santa Barbara patrona della Marina e dei Vigili del Fuoco, Mons. Angelo Frigerio, vicario dell’Ordinariato militare, durante la Messa da lui presieduta, ha dato notizia che don Joseph Achkarian, cappellano militare a La Maddalena, sarà inviato in missione in Kwait. Partirà il 9 gennaio e rimarrà là circa sei mesi. La sua conoscenza delle lingue, in particolare dell’arabo e dell’inglese, lo abilitano a supportare i Comandi della Marina dislocati in quella regione.

 

Mostra – Vendita

Giovedì 7 dicembre ha aperto nella Vigilia dell’Immacolata la MOSTRA – VENDITA di Beneficenza, organizzata dalla Caritas Parrocchiale di Santa Maria Maddalena, e rimarrà aperta fino alla sera di domenica 10 dicembre. Questo annuale appuntamento natalizio ha lo scopo di stimolare nella comunità l’attenzione e la solidarietà nei confronti delle persone meno fortunate. Quale occasione migliore del Natale, per riflettere sulla precarietà della condizione umana? La famiglia di Nazareth ci rappresenta tutti come pure la Comunità umana del tempo di Gesù. Invitiamo quindi tutta la Comunità a “farci visita” potrete trovare piccoli manufatti, oggetti per la casa e alcune CHINOGRAFIE acquerellate donate dal nostro concittadino Gianfranco Pastorelli. Certi di poter contare sulla disponibilità di tanti in questa occasione, ringraziamo anticipatamente e vi aspettiamo.

La Caritas Parrocchiale di Santa Maria Maddalena

  

■ Storie e tradizioni Natalizie nell’Arcipelago della Maddalena

Le tradizioni natalizie sono assolutamente legate alla memoria nativa della nostra isola, ma naturalmente cominciarono a nascere con l’occupazione dei sardo piemontesi nel 1767, mentre si andava lentamente a costituire il borgo di La Maddalena con i pescatori e pastori che arrivarono dal continente, dalla Sardegna e dalla Corsica. Ognuno di questi portava il suo Natale e le sue memorie della nascita del Bambinello nella grotta di Betlemme. La chiesa che andava lentamente a costituirsi, coinvolgeva la gente a partecipare alla Messa della notte di Natale. Alla vigilia, molte famiglie si organizzavano per un pasto comune prima di avviarsi in chiesa. In tutto l’intervallo di tempo che ci porta fino alla costruzione della cittadella militare, la Chiesa ha continuato ad essere strumento di evangelizzazione, illustrando anno per anno il bene che Gesù porta a tutti con la sua nascita. Non si conoscono le tradizioni degli isolani fino alla metà dell’ 800, si sa di certo che la presenza della Base Navale dal 1887, con la costruzione delle strutture militari, delle caserme, delle abitazioni per personale militare e le cappelle con i cappellani militari, il Natale prendeva un’altra realtà più vicina alle tradizioni fino a tempi nostri. Ormai nei piccoli negozi di La Maddalena, che man mano si aprivano nell’isola, si potevano trovare le statuette di terracotta e tutto quello che serviva per fare un bel presepio. Questi oggetti natalizi aiutavano a creare nella propria abitazione, anche in miniatura, un presepe per la contentezza dei piccoli e degli anziani, questi ultimi erano quelli che con la loro memoria davano un senso alla ricorrenza delle feste. Nella chiesa di S. Maria Maddalena, i parrocchiani realizzavano ogni anno un presepe, anche di piccole dimensioni, creando statue di cartapesta, di cui i ponzesi erano maestri, venendo dalla tradizione napoletana nel costruire statuette di ogni tipo, specialmente per il presepe. Mettendo tanta abilità nel costruire casette in miniatura, stagni con l’acqua corrente, fuochi quasi veri, erano piccole lampade rosse che davano la sensazione di un fuoco ed i pastori attorno a riscaldarsi. Per un certo periodo le statue del presepio della parrocchia erano capolavori dell’artigiano sardo, un presepio completo di tutto, l’altezza di ogni statua era all’incirca di 35 centimetri, mai era stato realizzato un’opera d'arte di tale elaborazione. La parrocchia ne andava orgogliosa e gli isolani che rientravano per le feste rimanevano sorpresi di tanta ingegnosità e bellezza. (continua….)

Antonio Remigio Pengo

 

Storia di Carloforte e della Madonna dello Schiavo


MADONNA-DELLO-SCHIAVO-12122I primi Carlofortini erano originari di Pegli, oggi quartiere di Genova. Partirono nel 1542 da Pegli, al seguito dei Lomellini, cospicuo casato genovese dedito ai traffici che aveva avuto concessioni territoriali in quei luoghi; si insediarono sulla costa tunisina nell'isolotto di Tabarka nei pressi di Tunisi, dove pescavano corallo e si dedicavano a traffici e commercio fino al 1738; vennero per questo definiti "tabarchini". Nel 1738 una parte dei tabarchini, chiese al re Carlo Emanuele III di Savoia di colonizzare, in prossimità della Sardegna, l'isola degli Sparvieri allora deserta, e oggi chiamata isola di San Pietro; negli ultimi anni a Tabarka era diminuito il corallo, ed erano continue le disavventure politico-commerciali. Per questo motivo chiesero al re sardo un luogo per continuare in tranquillità i loro commerci, soprattutto in spezie e stoffe pregiate, con il resto del Mediterraneo. Fu scelta così l'isola degli Sparvieri. In onore del Re, a cui i nuovi abitanti eressero una statua nella piazza principale del paese e come segno di riconoscimento e fedeltà, il paese si chiamò Carloforte (Forte di Carlo) e a san Carlo Borromeo fu dedicata la chiesa parrocchiale; il re donò per l'occasione un pregiato quadro raffigurante il santo patrono, ancora oggi nell'abside della parrocchiale. Nel 1798 Carloforte subì una feroce incursione piratesca: più di novecento suoi abitanti furono catturati e tenuti schiavi a Tunisi per cinque anni. Durante questo periodo uno dei carlofortini catturati, Nicola Moretto, rinvenne sulla spiaggia di Nabeul, vicino a Tunisi, una statua lignea che si ritenne rappresentante la Madonna (sicuramente la polena di una nave, portata sulla spiaggia dal mare). Il ritrovamento fu considerato miracoloso, diede conforto e costituì fatto di coesione, dando origine al culto della "Madonna dello Schiavo" quale protettrice dei tabarkini. Tutti gli schiavi carlofortini venuti a conoscenza del ritrovamento del simulacro della Vergine iniziarono sotto la spinta del giovanissimo prete Don Segni a recitare il rosario in qualunque posto si trovassero affinchè la Madonna concedesse loro la grazia di ritornare presto a Carloforte. Tre anni dopo il suo ritrovamento, nel 1803 i carlofortini riebbero la libertà e al momento della liberazione la piccola statua della Madonna fu portata anch'essa a Carloforte, e per accoglierla fu costruita l'omonima chiesa della "Madonna dello Schiavo". La festa il 15 novembre, giorno del suo ritrovamento. Nel 1961 Don Ubbio Serafini, parroco negli anni 1963/67 propose alla popolazione carlofortina di porre sul capo della Madonna dello Schiavo una corona d'oro. La corona acquistata fu benedetta dal Santo padre Paolo VI e la cerimonia d'incoronazione si svolse in piazza su un palco preparato all'occorrenza la mattina del 1964. Nel momento in cui Mons. Pirastru vescovo di Iglesias, poneva la corona sul capo del simulacro, Angela Porricino si alzava dal letto che l'aveva tenuta inferma per ben 10 anni ed usciva all'aperto per guardare la cerimonia dalla porta di casa in via Solferino 25.       

            Dott. Antonio Impagliazzo

 

CALCIO CSI

La settima giornata del campionato di calcio del Centro Sportivo Italiano –Comitato Gallura Anglona di Tempio Pausania si è svolta il giorno 2 dicembre con i seguenti risultati: la squadra del Santo Stefano della Parrocchia di Santa Maria Maddalena ha subìto una ulteriore sconfitta per due reti ad una dalla squadra di Bortigiadas, mentre il Real Moneta della Parrocchia di Moneta ha osservato il suo turno di riposo.

A seguito dei predetti risultati il Santo Stefano con un punto in classifica (un pareggio e cinque sconfitte) ricopre l’ultimo posto in solitario mentre il Real Moneta con otto punti (due pareggi, due vittorie e due sconfitte) ricopre il quinto posto in classifica.

L’ottava giornata è fissata in calendario per il giorno 9 dicembre e vedrà impegnato il Santo Stefano al campo Delfino alle ore 15,00 contro la squadra Codaruina, mentre il Real Moneta, sempre alle ore 15,00 giocherà in trasferta a Santa Teresa di Gallura.                                          Tore D’Apice

 

■ Auguri ai neobattezzati Helena e Simone.

 

Condoglianze ai familiari di Anna Teresa Cossu che è tornata alla casa del Padre celeste.

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

 1) Domenica 10 dicembre

* Seconda domenica di avvento.

* Ore 11.00 Battesimi comunitari durante la Messa.

* Seconda votazione per il rinnovo del Consiglio Pastorale Parrocchiale.

 

 2) Lunedì 11 dicembre

Ore 18.30: lectio divina.

Ore 21.00 in biblioteca parrocchiale: convocazione classe ’68 in vista del nuovo Comitato Festeggiamenti.

 

 3) Mercoledì 13 dicembre

* Ore 10,30 in biblioteca: Mons. Giovanni Maria Pittorru incontra le Caritas cittadine e il volontariato Vincenziano.

 

4) Sabato 16 dicembre

* Ore 17.00 al Bambino Gesù: novena di Natale (in italiano).

* Ore 18,30 nella chiesa parrocchiale: Novena di Natale (in latino).

 

5) Domenica 17 dicembre

* Domenica della Parola.

* Ore 11.00: benedizione dei Bambinelli.

* Ore 17.15 secondo incontro delle famiglie con don Valerio Baresi, presso l’oratorio di Moneta.

 

 6) Domenica 24 dicembre

* Giornata per il seminario

 

* Prossimamente inizierà un corso di formazione liturgica per lettori nella Messa. Chi è interessato dia il suo nominativo in segreteria.

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvisi

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. – Moneta

 1. Martedì 12 dicembre

Ore 18.00 – incontro con genitori dei bambini che si preparano alla Prima Comunione.

 

 2. Mercoledì 13 dicembre

Ore 18.00 Lectio Divina.

 

 3. Giovedì 14 dicembre

Ore 18.30 incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale.

 

4. Sabato 16 dicembre

Inizia la Novena di Natale.

 

5. Domenica 17 dicembre

Ore 16.30 – novena di Natale.

 

  • ore 17.15 secondo incontro delle famiglie con don Valerio Baresi, salesiano con il tema: “Io accolgo te”

6. Lunedì 18 dicembre

Ore 17.15 novena di Natale.

 

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

 

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

 

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 

 

 
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