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n° 44 Sabato  4 Novembre 2017

 

EDITORIALE

 IL MESE DEI MORTI

PUTTO-04112017Il mese di novembre, da tempo immemorabile, è stato dedicato dalla Chiesa al culto dei Morti. In quel mese tante cose ci fanno pensare alla caducità: la luce che diminuisce, le foglie che cadono, l’anno che volge al termine, la terra che, dopo aver dato i suoi frutti, sembra vada in letargo. Ricordiamo i nostri morti.  Già prima del due novembre, giorno nel quale la Chiesa celebra la Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti, si vede un via vai di gente in cimitero, anche di non credenti, per ricordare i propri cari, pulire le loro tombe e ornarle di fiori, i credenti uniscono anche preghiere per i defunti e opere buone a loro nome. Il mese dei morti per il cristiano è anche un invito a riflettere sulle ultime cose: morte, giudizio, inferno, paradiso. Attraversare i viali del cimitero, vedere le foto di tante persone conosciute e in genere presentate nel fiore della loro prestanza fisica, è una meditazione sul senso della vita. In faccia alla morte l’enigma della condizione umana diventa sommo. Perché morire? Cosa c’è dopo? La morte è il termine della vita terrena. Le nostre vite sono misurate dal tempo, nel corso del quale noi cambiamo, invecchiamo e, come per tutti gli esseri viventi della terra, la morte appare come la fine normale della vita. Fare memoria della nostra mortalità serve anche a ricordarci che abbiamo soltanto un tempo limitato per realizzare la nostra esistenza. “Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza…prima che ritorni  la polvere alla terra, come era prima, e lo spirito torni a Dio che lo ha dato” (Qo12,1.7). La morte è trasformata da Cristo. Anche Gesù, il Figlio di Dio, ha subìto la morte, propria della condizione umana. Ma, malgrado la sua angoscia di fronte ad essa, egli la assunse in un atto di totale e libera sottomissione alla volontà del Padre suo. L’obbedienza di Gesù ha trasformato la maledizione della morte in benedizione. La morte, per coloro che muoiono nella grazia di Cristo è una partecipazione alla morte del Signore, per poter partecipare anche alla sua resurrezione.

                                      D.D.

 

 RAGGI DI SOLE

 AL TRAMONTO

COPPIA-GIOVANE--04112017Si narra che, tanto tempo fa, un Missionario attraversava le Montagne Rocciose con un giovane indiano che gli faceva da guida. Tutte le sere, ad un preciso momento del tramonto, il giovane indiano si appartava, si voltava verso il sole e cominciava a muovere ritmicamente i piedi e a cantare sottovoce una canzone dolcissima, soffusa di nostalgia. Quel giovane che danzava e cantava rivolto al sole morente era uno spettacolo che riempiva di ammirata curiosità il missionario. Così, un giorno, chiese alla sua guida: «Qual è il significato di quella strana cerimonia che fai tutte le sere?». «Oh, è una cosa semplice» rispose il giovane. «Io e mia moglie abbiamo composto insieme questa canzone. Quando siamo separati, ciascuno di noi, dovunque si trovi, si volta verso il sole un attimo prima che tramonti, e comincia a danzare e cantare. Così, ogni sera, anche se siamo lontani, cantiamo e balliamo insieme».

Quando il sole tramonta, tu con chi balli? Le ultime note della sera che ti avvolge, a chi le dedichi?

Una mistica del IX secolo ha lasciato questa preghiera: «Mio Signore! Brillano le stelle, si chiudono gli occhi degli amanti. Ogni amante è sola col suo amato, ed io sono sola qui con te!».  

                                      Don Paolo Piras

 

 

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Sintesi e proposte della Settimana Sociale. Il lavoro che vogliamo, Libero, Creativo, Partecipato, Solidale, questo è il tema che ha impegnato i cattolici nella 48° Settimana Sociale.

Gli argomenti proposti si sono discussi nei giorni 26/27/28/29 ottobre a Cagliari, ed i temi in discussione sono scaturiti da una serie di precedenti incontri che hanno coinvolto Cagliari, Iglesias, Oristano, Ales - Terralba -Nuoro - Lanusei - Tempio - Ozieri - Olbia -Sassari - Alghero e Bosa. In apertura dei lavori Monsignor Arrigo Miglio Arcivescovo di Cagliari, ha dettagliatamente spiegato i motivi della Settimana sociale, evidenziando che la Chiesa ha fatto una scelta di verità, denunciando l’emergenza del lavoro, e sollecitando i cattolici ad impegnarsi nel campo sociale e politico.

L’evento, che ha ricevuto un messaggio del Santo Padre, con la partecipazione di tutte le autorità politiche, si è svolto nella Fiera di Cagliari e nei 4 giorni ha sviluppato una serie di tematiche importanti:

Il primo giorno (giovedì) è stato dedicato alla denuncia ed ha visto come relatori: Monsignor Arrigo Miglio, il Sindaco di Cagliari Massimo Zedda e Sergio Gatti che hanno evidenziato i contenuti del tema: il lavoro che non vogliamo.

Il secondo giorno (venerdì) è stato dedicato alle buone pratiche. Relatore il cardinale Peter Kodwo Appiahturkson (prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano) e Leonardo Becchetti. Nel pomeriggio visita ai luoghi di lavoro ove emergono iniziative così dette: buone.

Il terzo giorno (sabato) è stato dedicato all’ascolto. Intervento di Rosanna Virgili e del Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru sulle sfide del lavoro in Sardegna. Mauro Magatti ha evidenziato il tema: giovani, scuola, formazione - lavoro. A seguire discussione con Maurizio Sacconi Presidente della Commissione lavoro del Senato, Giuliano Poletti Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Il quarto giorno (domenica), giornata dedicata alle proposte. Assemblea con interventi del pubblico sul tema: proposte e prospettive; moderatore Marco Tarquini direttore di Avvenire. In chiusura gli interventi di Antonio Tajani Presidente del Parlamento Europeo e Paolo Gentiloni Presidente del Consiglio dei Ministri.

Era impensabile riuscire a coinvolgere personaggi così importanti. Si è visto in Sardegna più interesse addirittura delle votazioni in Sicilia.

Questo riconoscimento che vede il messaggio del Santo Padre sferzare le sonnolenti politiche presenti, deve avere un suo seguito, perchè si deve agire e subito sulle leve strutturali dei trasporti, energia, burocrazia, opere pubbliche, risanamento ambientale etc. I vari dibattiti hanno evidenziato le incongruenze che hanno visto i contatti di lavoro a tempo determinato superati di 7 volte da quelli a tempo indeterminato.

In Sardegna languono 400 mila persone in cerca di occupazione, e che, senza una politica che non sostiene i settori produttivi e le industrie la Sardegna rischia di rimanere al palo.

Sono troppe le realtà in crisi: la SARAS di Cagliari che vede alcune migliaia di occupati in crisi, nel Sulcis-Iglesiente con Portovesme cui operano 670 lavoratori, ALCOA 800 addetti, EUROALLUMINA 600 tute blu, il Mediocampidano territorio più volte classificato il più povero d’Italia- e così via. Dall’organizzazione della Settimana a Cagliari è emerso un metodo che è quello di non fermarsi alla denuncia dei disagi ma di ascoltare tutti gli attori, raccogliere le buone pratiche che ci sono nei territori e ripartire da queste per fare proposte concrete. Un metodo che il presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e del lavoro, monsignor Filippo Santoro, vuole sia applicato «in ogni diocesi, in cui si strutturi organicamente un gruppo di collegamento tra cattolici impegnati in politica, per i problemi sociali, del lavoro, della giustizia, pace e custodia del creato. Bisogna collegare strettamente l’ascolto dei bisogni delle persone (e dei «poveri in particolare»), con l’operatività dei decisori politici, senza mai dimenticare la propria identità cristiana. Il cardinale Gualtiero Bassetti ha aggiunto: “Senza la domenica non possiamo vivere”. Per noi credenti significa che senza riunirci in assemblea la domenica per celebrare l’Eucaristia, ci mancherebbero le forze per affrontare le difficoltà quotidiane e non soccombere». Del “lavoro che vogliamo” la domenica è parte costitutiva, non amputabile.

  Vincenzo La Cava

 ■ Commemorazione defunti

Il grado di civiltà di un popolo si coglie nel modo in cui onora i propri morti. (Tucidide)

MESSA-CIMITERO-02112017Il 2 novembre, con una celebrazione intensa e molto partecipata, sono stati ricordati i defunti con tanto affetto e commozione. La magnifica mattinata di sole ha favorito l’affluenza di parenti e amici dei cari scomparsi. I sacerdoti hanno pronunciato parole di fede e di speranza grazie al Risorto che attira a sé tutti i figli di Dio.

La cerimonia eucaristica ha rinnovato la certezza di vita eterna che attende ciascuno di noi nella comunione dei Santi.

Si è pregato intensamente in particolare e con gli onori militari per tutti caduti nelle guerre, giovani marinai e soldati generosi fino a dare la vita per la Patria.

L’atmosfera era davvero permeata di intensa commozione e amore riconoscente verso chi ci ha preceduto e tanto ha lavorato e amato e continua ad amarci dal Cielo.

Le letture della Parola di Dio erano consolanti ricordandoci che Dio è amore e giustizia, misericordia e perdono e quel cielo azzurro sopra di noi induceva a pensieri di lode.

Quanto dev’essere dolce il Regno dei cieli e struggente l’Amore Divino!

Gianna Ferrero Mamberti

 

■ La sorpresa nel camino di zia Teresa.

In una foto antica, appare una vecchietta, zia Teresina cugina di mia nonna Pepe Clotilde, che abitava con la figlia nubile in piazzetta Amsicora (dove c’è la statua di Padre Pio). Io amavo molto andare con mia nonna a far loro visita perché mi facevano molti complimenti. Zia Teresina di cognome si chiamava Zicavo, la figlia Nanda Sechi. Il marito di zia Teresina, era un militare che morì in guerra, infatti col passare del tempo, la giovane figlia fu assunta in comune come impiegata. Mamma e figlia svolgevano gran parte della loro vita in Parrocchia. Trascorrevano ore nel loro inginocchiatoio riservato, pregando con messale e rosario fra le mani. Mia nonna mi raccontò che nella loro casa esisteva un camino antico. Dato che non funzionava bene, decisero di farlo demolire. Un giorno, zia Teresina, uscì di casa per andare al mercato per fare la spesa, dimenticando sul tavolo, il borsellino con i soldi e lasciando nel frattempo i muratori a svolgere il loro lavoro di demolizione. Dovette tornare indietro per prendere i soldi; nell’aprire la porta di casa udì un forte rumore che la fece rimanere di stucco. Era precipitato dalla canna fumaria, assieme a detriti, una grossa pentola di coccio, colma di “marenghi d’oro” (come raccontava sempre mia nonna). Un vero tesoro. Ella non credette ai propri occhi, e ringraziò la sorte di averle fatto scordare il borsellino in casa. Tutti i parenti di zia Teresina rimasero stupiti. Gran parte di quel tesoro fu devoluto in beneficienza.           

                    Anna Novelli 

 

■ Calcio CSI

Sabato 21 ottobre ha avuto inizio il campionato di calcio 2017-2018 organizzato dal Centro Sportivo Italiano – Comitato Gallura Anglona di Tempio Pausania. Il girone Gallura Anglona composto da 11 squadre vede la presenza di due squadre maddalenine il Santo Stefano della Parrocchia Santa Maria Maddalena ed il Real Moneta della Parrocchia di Moneta. La prima giornata del calendario per le due squadre maddalenine è stata rappresentata dal derby che si è svolto presso il campo Delfino alla presenza di un numeroso pubblico ed è terminato con il punteggio di parità. Una rete per parte, la prima segnata da Santo Stefano all’inizio del secondo tempo, mentre a metà del secondo tempo il Real Moneta raggiungeva il pareggio. Sabato 28 ottobre, nella seconda giornata di campionato il Real Moneta ha incontrato al Delfino alle ore 15,00 la squadra di Bortigiadas che ha superato con un sonoro punteggio di nove reti a zero, mentre Santo Stefano ha giocato alla stessa ora a Santa Teresa di Gallura perdendo l’incontro sfortunatamente per una rete a zero. La terza giornata è fissata in calendario per sabato 4 novembre e vedrà il Santo Stefano incontrare al Delfino alle ore 15 la squadra Erula, mentre il Real Moneta farà visita, sempre alla stessa ora alla squadra Codaruina di Valledoria.  

                    Tore D’Apice

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1)Domenica 5 novembre

Ore 16.00 a Tempio in Seminario Convegno Catechistico e mandato ai catechisti da parte del Vescovo.

2) Mercoledì 8 novembre

* S.Messa in cimitero alle ore 15,45.

3) Giovedì 9 novembre

* Festa della dedicazione della Basilica Lateranense, madre e capo di tutte le chiese.

4) Sabato 11 e domenica 12 novembre

* Visita in Città della comunità del seminario di Tempio.

5) Domenica 12 novembre

* Giornata del Ringraziamento.

6) Martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 novembre

* Pellegrinaggio a Carloforte, gemellata con la comunità cristiana di La Maddalena, per la festa patronale della Madonna dello Schiavo. Per prenotarsi rivolgersi a Pier Luigi Aversano.

7) Domenica 19 novembre

* Giornata dei Poveri.

8) Mercoledì 22 novembre

* Festa di santa Cecilia

* Ore 17.00: santa Messa e rassegna musicale

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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