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Allegato al n°11 de Il Vento del 22 luglio 2000

Al parroco don Domenico Degortes nel 35° di ordinazione sacerdotale (18 luglio 1965-2000)

 

Maria Maddalena

da peccatrice a donna della Resurrezione

di don Sandro Serreri

 

Premessa

E’ vero che i testi dei Vangeli parlano di più Marie (Maria di Nazareth, Maria sorella di Marta e di Lazzaro, Maria Madre di Giacomo il minore e di Joses, Maria di Cleofa), ma la Nostra viene sempre denominata con il complemento di provenienza “di Magdala”. Dunque, è sufficiente tenere conto di questo piccolo ma significativo dato geografico per evitare di confondere la nostra Maria con le altre. Se la Tradizione latina, al contrario di quella dei Padri greci, ha unificato le Marie, a partire dai Sermoni di Papa Gregorio Magno (+ 604), a noi cristiani del III millennio non è più permesso unificare e, quindi, confondere.

La figura evangelica di Maria di Magdala è stata unificata e confusa con quella di Maria dei Betania, della peccatrice perdonata di una città della Galilea e della donna adultera di Gerusalemme. Ma se solo leggiamo i testi dei Vangeli – rispettando il principio insegnato da Gesù: “ Che cosa sta scritto? Che cosa vi leggi?”(Lc. 10,26) – non è difficile passare dalla unificazione-confusione alla distinzione-chiarezza. Questo, perché nei Vangeli il personaggio Maria di Magdala possiede una sua precisa caratterizzazione, che si esprime attraverso una presenza costante, una serie di parole, dei personaggi noti e ambienti ben delineati.

Sarà, allora, questo lo scopo di questa nostra breve riflessione: disegnare, quasi a tutto tondo, tentando una sintesi, la presenza, le parole insieme ai personaggi e agli ambienti nei Vangeli riguardanti Maria di Magdala.

La presenza di Maria di Magdala nei Vangeli

Maria di Magdala, all’opposto di altri personaggi evangelici, è presente nei quattro Vangeli: Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

Matteo, descrivendo la morte di Gesù, dice: “C’erano anche là molte donne che stavano ad osservare da lontano…” Tra costoro Maria di Magdala” (27, 55.56). Di queste “donne” dice, inoltre, che “avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo” (27, 55b). Infine, narrando la sepoltura, scrive: “Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Magdala e l’altra Maria” (27, 61).

L’evangelista Marco, anche lui riferendo delle pie donne sul Calvario, annota che: “C’erano alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Magdala” (15, 40). Concordemente a quanto scrive Matteo, anche Marco annota, che queste donne “seguivano e servivano (Gesù) quando era ancora in Galilea” (15, 4-1). Nel quadro della sepoltura, Marco offre una pennellata in più: “Intanto Maria di Magdala e Maria di Joses stavano ad osservare dove veniva deposto” (15, 47). Procedendo, poi, nella narrazione annota quanto segue: “Passato il sabato, Maria di Magdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare ad imbalsamare Gesù” (16, 1). In ultimo, riferendo delle apparizioni di Gesù risuscitato scrive “Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, (Gesù) apparve a Maria di Magdala, dalla quale aveva cacciato sette demoni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere” (16, 9-11).

Luca evangelista, ritraendo il seguito femminile di Gesù, scrive: “C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni (8, 2). Queste donne, annota Luca: “assistevano (Gesù e i Dodici) con i loro beni” (8, 3). Da ultimo, disegnando il dopo Resurrezione, afferma: “E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Magdala…” (24, 9-10).

Giovanni è l’evangelista di Maria di Magdala, perché di lei dice quel che i quadri evangelici dei tre precedenti Autori non descrivono. Giovanni, per di più, è l’evangelista che dà voce a Maria di Magdala. Ma riguardo le parole della Nostra diremo più avanti. Giovanni, scolpendo la scena drammatica e solenne di Gesù e sua madre sul Calvario, annota la presenza della Nostra: “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala” (19, 25). Andando oltre, sino a giungere al quadro del giorno della Resurrezione, troviamo in Giovanni il lungo racconto della apparizione a Maria di Magdala (vedi 20, 11-18), che contiene l’espressione più alta della presenza della Nostra nei quattro Vangeli, che si apre con una serie di raffinate annotazioni temporali: “Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro” (20, 1).

Le parole di Maria di Magdala nei Vangeli

Rispetto al Vangelo secondo Giovanni, Matteo, Marco e Luca non riportano nessuna parola pronunciata da Maria di Magdala. In questo, i tre evangelisti che precedono Giovanni – detti Sinottici – si discostano nettamente. Non hanno ritenuto necessario, ai fini delle loro catechesi, riferire le parole della Nostra. Giovanni, invece, proprio a conclusione del suo Vangelo, si attarda nel riportare, parola per parola, quanto detto da Maria di Magdala “nel giorno dopo il sabato”, nel giorno della Resurrezione.

Dopo aver visto “che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro”, Maria di Magdala corre, va da Simon Pietro e dice: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto” (20, 2b). Tornati Simon Pietro e il discepolo “che Gesù amava” di nuovo a casa, dopo essersi recati al sepolcro, Maria di Magdala ritorna presso la tomba vuota a piangere. Allora, “due angeli in bianche vesti” le domandano: “Donna, perché piangi?”. E lei: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto” (20, 13b). Gesù, che stava lì in piedi, le dice: “Donna, perché piangi? Chi cerchi? (20, 15°). Ella risponde: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto ed io andrò a prenderlo” (20, 15c). Le parole che seguono sono il cuore della voce evangelica di Maria di Magdala. Sentendosi chiamare da Gesù per nome: “Maria!”, ella risponde: “Rabbunì! Maestro!” (20, 18b). E ai discepoli annuncia: “Ho visto il Signore” (20, 18b). In queste parole possiamo sentire tutta la professione di fede e l’esperienza del Risorto pronunciata  e vissuta da Maria di Magdala.

I personaggi in Maria di Magdala

I personaggi, che entrano a far parte della vicenda evangelica o che ruotano attorno alla figura di Maria di Magdala sono: alcuni di primaria importanza altri di secondo ordine, comunque tutti significativi per la comprensione della Nostra.

Di primaria importanza c’è, anzitutto, Gesù, come racconta Luca (vedi 8, 2), seguito dagli apostoli: Simone, chiamato Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota. Non dimentichiamo, poi, Maria la madre di Gesù (vedi Gv 19, 25). In secondo ordine, ma non per questo da considerare del tutto minori, c’è una serie di personaggi, tutte donne.

Innanzitutto, la nobile Giovanna, moglie di Cusa, amministratore (procuratore) di Erode Antipa (figlio di Erode il Grande), tetrarca della Galilea e della Perea (Transgiordania), residente a Tiberiade, e la ricca Susanna. Riguardo queste due donne, c’è da osservare, che se Maria di Magdala si accompagnava a donne di alto rango, come le due nominate, si può tranquillamente ricavare, senza timore di forzare le Scritture, che anche la Nostra fosse una nobile o una ricca (commerciante), tanto da mettere a disposizione di Gesù i suoi beni. Se, al contrario, Maria di Magdala fosse stata una prostituta, Giovanna e Susanna non avrebbero certamente gradito la sua compagnia e collaborazione nel seguire e nel servire Gesù e i Dodici. Seguono, poi, altre donne: Maria madre di Giacomo (il minore, uno dei Dodici) e di Giuseppe (Joses), moglie di Alfeo; Giacomo e Giuseppe sono cugini di Gesù (vedi Mt 13, 55); Salome madre di Giacomo (il maggiore) e Giovanni (dei Dodici), moglie di Zebedeo; Maria moglie di Cleofa.

Tutte e tre queste donne assistettero alla crocifissione (vedi Mc 15, 40-41 e Gv 19, 2-5), insieme alla Nostra. Mentre solo le prime due accompagnarono Maria di Magdala al sepolcro, dopo aver comprato oli aromatici per l’imbalsamazione (vedi Mc 16, 1-2).

Tra tutte queste donne – lo ribadiamo – solo Maria di Magdala è ricordata da tutti gli evangelisti, mentre per le altre ciascun evangelista nomina, tra il gruppo delle donne, quelle che erano maggiormente conosciute nella sua tradizione.

Maria di Magdala, quindi, visse la vita pubblica di Gesù insieme ai Dodici, a donne nobili e ricche e alle madri degli apostoli.

Gli ambienti in Maria di Magdala

Gli ambienti, vale a dire i luoghi e la cerchia della Nostra, sono quelli della Galilea e Giudea, quella del Ministero di Gesù.

Innanzitutto, Magdala, villaggio della Galilea (regione fiorente, densamente popolata e attraversata in tutti i sensi da strade militari romane e dalle antiche carovaniere commerciali) posto sulla riva occidentale del lago di Genezaret (di Tiberiade o Mare di Galilea) punto focale dei viaggi di Gesù. Magdala si trova a poca distanza da Tiberiade, stazione termale famosa per le sue sorgenti calde, residenza estiva del tetrarca Erode Antipa; Genezaret, dove Gesù approdò e operò guarigioni (vedi Mt 14, 34); Cafarnao, sede di un ufficio di dogana e di una sinagoga, dove il pescatore Simone chiamato Pietro possedeva una casa (vedi Mt 8, 14), nella quale viveva con la moglie (non nominata), la suocera e il fratello di Andrea, e dove Gesù di Nazareth venne ad abitare (vedi Mt 4, 13) e guarì un paralitico (vedi Mc 2, 1-12); Corozain (vedi Mt 11, 21); Betsaida, città degli apostoli Filippo, Simone chiamato Pietro e Andrea suo fratello (vedi Gv 1, 44), dove Gesù guarisce un cieco (vedi Mc 8, 22). Ma Magdala è anche situata nel territorio dove si trova Nazareth e Cana (vedi Gv 2, 11). Il villaggio di Magdala, oggi scomparso, al tempo della Nostra era un piccolo centro commerciale sulla grande via (la “via del mare”) che dalla città di Damasco (in Siria) attraversando la Galilea (detta “distretto delle genti” per via della sua popolazione mista di ebrei e pagani), conduceva al Mar Mediterraneo (in Fenicia) e, infine, a Gaza e in Egitto. Maria di Magdala, perciò, nasce, cresce, vive e lavora, prima di porsi al seguito e al servizio di Gesù, in tale ambiente, ricco economicamente e culturalmente, centro abituale di tanti insegnamenti e guarigioni di Gesù. La Nostra, allora, non può non essere che la figlia, a pieno titolo, del suddetto fiorente mondo.

Oltre, poi, Magdala e i suoi dintorni, la nostra Maria ha avuto come ambiente quotidiano le città e i villaggi dove Gesù, insieme ai Dodici, se ne andava predicando e annunziando il regno di Dio (vedi Lc 8, 1). Seguendo Gesù ha percorso la Samaria e la Giudea sino a Gerusalemme, la capitale del popolo eletto. Gesù e i suoi, e quindi anche la nostra nei giorni che precedettero la commemorazione della Pasqua, alloggiò nel vicino villaggio di Betania, ospiti di Marta, Maria e Lazzaro.

Altro ambiente: il Golgota (in ebraico: Gulgolet, in latino: Calva o Calvaria, da cui il nostro “Calvario”), il luogo della crocifissione detto “luogo del cranio”. Il Golgota era un piccolo rialzo roccioso, che rassomigliava in maniera sorprendente a un teschio. Così si spiega il cranio (teschio), sormontato da un crocifisso d’argento, che il simulacro della Santa reca in mano nella mano sinistra a testimonianza della sua presenza presso la croce di Gesù.

Infine, il sepolcro. Gesù viene sepolto in un “sepolcro nuovo” (Gv 19, 41) il cui proprietario è Giuseppe di Arimatea, discepolo nascosto, giudeo molto ricco e importante membro del Sinedrio. Questo sepolcro era “scavato nella roccia” (Mt 27, 60): solo le famiglie benestanti possedevano tombe scavate nella roccia. Quindi, contrariamente alla prassi ordinaria, il corpo di Gesù non fu gettato in una fossa comune, ma ebbe gli onori di una sontuosa sepoltura.

Il sepolcro, insieme “all’orto” (vedi Gv 19, 41), è l’ambiente dell’apparizione di Gesù a Maria di Magdala; il luogo del dialogo della discepola prima con gli angeli e, poi, con il Maestro. In questo ambiente, la Nostra vede per prima Gesù risorto, privilegio singolare, e dal pianto passa alla corsa gioiosa dell’annuncio: “Ho visto il Signore”. Così la donna di Magdala, guarita “da sette demoni”, è diventata la donna della Resurrezione, la donna della Pasqua del Signore.

Conclusioni

Attenendoci, dunque, al principio insegnato da Gesù: “Che cosa sta scritto? Che cosa vi leggi?” abbiamo letto quel che di Maria di Magdala i Vangeli hanno scritto. Ne è emersa una “nuova” Maria Maddalena che, finalmente, da peccatrice è diventata la donna della Resurrezione. A noi premeva giungere a questa conclusione, pur nel pieno rispetto della Tradizione (portatrice della religiosità popolare). Importante in Maria Maddalena è il suo messaggio pasquale: “Ho visto il Signore”. Questo annuncio ha percorso i secoli ed è giunto sino a noi, per infondere la speranza che anche noi vedremo il Signore.    

 
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