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Fiorella Nicosia

 

nicosiaF03Dopo la laurea in Lettere Moderne (con indirizzo storico artistico), conseguita nel 1995 a Messina, sua città natale, ha approfondito lo studio della storia dell'arte attraverso una borsa di studio presso il "Dipartimento Arti Visive" dell'Università di Bologna (Prof.ssa Vera Fortunati), un corso di perfezionamento in "Didattica generale e museale" presso l'Università degli Studi di Roma Tre e il corso triennale della Scuola di Specializzazione in Storia dell'arte di Firenze, diretta da Mina Gregori. Dopo gli studi fiorentini, incentrati sulla storia dell'arte medievale e moderna e sull'iconografia del personaggio biblico di Giuditta (sotto la guida di Antonio Natali), ha continuato a vivere nel capoluogo toscano approfondendo la conoscenza anche dell'arte contemporanea, organizzando mostre come "L'Isola Dentro. Artisti Siciliani a Firenze", presso la Chiesa del Carmine di Firenze, tenendo seminari presso l'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, svolgendo stages professionali presso gallerie (come la "Galleria Continua" di San Gimignano) e lavorando in ambito editoriale, come ricercatrice, collaboratrice redazionale (Pietro Chegai Editore, Scala Group, Giunti) e soprattutto come autrice. Oltre a recensioni critiche su cataloghi e brochure di mostre di numerosi artisti contemporanei e articoli su riviste come L'Apostrofo, Segni d'arte, Brutium e Art e Dossier, si segnalano in particolare alcune sue monografie su artisti internazionali come Dalì, Monet, Gauguin e Munch per la collana "Vita d'Artista" della casa editrice Giunti.

L'iconografia di Maria Maddalena nel Novecento

La relazione vuole analizzare l'interpretazione iconografica di Maria Maddalena all'interno della cultura artistica del Novecento, alla ricerca di una sua presenza evidente nella rappresentazione dei fatti della vita di Cristo e di un suo particolare ruolo religioso e spirituale ma soprattutto terreno umano e femminile. In questo graduale riconoscimento della figura di Maria di Magdala (che nella tradizione iconografica comprende anche le altre due "Maddalene", ossia la Peccatrice e Maria di Betania), la quale da immagine quasi "assente" (nell'esegesi, nella storia, nella cultura e nell'arte) si fa via via più umana, attuale e "presente", si arriverà ad un'inconscia identificazione di Maddalena con quella del Cristo, come suo alter ego, anima femminile del divino e immagine di salvezza universale, divenendo metafora della donna, ma anche simbolo del dolore e della sofferenza esistenziale dell'essere umano contemporaneo.

 

 
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